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Cos’è il One Piece? Il significato del tesoro di Roger

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one piece

Questo è un paragrafo del testo scritto dal sottoscritto riguardante il significato del One Piece, che potete acquistare gratuitamente nella sezione shop del nostro sito.

Siamo pronti? Allora cominciamo e cerchiamo di capire cos’è il One Piece!

IL PIANO VINCENTE DI ROGER

Gold RogerGol D Roger conquistò la Grand Line, arrivò ai confini del mondo, scoprì la verità, ma capì che non era ancora giunto il tempo. Gli scacchi non erano ancora tutti sulla scacchiera e l’umanità non era ancora pronta affinché la verità diventasse di dominio pubblico: serviva un espediente che portasse il mondo verso la fine della Grand Line, così che qualcuno spinto da quella stessa volontà e da quegli stessi ideali del popolo antico avrebbe potuto risvegliare le menti intorpidite da ottocento anni di oscurantismo. Perciò scattò un piano, studiato in modo di mettere in scacco il Governo con le sue stesse idee malate di proibizionismo culturale.

Leggiamo il dialogo in cui il braccio destro di Roger, Rayleigh, ci parla appunto di questo piano.

  • Rayleigh: Ovviamente, Roger non è sempre stato “il re dei pirati”. Fu soltanto allora che la gente cominciò ad apostrofarlo in quel modo. In genere per un uomo prossimo alla morte un titolo non dovrebbe avere alcun significato, ma per Roger ne aveva… lo rendeva felice. Era un uomo che amava fare le cose in grande… battaglie e festeggiamenti compresi. Sembrava perfino divertirsi nel pianificare un futuro che non avrebbe potuto vivere. Alla fine, dietro suo ordine, i pirati di Roger si sciolsero in gran segreto ed ogni membro dell’equipaggio, uno dopo l’altro, fece perdere le sue tracce. Tutt’ora non ho idea di che fine abbiano fatto i miei compagni, con cui ho rischiato la mia vita in mille avventure. Ad ogni modo, un anno dopo la scissione, Roger si consegnò, fu arrestato e venne annunciata la sua pubblica esecuzione nella sua città natale, Loguetown, nell’East Blue. Ho sentito che quel giorno molti dei pirati diventati oggi famosi erano radunati in quella piazza… insomma, tutti gli occhi del mondo erano puntati sull’esecuzione del re dei pirati. Io non ci andai. Ricordo ancora le ultime parole che mi disse…
  • Roger (Ricordo): Io non morirò, socio.
  • Rayleigh: Il Governo Mondiale e la Marina devono esser stati colti di sorpresa da ciò che accadde. Quell’esecuzione pubblica serviva da avvertimento a tutti i pirati del mondo, ma le parole pronunciate da Roger prima di morire generarono l’esatto opposto, alzando il sipario sulla Grande Era della Pirateria! In quel preciso istante riuscì a trasformare la sua ultima scintilla di vita in un incendio che avrebbe bruciato il mondo intero!
  • Usopp: Ma quindi… era nei piani di Roger dare vita alla Grande Era della Pirateria?!
  • Rayleigh: Questa è una domanda a cui solo lui potrebbe rispondere… ma purtroppo se n’è andato. Gli unici che possono decidere le sorti di quest’era sono le persone che la vivono…!

Queste ultime parole di Rayleigh si riferiscono al cambiare di un’era, cosa a cui puntava Roger dicendo al mondo intero che aveva lasciato il suo tesoro nascosto da qualche parte.

Roger morì, almeno fisicamente, ma le sue ultime parole causarono un terremoto di dimensioni cosmiche: il mondo si ritrovò invaso da un’orda barbarica di pirati a caccia del suo tesoro, ma lui sapeva che le sue gesta e la sua morte avrebbero fatto sì che la sua volontà continuasse il suo corso, finché sarebbe arrivata quella persona che si sarebbe fatta carico di tutto il peso della storia e avrebbe svelato all’umanità la verità, quella verità che avrebbe reso libera l’umanità da quel peso sulla coscienza tenuto nascosto dal Governo da 800 anni.

RAFTEL E LA FAMIGLIA “D”

Che Raftel sia la meta finale ci è confermato dallo stesso Roger in un dialogo con Baffibianchi prima di consegnarsi alla Marina, purtroppo rimasto incompiuto.

  • Newgate: Stai morendo? Sul serio, Roger?
  • Roger: Sì, non mi resta molto tempo. Senti, Baffibianchi, vuoi sapere come arrivare a Raftel?
  • Newgate: Anche se me lo dicessi, non ci andrei. Non m’interessa.
  • Roger: Hai sentito come mi chiamano ora quelli del Governo? Gold Roger… ma quello non è il mio nome!! Io mi chiamo Gol D Roger!!
  • Newgate: Nel corso degli anni ho incontrato alcuni uomini con quella D nel nome. Ne ho perfino uno a bordo, si chiama Teach. Cosa c’è dietro questa D?
  • Roger: Oh, vuoi saperlo? Va bene, te lo dirò. È una storia che risale a molto tempo fa…

Roger e BarbabiancaDa questo dialogo si evincono due cose fondamentali: la prima è che la storia della D risale a tempi remoti e quindi il fatto che possa essere legata al Grande Regno potrebbe essere una verità, altrimenti il Governo non avrebbe mai “censurato” il cognome di Roger tramutandolo in Gold; la seconda è che per arrivare a Raftel non c’è alcun bisogno di essere un discendente di quella stirpe, visto che Roger avrebbe svelato a Newgate come arrivarci.

Anni fa credevo che il “come” sarebbe stato rivelato leggendo il contenuto di qualche Poneglyph nascosto nel Nuovo Mondo, altrimenti non avrei mai concepito un motivo plausibile sul perché Raftel fosse inviolabile da chiunque. Anche perché se così non fosse, chi negherebbe al Governo di raderla al suolo come fecero con Ohara tramite un Buster Call? Appunto, nessuno.

Quindi doveva esserci sicuramente qualcosa che la rendesse inarrivabile, inviolabile, inavvicinabile da chiunque non avesse una “chiave” in grado di renderla accessibile. Otto anni dopo, ecco che Oda introduce i Road Poneglyph e tutto si fa più semplice, ma soprattutto diventa chiaro il motivo per cui Roger avrebbe rivelato a Newgate la posizione dell’isola: anche arrivandoci, non avrebbe potuto cambiare nulla! 

Ma com’è che nessuno ha mai trovato Raftel? Com’è che in 800 anni solo un uomo sia riuscito a sbarcare in quel luogo? Beh, se volete la mia… ed è un’illazione bell’e buona… non viene trovata semplicemente perché talmente in vista che è impossibile pensare che sia proprio Raftel. Di cosa sto parlando? Ve ne parlo in questo articolo dedicato proprio a dove si trova Raftel.

UN “TESORO” EREDITATO

ShanksTornando al piano di Roger, la volontà del “Re dei Pirati” venne ereditata cinque anni dopo la sua morte da un bambino appena nato, nipote di quel Marine a cui il re dei pirati aveva affidato la custodia del proprio figlio. Quel bambino era Monkey D Luffy, figlio del capo dell’Armata Rivoluzionaria.

E lì il destino fece la sua parte, come al solito, portando in quella remota zona dell’East Blue, il mare più pacifico, la nave di Shanks “il Rosso”, che fu mozzo sulla nave di Roger e da cui, per motivi ancora ignoti, ereditò un banale cappello di paglia, vecchio e sgualcito dagli anni di sole e salsedine.

Shanks vide subito che quel ragazzino aveva qualcosa di speciale e dopo avergli salvato la vita da un mostro marino che stava per divorarlo, rimettendoci pure un braccio, dona a quel ragazzino il vecchio cappello di paglia che fu del suo capitano, dicendogli che gliel’avrebbe dovuto restituire solo quando sarebbe diventato un grande pirata. Pochi mesi dopo, Shanks raggiunse Rayleigh a Sabaody e gli riferì quanto successo.

Che fosse finalmente giunta l’ora? Che finalmente il piano di Roger stesse per dare i suoi frutti? Shanks ci ha scommesso un braccio.

A noi non è dato sapere se Shanks fosse con il Re dei Pirati durante lo sbarco a Raftel o se sappia qualcosa riguardo a quanto si scoprì quel giorno, soprattutto perché Buggy “il Clown”, anch’egli mozzo sulla nave di Roger, pare non sapere nulla riguardo al One Piece… o forse, penso io, semplicemente non ha capito il significato di quel che accadde allora. Questo lo deduco facendo riferimento a questo dialogo tra i due mozzi, qualche anno prima della conquista della Grand Line del Re dei Pirati.

  • Shanks: Sembri contento, Buggy.
  • Buggy: Ovvio!! Una nave nemica contiene di sicuro un forziere di tesori!! La cosa più importante per un pirata è saccheggiare!!
  • Shanks: Beh, è una delle tante…
  • Buggy: Non è una delle tante!! Il saccheggio è tutto per un pirata!! Bah… tu e tutti gli altri pirati su questa nave parlate solo di sciocchezze che non hanno nulla a che vedere con i tesori!! Non siete veri pirati!!

Buggy-e-Shanks

È risaputo che Buggy sia un materialista legato al denaro e non possiamo escludere l’ipotesi che a Raftel ci sia davvero un bel bottino in oro o altri reperti rimasti sull’isola dall’ultima volta che fu abitata. Quindi probabilmente Buggy non ha mai capito il senso di quel viaggio e crede ancora che il tesoro del re dei pirati sia quel mucchio di cimeli visti sull’isola durante lo sbarco.

Riprendiamo però il discorso e puntualizziamo una piccola cosa che ho detto giusto giusto mentre parlavo di Buggy: Raftel era abitata? Possibile. E, come la maggior parte di voi, reputo possibile che Raftel facesse parte di quel Grande Regno, un regno di cui Clover scoprì il nome, un nome tanto importante da procurargli la morte prima che fosse solo pronunciato.

Perché il Governo dovrebbe avere paura di un nome? Cosa c’è di così pericoloso in un nome? Forse perché quel nome è la causa scatenante dell’orda di pirati che sta puntando a Raftel?

Che quel nome fosse proprio “One Piece”? Perché potrebbe avere senso, a rigor di logica. Non sappiamo chi o cosa chiamò quel tesoro One Piece, visto che Roger sul patibolo non ne ha mai parlato e nel manga non viene mai specificato nulla in merito; ma il One Piece è il tesoro di Roger, il grande tesoro accumulato in anni di viaggio verso una meta inarrivabile e messo a disposizione della persona che un giorno avrebbe raggiunto quel “certo posto” come lui in passato.

E il Grande Regno potrebbe essere quel posto divenuto “tesoro dell’umanità”, un tesoro di conoscenza e libertà, un tesoro creato dalla stirpe venuta dal cielo, alleatasi con la stirpe terreste e quella sottomarina.

Visto che è appunto quel tesoro, quegli ideali, che il Governo teme più di ogni cosa, potrebbe essere che il regno di One Piece e tutto il suo bagaglio storico, culturale e umanistico sia appunto il tesoro di Gol D Roger?

ONE PIECE

Per specificare meglio queste mie parole, vi farò un ultimo discorso che ci porterà alla chiusura del tutto. Partiamo dalle ultime parole di Baffibianchi.

  • Newgate: Così come c’è chi sta portando avanti la volontà di Roger, un giorno ci sarà qualcun altro che porterà avanti anche quella di Ace. Ci si può sbarazzare della loro linea di sangue, ma la loro fiamma non si estinguerà mai. È così che funziona da tempo immemore, generazione dopo generazione… e un giorno arriverà qualcuno che sfiderà il mondo intero, dopo essersi fatto carico del peso di secoli di storia…!!! Sengoku… voi del Governo Mondiale siete terrorizzati dall’idea che un giorno possa scoppiare una guerra tanto grande da sconvolgere il mondo intero… ed anche se a me non interessa, quel giorno arriverà di sicuro. Quando qualcuno troverà quel tesoro il mondo finirà sottosopra…!! Il One Piece esiste davvero!!!

La cosa più interessante di tutto questo discorso, oltre al fatto che rimarca la volontà ereditata, il peso della storia e tutto il resto, viene perduta nella traduzione dal giapponese all’occidentale.

La parola One Piece generalmente viene scritta in katakana, ワンピース, come riportato anche nella copertina giapponese di ogni volume sopra il logo in lingua occidentale. Ma nel testo qui sopra, dove Baffibianchi urla che “Il One Piece esiste davvero!!!”, la parola One Piece è scritta in maniera diversa, ovvero:

 “ひとつなぎの大秘宝”

Per spiegarvi brevemente come funziona il giapponese, esistono tre tipi di scrittura: il kanji, l’hiragana e il katakana. Il katakana è per lo più usato per scrivere nomi propri e parole straniere (infatti ONE PIECE è una parola inglese), l’hiragana corrisponde all’alfabeto giapponese con cui si scrivono parole giapponesi, mentre i kanji sono ideogrammi che rappresentano parole ben precise con un solo segno grafico.

In sostanza quella frase scritta in kanji e hiragana ha un senso letterale, ma l’autore, tramite un sistema ingegnoso nipponico che applica dei piccoli caratteri al di sopra del testo chiamati furigana, indica il senso di lettura di quella frase.

Per farla beve, quel testo che letteralmente si legge “Hitotsunagi no daihihō, grazie al sistema dei furigana si legge “One Piece”. E su questo sistema il buon maestro Oda ci gioca molto e ha disseminato il manga di termini con doppia lettura, che nella traduzione in lingua occidentale vanno persi.

E cosa significa quel testo letteralmente? Beh, qua sta il fulcro di tutto questo ciarlare!

Partiamo da “daihihō il termine più semplice e non fraintendibile, in quando scritto in kanji: il suo significato è “grande tesoro” e da qui non si scappa.

Passiamo invece al nocciolo della questione, il termine hitotsunagi, che invece non è scritto in kanji e che quindi può essere interpretato in più modi. La prima traduzione è “un pezzo unico”, perciò unendo i due termini avremo la seguente frase: “Il grande tesoro in un pezzo unico”. Direi che non mi dice nulla di nuovo, visto che One Piece significa “pezzo unico”.

Veniamo invece alla seconda traduzione, molto più interessante. “Hito” significa “uomo, persona, essere umano, umanità” e tsunagi significa “connessione, legame, relazione, collegamento”. Quindi, in sostanza, quella frase significa letteralmente “Il grande tesoro della connessione umana” o ancora meglio “Il grande tesoro che unisce l’umanità”.

E se volessimo chiudere col botto, potremmo anche unire le due tradizioni in una tradizione sola: “Il grande tesoro che unisce l’umanità in un pezzo unico”!!  

A mio avviso, questa rivelazione è qualcosa di così importante che mi lascia basito che non ci siano state note giganti a piè di pagina in ogni volume occidentale! Il grande tesoro che unisce l’umanità: il significato di questa frase è tanto profondo tanto quanto lo è quello del One Piece, il tesoro di Gol D Roger.

Quel tesoro racchiude nel suo scrigno ogni ideale del Grande Regno, un patrimonio storico e culturale in grado di distruggere ogni “muro” edificato dal Governo Mondiale in ottocento anni di oscurantismo totale.

E sì, quando colui che porta avanti la volontà di Roger aprirà il vaso di Pandora rimasto chiuso per otto secoli, il mondo finirà sottosopra e finalmente, forse, la volontà di quel popolo verrà a compimento e l’umanità sarà alla fine collegata da un tesoro inestimabile: la conoscenza, l’unica cosa capace di liberare chiunque da preconcetti, dogmi, imposizioni e tutto ciò che schiavizza la mente di ogni creatura senziente.

Quell’umanità composta da esseri Umani, Angeli, Uomini-Pesce, Sirene, Giganti, Nani, Colli di Serpente, Braccialunghe, Gambelunghe, Mink e chi più ne ha più ne metta potrà finalmente vivere in pace sotto lo stesso Sole, a stretto contatto gli uni con gli altri, senza timori e senza pregiudizi.

Finalmente la volontà della D placherà la sua corsa infinita verso quell’obiettivo bramato da tempo immemore e sarà la pace, una volta per tutte.

 

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Cerchiamo di capire cos'è il One Piece! La chiave sta tutta in un dialogo preciso del fumetto di Eiichiro Oda, dove il significato di questa frase è tanto profondo tanto quanto lo è quello del One Piece, del tesoro di Gol D Roger. Quindi, cos'è il One Piece? Scopriamolo insieme!
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