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One Piece 957: Rocks D Xebec e la volontà ereditata

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Ok. Fermi tutti. Respirate. Calma e coraggio. Bene, inspirate ed espirate. Fatelo più volte. Fatto? Bene.

UAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH!!!!!!!!!!

Mi sento meglio, perfetto. Possiamo cominciare la trasmissione. (cit)

Santo cielo, cos’abbiamo sotto le mani questa settimana. Il capitolo 957 di ONE PIECE è veramente qualcosa di strepitoso, ma prima di inneggiare al “Oda Genio11!1!” tanto caro ai lettori medi, parliamoci chiaro. Il capitolo 957 è uno di quei capitoli che, dopo anni di magra e magra, ti riversa addosso una così immensa quantità di roba che di primo acchito ti dà l’impressione di essere tutto ciò che aspettavi da una vita… ma a mente lucida, dopo averlo letto già cinque volte, capisci che invece Oda non ha fatto altro che imbruttirci tutti… di nuovo. Infatti, tutte le informazioni di questo capitolo, non cambiano assolutamente nulla di ciò che abbiamo visto finora, ma anzi non fanno altro che aumentare le domande senza risposta di cui il manga è permeato. Ehi, sia chiaro, la mia non è una lamentela! È solo una constatazione.

Il capitolo si apre con Sakazuki e Issho, che parlano al lumacofono. Personalmente, non mi sarei mai aspettato che Akainu fosse contrario all’abolizione dei Sette Corsari, visto l’odio profondo che il Cane Rosso prova verso i pirati in generale. Tuttavia, forse, o non ha ben chiaro cosa stia ultimando la divisione scientifica della Marina o forse semplicemente non si fida di Vegapunk come sembra invece fidarsi Fujitora. Ad ogni modo, ciò che è fatto è fatto, e le decisioni dei re al Levely non possono essere discusse dal braccio armato del Governo Mondiale. 

Questa informazione è molto interessante, perché pone un ulteriore tassello nel puzzle della grande farsa mondiale: i re hanno votato per abolire la famosa “flotta dei sette”, la maggioranza ha deciso di agire in questo verso e i corsari non esistono più. Bene. Viva l’oligarchia democratica. Eppure, sono sicuro che se non ci fossero state le nuove armi di Vegapunk pronte a sostituire Mihawk, Hancock, Orso, Weevil e Buggy (vecchio cuore), il Governo Mondiale (leggete Im) non avrebbe mai accettato di mettere in pericolo la stabilità e l’equilibrio delle tre forze che preservano l’ordine delle cose per una decisione presa da chi, in verità, non conta assolutamente nulla. Tuttavia, caso o fortuna o destino, hanno fatto sì che anche in questo caso le carte fossero posizionate al posto giusto nel momento giusto. La farsa ha retto anche stavolta e le cose andranno come devono. 

Issho, sappiamo da Dressrosa, ha qualcosa in sospeso con i Corsari. Non si è mai capito se la sua sia una questione personale o se sia una posizione presa in quanto uomo di giustizia, che per quanto lo riguarda sappiamo essere molto particolare. Quindi, ciò che dice in risposta a Sakazuki lascia ancora molti dubbi a riguardo. Fatto sta che, molto probabilmente, sarà il primo a muoversi per catturarli o catturarne uno in particolare. Sarebbe molto figo se il suo “avversario” fosse Occhi di Falco: sarebbe una sfida senz’altro interessante da vedere, ma ancora più interessanti sarebbero le motivazioni di questa “faida”. Vedremo, intanto facciamo illazioni senza basi.

Da qui in poi parte uno spiegone lunghissimo di Sengoku, che ripresosi dalla demenza senile di cui era vittima a Dressrosa, ha ricordato che un tempo, circa quarant’anni prima della storia attuale, c’era un gruppo di pirati che aveva una forza incredibile e che vantava di personaggi diventati nel tempo grandissimi pirati. Non sto qui a farvi il riassunto del capitolo, lo sapete che non è nel mio stile. Sapete leggere. Fatelo. Ciò che a me interessa è riflettere con voi su alcune cose. E ciò su cui vorrei riflettere è questo: perché ora? Perché Oda ha deciso proprio ora di inserire la ciurma del pirata Rocks all’interno della trama? Quale importanza potrebbe avere questa macrorivelazione all’interno della storia di ONE PIECE? 

Secondo me, la risposta potrebbe essere più semplice di quanto pensiamo. ONE PIECE sta finendo, su questo non ci sono dubbi, e che lo voglia o no, Eiichiro Oda deve cominciare a tirare i remi in porto. Dal 1997 ad oggi, ha disseminato l’opera di piccoli pezzi di un immenso puzzle, che noi piano piano abbiamo raccolto e unito assieme così da comporre il quadro completo. Il cornicione del puzzle c’è tutto, così come moltissimi dei pezzi che formano la zona periferica, tuttavia manca il cuore, la parte centrale. Un cuore che deve assolutamente tirar fuori prima della fine, così che gli ultimi tasselli che mancano qua e là possano finalmente innestarsi al proprio posto. E secondo me Rocks, o meglio Rocks D Xebec, pone un tassello molto importante nel cuore del puzzle. 

Torniamo indietro al capitolo 576, al famoso discorso di Baffibianchi prima di morire. 

  • Newgate: Così come c’è chi sta portando avanti la volontà di Roger, un giorno ci sarà qualcun altro che porterà avanti anche quella di Ace. Ci si può sbarazzare della loro linea di sangue, ma la loro fiamma non si estinguerà mai. È così che funziona da tempo immemore, generazione dopo generazione… e un giorno arriverà qualcuno che sfiderà il mondo intero, dopo essersi fatto carico del peso di secoli di storia…!!! Sengoku… voi del Governo Mondiale siete terrorizzati dall’idea che un giorno possa scoppiare una guerra tanto grande da sconvolgere il mondo intero… ed anche se a me non interessa, quel giorno arriverà di sicuro. Quando qualcuno troverà quel tesoro il mondo finirà sottosopra…!! Il One Piece esiste davvero!!! 

Sul significato delle parole di Newgate ci ho perso un sacco di tempo in analisi, testi e quant’altro, perciò stavolta vorrei focalizzarmi sulla prima parte del dialogo, ovvero sulla volontà ereditata. Newgate afferma che la volontà della D (o dei D, come ho scritto in quest’altro articolo) è qualcosa che si eredita inconsapevolmente. Come qualcuno ha ereditato la volontà di Roger (la libertà, la distruzione in favore della libertà – fateci caso, Luffy ovunque passa distrugge per riportare il luogo alla vita), qualcun altro erediterà quella di Ace, qualunque essa fosse. Qualcun altro erediterà la volontà di Saul, qualcun altro erediterà quella dei genitori di Law, qualcun altro erediterà quella di Rouge… e qualcun altro erediterà quella di Xebec. Ed in questo capitolo 957 ci viene detto chiaro e tondo che ciò a cui puntava Xebec era la conquista del mondo: il suo sogno era di diventare il re del mondo intero, che come noi sappiamo è una carica che il mondo di One Piece crede non esistere, ma che invece esiste davvero nella figura di Im-sama! 

La storia è ciclica, viene ripetuto più volte. E come quella volta furono Roger e Garp a farsi carico di una strana alleanza per sconfiggere il forse pirata più pericoloso del tempo, probabilmente questa volta saranno Luffy e qualcun altro (forse Koby) a dover fare squadra per sconfiggere colui che ha ereditato la volontà di Rocks D Xebec, ossia Marshall D Teach. 

Nel capitolo viene detto che la base dei pirati Rocks era proprio Hachinosu, l’isola dei pirati, su cui guarda caso anche Teach ha deciso di stabilirsi una volta divenuto Imperatore, forse perché probabilmente, vista la sua natura di ricercatore storico, ha trovato qualcosa lì che cercava da tempo per il suo obiettivo. E sempre per puro caso, l’ammiraglia di Barbanera si chiama Saber of Xebec, ovvero la spada di Xebec.

In ONE PIECE non esistono le coincidenze, Oda l’ha messo in chiaro più e più volte. E tutti questi tasselli di puzzle, a mio dire, vanno a comporre proprio una parte del cuore del quadro. C’è chi dice che Teach possa essere il figlio di Xebec, da cui ha scelto di non prendere il cognome per chissà quali ragioni (un cognome troppo pericoloso da sbandierare?); c’è chi dice (ciao, Mala!) che Teach sia proprio Xebec, ricollegandosi al famoso dialogo di Banaro in cui Ace afferma che Teach ha vissuto una “doppia vita”. Per quanto mi riguarda, tengo assolutamente in considerazione entrambe le proposte, ma prediligo usare il metodo del rasoio di Occam e propendere per la soluzione più semplice, ovvero quella della volontà ereditata. Ad ogni modo, vedremo quale sarà la scelta di Oda.

Veniamo a God Valley, un nome che è tutto un programma. Qui di domande ce ne potremmo fare all’infinito: perché sia i pirati di Roger, che quelli di Rocks, che il vice-ammiraglio Garp, che dei Draghi Celesti con i rispettivi schiavi era lì? Perché l’isola è sparita dalle carte nautiche? Perché Sengoku afferma che dopo quell’incidente l’isola sparì senza lasciare traccia? Dov’era posizionata? Cosa c’era di così importante su quest’isola? Ma soprattutto, perché questo nome? Che legami potrebbe avere quest’isola con i 100 anni bui e la storia precedente alla guerra che sconvolse il mondo? 

Secondo me, allo stato attuale, possiamo azzardare che God Valley fosse un’isola dove i Draghi Celesti soggiornavano quando scendevano dalla Red Line. Senz’altro lì si celava qualcosa, qualcosa di molto importante legato ai tempi scomparsi, e Xebec, spinto da chissà quale piano di distruzione, decise di assaltare l’isola. Il resto, in pillole, è storia. Cosa spinse lì Roger, però, è una vera incognita. Garp, in teoria, potrebbe anche essere stato obbligato dalle circostanze, ma Roger? Perché l’allora 39enne Roger,  dieci anni circa prima del suo ultimo viaggio, si spinse fino a God Valley per fermare Xebec? Fu allora che scoprì quel qualcosa che lo spinse a riflettere sul proprio viaggio ed a intraprendere la strada che lo portò a conquistare la Grand Line? Newgate, Linlin e Kaido erano ancora a bordo della nave dei pirati Rocks? Quindi Oden stava ancora a Wano, in teoria. Fu su quell’isola che Roger venne a conoscenza di una storia scomparsa? Fu lì che apprese dei Road Poneglyph? Fu lì che scoprì dei Kozuki? Ed è sempre per quell’isola che Kaido e Linlin sapevano e sono riusciti poi a recuperare due Road Poneglyph? Troppe, troppe domande. 

Ora come si muoverà la faccenda? Chiaramente la Marina non ha uomini sufficienti per muoversi su Wano, c’è tutto il casino di Mary Geoise da gestire e finché Kaido, Linlin, samurai e pirati si scannano dentro i confini di Wano, il problema è sì grande, ma è limitato in una circoscritta zona di mare. In più, come se non bastasse, abbiamo le nuove armi di Vegapunk da testare. Un paese isolato come Wano è senza ombra di dubbio un ottimo obiettivo su cui testarle, non trovate? Se fallissero, nessuno saprebbe. Se vincessero, è un attimo far girare la voce della grande vittoria della Marina sulla rinnovata alleanza dei pirati Rocks. 

Sulle taglie dei vari personaggi non voglio nemmeno sprecare tempo. Alla fine, chi se ne frega. Non capisco, invece, se la datazione di Shanks in quanto Imperatore sia un errore di typesetting del Jump o se Oda ha cambiato idea, visto che stando alle informazioni della Vivrecard lo era da molto più tempo. Sia come sia, preferisco così. Speriamo non cambino. 

Ad ogni modo, questo capitolo 957 è una pietra miliare di ONE PIECE. Capitolo così pieni non se ne vedevano da anni. Quanto ad importanza potrebbe essere quasi alla pari con il 908, con la rivelazione di Im. Lentamente, ma sempre più velocemente, i pezzi del puzzle da incastrare nel cuore li stiamo trovando. Sono ancora tanti, ma ci stiamo arrivando. E più prima che poi avremo finalmente chiare le vere intenzioni di Eiichiro Oda. 

4.83/5 (114)