Im-sama tra folklore e mitologia

da Francesco Lionetti
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L’Ultimo capitolo del manga ci ha mostrato, finalmente, in maniera più approfondita uno dei personaggi più misteriosi ed affascinanti della seconda parte dell’opera: Im. Sebbene non si sia visto in maniera nitida, colui che siede sul trono vuoto ha rivelato, oltre che delle interessanti informazioni sulla “D”, anche una strana e grottesca trasformazione, che gli ha consentito di deglutire senza il minimo problema le fiamme di Sabo. Queste poche tavole ci consentono di poter fare qualche interessante speculazione sul personaggio, partendo dall’etimologia del suo nome fino ad esplorare i meandri della mitologia norrena, perché? Ve lo spiego subito.

La scelta del nome “Im” può essere ispirata al personaggio di Ím, un noto Jotunn del cronache norrene, figlio di Vafthrudnir, che era considerato uno dei più saggi della sua razza. La cosa particolarmente interessante sta nel fatto che gli Jotunn, oltre che giganti, nei più antichi racconti germanici vengono definiti “mangiatori di uomini”, e caratterizzati in maniera dispregiativa (spesso come troll o bestie dall’aspetto mostruoso). Tale caratteristica andrebbe a sposarsi con la trasformazione che Im sama ha mostrato in quest’ultimo capitolo, ma le similitudini non finiscono qui. Il personaggio in questione ha rivelato che le “D” sono da sempre i loro nemici, così come gli Jotunn erano i nemici naturali del Aesir (gli dei norreni), in quanto rappresentanti del caos ed in netta contrapposizione con l’ordine perseguito da Asgard. Tutto ciò potrebbe spingerci a pensare che Im e la sua specie abbiano gettato il mondo nel caos scontrandosi con i portatori della “D”, e conquistando il dominio del mondo. Certo, sono tutte fantasie e probabilmente nessuno di questi elementi ha realmente spinto Oda a creare queste storie, ma speculare è sempre interessante, specialmente se di mezzo ci sono mitologia e folklore.

Esiste un ulteriore elemento etimologico da approfondire, che questa volta riguarda la cultura orientale. in katakana (la scrittura a ideogrammi giapponese) il nome “Im” prende questa forma” 仏, che nell’analisi dei due simboli porta il significato di “Buddha”. Sebbene la figura del Buddha risulti fin troppo generica e universale nel suo significato, in questo caso assume un valore forte, visto il manga ci porta a pensare che Im sia un personaggio su un piano esistenziale/spirituale diverso rispetto ai “comuni mortali” dell’opera. In altre parole l’associazione al Buddha potrebbe stare ad indicare che Im sama è un essere divino, come mostrato anche nel suo modo di parlare, nel come viene trattato e nella capacità di distruggere interi regni attraverso tempeste che piovono dal cielo (Zeus chi?). Il mistero attorno a questo personaggio si infittisce, e con esso la nostra voglia di speculare.

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