One Piece 1073: Buckingham Salad, Saturno in tralice, lo spazio negativo

da Stefano 'Cenere' Potì
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‘Il mio problema più importante è stato distruggere le linee di demarcazione che separano ciò che sembra reale… da ciò che sembra fantastico.’

– Gabriel García Marquez

Il polo dialettico.

Salve genti, nuova analisi, capitolo 1073: il diavolo è nei dettagli.

Semplice e diretto, è un capitolo godibilissimo, che pone tante (tantissime) riflessioni, ma non una vera bomba come i precedenti. Se non per il finale: che praticamente apre una nuova era narrativa.

E si, Egghead è una saga più breve, bruciante. Facciamo prima il punto della situazione, come sempre, nell’Elzeviro

Stagioni diverse

Anzitutto, leggendo di un certo García, non poteva non venirmi in mente il padre del realismo magico, ossia, un movimento artistico (riguardante sia letteratura che pittura) molto particolare. Riduciamo la definizione all’osso, parlando di qualsiasi moto artistico, è l’azione di far palesare elementi arcano-magici-soprannaturali: in un contesto prettamente realista. Aderente alla più pura realtà.

Questo, non è minimamente una novità in One Piece.

Non da quando un certo ragazzo (fatto di gomma e con l’equivalente mentale di una cassapanca) uscì da un barile sbraitando di divenire un certo Re. Ovviamente, questa è una mia riflessione. Sia chiaro. Quando c’è attinenza ad una tecnica letteraria, un’opera, o un pensiero filosofico: ve lo dico chiaramente e vi spiego anche il perché. Mi conoscete bene.

Ma effettivamente il 1073 presenta fulgidamente García Marquez nei miei pensieri. Vuoi perché tra i cento anni di vuoto e Cent’anni di solitudine ci sono tanti parallelismi (per tematiche, non per i titoli, ovviamente). Vuoi perché il realismo magico è una rappresentazione dell’abbattimento del confine metafisico (i guanti di Atlas colpitori di luce, Luffy che crea occhiali concretizzando un pensiero, eccetera…). Vuoi perché alcune frasi sono terribilmente sintomatiche

‘La scienza ha eliminato la distanza.’

Gabriel García Marquez

Curiosa, vero?

Soprattutto se si pensa alla sparizione di Vegapunk. Già, dov’è finito lo scienziato? Allora, se la scienza elimina le distanze, VP è scomparso nel momento in cui Bonney compiva la sua scelta. Quindi partiamo dall’assunto non sia fisicamente sull’isola. Per logica, si pensa su due fronti.

Ipotesi narrativa: il tempo e lo spazio, quindi l’universalità. Il qualche maniera VP e Bonney dovrebbero esser finiti a Mary Geoise. Oggettivamente, sarebbe un colpo di scena, il teletrasporto diciamo che esiste (VP lo fa più volte, si, però a Egghead). Ma, fa acqua da tutte le parti. Quelli sono ricordi. Se non contestualizzata, è una linea labile, sottilissima, che rischia in ogni momento di sconfinare nel didascalico o, peggio, nel cattivo gusto.

Ipotesi metafisica: come tanti pensano, la bolla è una porta, un tramite, per accedere e vivere in prima persona i ricordi di Orso. Certo, non ce lo saremmo aspettati addirittura manifestando una scomparsa fisica. Ma VP non era forse ossessionato dal potere di Orso, e nel materializzare fisicamente la memoria? E beh. Allora si, García aveva ragione: la scienza ha eliminato la distanza.

Ho preferito trattare in apertura questo spiraglio narrativo. Perché, si, è letteralmente una singola vignetta, ma probabilmente il collante tra il precedente e il prossimo capitolo. Nonché una vicenda che aspettiamo da anni e anni.

Questo capitolo non è una bomba come il precedente. Ok. Ma (riletto a mente fredda) conferma che Oda sensei ha un occhio non comune per l’orchestrazione visiva. A livello morale, oltre che estetico. E la grande abilità, come al solito, di intersecare in maniera incisiva i piani narrativi.

Signore, signori: capitolo 1073…

Vampire lipstick, near dark

‘Ho detto a vostra figlia che è come una rosa’

‘È vero’, disse Lorenzo Daza, ‘ma con troppe spine.’

– Gabriel García Márquez, L’amore ai tempi del colera

Beh, la figlia di Vegapunk (potevo citare direttamente il film, e scrivere di Dracula) entra immediatamente in azione. Evanescente, melliflua, letale. Stussy è una forza della natura. Ho adorato questo breve combattimento, basato su capacità e strategia. Solido come il marmo e divertente. Possiamo fare una quantità di considerazioni.

Per iconografia la spia richiama una succube, e ve lo posso garantire, il dark fantasy è una delle mie appendici specifiche: non fatevi problemi per quelle ali.

Ho letto praticamente tutto (e continuo a farlo), da Robert Bloch a Bram Stoker, da J.W. Polidori a Alexandre Dumas, da Clark Ashton Smith a Robert Ervin Howard. Potrei andare avanti per molto, fidatevi. Senza parlare di saggi, appendici, dizionari storici. Ci sono migliaia di vampiri nella letteratura e cinematografia classiche, tutti diversi peraltro.

Esiste però un punto focale, a Oda sensei non frega una dannatissima ceppa.

Che significa? Vi dò due ragioni, una contestuale, l’altra narrativa. La prima si riferisce al mero gusto dell’autore, quindi, semplicemente disegna ciò che gli piace, che ritiene cool. E fa benissimo. L’iconografia è da succube, l’essere tentatrice e giocosa, la voluttà del piacere carnale (richiama la sua copertura nei quartieri a luci rosse), predatrice sensuale. I poteri no, hanno firma vampirica praticamente ovunque.

Oda l’ha disegnato perché gli piace.

Regolare, in un mondo dove Sanji quasi schiatta di epistassi hentai, dove Lin Lin passa le fasi patataforme-gnocchissima-patataforme, ma soprattutto dove Mr 5, possessore del Bomu Bomu no Mi, frutto che ti rende esplosiva ogni parte del corpo… sceglie scientemente come arma le sue caccole.

Segno ironia, ascendente slapstick.

A volte disegna una cosa perché la ritiene figa, stop. Tuttavia quel potere deve avere un’origine, nevvero vecchi cuori?

Zero equivoci, zero codici della commedia. In maniera plausibile, ci sono tre ipotesi e un indizio. Basandoci so ciò che è noto finora nel manga, quello di Stussy:

  • è il genoma di una razza a se, quella che dovrebbe mancare a Lin Lin (il che dovrebbe far presumere che quest’ultima non ne sia a conoscenza, vista la bramosia per la sua collezione), ma, la terza razza non è quella di Orso? Di cui non si sa niente? Si. L’unica logica che li lega è avere elementi vagamente riconducibili ad animali: orso, pipistrello. Beh, allora non servirebbe a nulla tutta la categoria degli Zoan, interamente. E, per di più: la trovo un’ipotesi sinceramente debole
  • provenienza sconosciuta, roba del secolo vuoto, ma onestamente: questa va rifiutata a priori. Sentiamo parlare da anni (in ambiti specifici) di giganti e Lunaria. Dai, a tutto (forse) c’è un limite
  • è un frutto, o il potere di frutto datole da VP, c’è riuscito con i Seraphim, figuriamoci con il primo clone perfetto

L’ultima è – oltre che sensata – l’ipotesi con un brandello di attinenza pratica, riscontrabile. Stussy usa il rossetto come Smoker usa il suo Jitte. L’arma di cui solo la punta era di agalmatolite, in maniera che il fruttato non ne subisse l’effetto. È la posa di una comunissima donna con un rossetto in mano, intendiamoci. Ma l’utilizzo richiama alla mente il marine, e il suo peculiare uso.

Non sapremo niente se non tramite risvolti chiari, ad ogni modo Oda sensei ci regala una splendida scena di pasto vampirico, e un’altra (dopo lo squalo di Lilith) vignetta creepy. Stussy è incantevole, conturbante e di indubbia bellezza, eppure fa senso vederla appena prima di mordere: quando mette in mostra l’apertura mandibolare di uno squalo bianco adulto. Un contrappunto dissonante per gli standard di Oda. Molto, molto bella come vignetta.

Che stride decisamente con quel che notiamo dei Seraphim, e dei cloni.

I primi hanno tratti umani ma non libero arbitrio (se non in determinate circostanze), invece i cloni hanno un’indole ben precisa. Abbiamo visto Boa arrossire in maniera umana, reagire con lo stesso registro dell’originale: si imbarazza alle parole di Jinbe. Questa volta lo vediamo in Mihawk, che suda freddo, letteralmente trasecola di fronte alla potenza di Zoro. Perché, che sia allegria, imbarazzo o paura: sono tutte emozioni appartenenti alla sfera umana.

Difatti lo spadaccino lo nota, prima la somiglianza con il suo maestro, poi – realizzata la situazione – la piega umana nella reazione della creatura. Arrivando a dire che cosa diavolo sei? Giustamente, direi. I cloni hanno decisamente più identità:

  • Stussy sembra distaccata, una persona che sa come va il mondo e ne è disillusa, ma la sua determinazione è assoluta
  • la feroce Lilith dà nuovamente prova della sua umanità. Quando Sanji salva Edison-boy, lei sorride felice, in preda alle lacrime

Senza contare che lì in mezzo c’è ancora una scheggia impazzita. Chi ha disattivato il Lab Phase. Alla luce dei fatti rimane l’outsider assoluto: Caribou. Ma io ritengo ancora sospetta qualche sfaccettatura di VP. Ripeto l’esempio dell’altra volta.

Voi, io, chiunque, in una situazione estrema: si può essere certi di quale lato della personalità prenderebbe il sopravvento?

E si, intendevo questo per polo narrativo.

Incertezze quindi, ma invece non ci sono dubbi sulla Fatal di oggi, con una simile mole di dati a disposizione!

Ore 18.00, vi lascio il link!

https://m.twitch.tv/bikeandraft?desktop-redirect=true

Uomini e topi

Tutti gli esseri umani hanno tre vite: pubblica, privata e segreta.’

– Gabriel García Márquez

Esiste, in One Piece come ovunque, un ambito storiografico. Il paragrafo di Sphinx tratta benissimo questo aspetto, unendo trama orizzontale e aspetti sulla disparità sociale.

È decisamente un hook mnemonico. Come se la radicalità e la durezza della tirannia si adattasse alla surreale fisicità della distopia.

Il cui trait d’union tristemente è un marine: Aramaki.

Avete visto le scene, Marco viene informato da dei bimbi circa gli ultimi eventi, l’alter ego di Nezumi (il ricattatore di Nami) tiene stretta in una morsa la popolazione di Sphinx. Degno di nota un particolare, Oda disegna questi personaggi con caratteristiche da roditori, topi e ratti, animali che generalmente suscitano ribrezzo, istintivamente.

La scena ha dei contorni estremamente cupi, è uno dei rarissimi casi in cui l’autore indulge in tratti quasi disturbanti. Perché stona con l’allegria e la spensieratezza di One Piece. Vediamo chiaramente un manipolo di marine compiere un abuso di potere. La scena sembra dire: vi ricordate Arlong? Esistono due lati del buio, ci sono pirati buoni come marine malvagi.

Ed è verissimo. Non solo stanno perpetrando crimini: si divertono nel farlo.

Come non pensare a Jean-Jacques Rousseau e al suo Contratto sociale. Ossia, un trattato, un patto tra cittadini e autorità. In estrema sintesi: la popolazione ridimensionava i propri diritti basilari, creando un collettivo che sancisse delle leggi, che riconoscesse la Sovranità... per ottenere i propri diritti tramite la Democrazia. Il momento in cui l’uomo si stacca dalla natura (la forza primitiva, bruta) trasformandola in diritto (l’insieme di leggi civili). Ciliegina sulla torta? Determinati dogmi fanno riferimento ad una divinità unica. Che provvede silente al popolo: distribuendo premi e castighi.

Teocrazia portami via. Ovvio mi venga in mente il Governo Mondiale. Ovviamente ci furono sacche di rigetto. Cosucce da nulla, tipo: la Rivoluzione Francese. Che visse il periodo più cupo chiamato Regime del Terrore. In cui spiccò il rivoluzionario per antonomasia Maximilien de Robespierre.

Non solo la struttura sociale è identica, lo sono anche i motivi della rivoluzione.

Ora ci divertiamo.

Il marine non mente neanche come Nezumi, ricordate le parole?

‘questo territorio non fa parte del GM, la legge non vi proteggerà’

‘ditemi dov’è il tesoro, o vi considereremo dei ribelli’

‘se vi spariamo uno a uno… forse parlerete’

Frasi dette ad un bambino. Mmmh. Dove ho già sentito queste frasi? Quale gentiluomo aveva una dialettica simile?

‘L’umanità ha deciso per secoli chi è l’inferiore!

Possiamo guardare dall’alto in basso voi paesi non affiliati!

La discriminazione è rassicurante!’

Chissà perché non hanno candidato al Nobel per la pace Ryokugyu. Chissà. Proprio mi sfugge.

Amenità a parte.

Ovviamente l’ammiraglio è diverso, è un seguace della Giustizia assoluta, sembra avere passato una tragedia personale (ricordate il suo tatuaggio) e soprattutto: non va a minacciare bambini. In più? È amicone di Fujitora, uno dei più acerrimi nemici dell’ingiustizia. Ciò non toglie i parallelismi, perché il Regime del Terrore della Rivoluzione nacque proprio dall’estremizzare un concetto, chi non era d’accordo con il contratto sociale, era automaticamente una minaccia per l’equilibrio della comunità. E quindi per la sopravvivenza dello status.

È, tristemente, la stessa identica vicenda.

Tra l’altro, è proprio Aramaki ad arrestare Weevil, tò, proprio nel capitolo in cui vengono ribaditi i suoi concetti estremisti.

Ma guarda te le coincidenze.

E questo ci porta all’insalata Buckingham. E si, perché ormai è chiaro, se Bakkin e Stussy sono la stessa persona: di sicuro non sono lo stesso individuo. La vamp è figlia di VP, dovrebbe avere i suoi ideali, almeno di certo, non ha esitato (dopo venti anni di controspionaggio nel CP-0) a tradire senza battere ciglio. Bakkin agisce per interesse personale, apparente voglia di rivalsa, e… complesso di inferiorità? Vallo a sapere, per ora. Intanto dice a Marco di chiedere a VP la conferma su Weevil. Il che significa tutto e niente:

  • in Jurassic Park i primi dino erano intrecciati con DNA di rospi (infatti ottengono certe caratteristiche). Ma per noi sono dinosauri, mica rospi. E con tutto l’imprinting del pianeta: non erano mica figli di John Hammond
  • l’ingegneria genetica non genera cicatrici, il corpo di Weevil è ridotto peggio del protagonista in Tusk diKevin Smith
  • per il suo concetto di famiglia: Edward Newgate non avrebbe abbandonato MAI un figlio, figuriamoci uno naturale

E il povero Weevil non c’entra in questi macelli, Bakkin ha perpetrato la cara vecchia circonvenzione di incapace.

Il polo narrativo qui si divide tra Stussy e Bakkin, tra bellezza e arroganza. Elemento costitutivo di questi personaggi. Sperando non sia una bellezza vincolata inevitabilmente alla Hybris

Vegapunk si è fermato a Eboli

‘Come in un viaggio al principio del tempo, Cristo si è fermato a Eboli racconta la scoperta di una diversa civiltà

– Carlo Levi

Il muoversi di uno dei Cinque Astri è un evento storico. Assolutamente. Finora hanno mostrato vivo allarme solo in un frangente: l’incontro tra due imperatori.

Allora c’è qualcosa di peggio in ballo.

Ovviamente, la paura folle del governo che venga a galla la verità, Orso era lasciato come giocattolo ai Celesti, ma appena qualcuno ha indizi sulla antica civiltà:

  • il buster call a Ohara
  • la damnatio memoriae di Lulusia
  • la caccia spietata di Robin ancora bambina

Ma, avete mai fatto mente locale sui Cinque? Più volte ho pensato che fossero non solo reticenti… ma sinceramente tristi nell’autorizzare il buster call. Hanno provato anche sincera pietà per Sabo-boy (definendolo sfortunato) in quel di Lulusia.

Sono pieni di cicatrici, ok. Saranno stati guerrieri in tempi bui, ok. Ma, l’asticella shonen è uno dei pochissimi punti inalienabili in One Piece. Potete starne certi. Big Mom ha tenuto testa per il rotto della cuffia, Garp è chiaro non abbia minimamente la stessa potenza, Silvers è conscio di quanto gli sia andata di lusso con Teach. È impossibile che Oda se ne esca con sò forti perché sò forti, ma per carità.

E come forza distruttiva l’arma-potere di Imu-sama basta e avanza. È li perche deve fare/gli serve qualcosa. Non insulterò la vostra (e la mia) intelligenza andando a tentoni. Faccio ragionamenti semplici:

  • se fosse servita la forza bruta, bastava Imu-sama
  • plot-twistone? Alleanza con i mugi, vuol parlare con Nika? Elemento imprescindibile: dei cinque non si sa NIENTE. Che poi, gli altri stanno a MJ, e Imu-sama gli fa il c*lo come un paiolo
  • ragione terra-terra, ma possibile: vogliono recuperare tutta la memoria di VP, e i 5 sono al vertice di comando assoluto dei Seraphim. Però serve una cacchio di spiegazione. Perché altrimenti (come diceva Giacomino) sei davvero deficiente! Dopo che lasci libri a macerare per anni (rido ancora) in un lago, e hai già precedentemente ordinato di uccidere VP

E Kizaru. Mah, magari è veramente dedito alla causa, magari ci crede con tutto il cuore. Ma mi rifiuto di credere che abbiano distrutto il personaggio di Akainu. Che un tale estremista (che tradisce tratti da fanatico) scodinzoli sentendo dei crimini fatti per trent’anni con Kaido e Orochi. Insomma, che non avvenga lo scisma tra GM e Marina. E, se permettete, l’evento storico della presenza sul campo di uno degli astri: io lo vedo come un momento perfetto per scatenare tutti i sentimenti repressi.

Manca il tema del nome dell’astro?

Conoscete la mia politica: inutile disquisire un tema già perfettamente espresso.

Vi linko il video del Re, dove viene trattato ampiamente: e in un ottica decisamente particolare. Principi di fotografia storica, ricostruzione certosina e mitologia romana. Come sempre, un must

Lo spazio negativo

Spero come sempre di aver dato spunti di riflessione. Lo dico da settimane, questa saga si basa sulla moralità, per capirla pienamente ci vogliono risposte: quindi tempo.

Nel 1073 abbiamo dettagli oscuri, testimoni feroci e un’esplosione di cinismo. Mancano esplicite transizioni logiche, si. Alcuni personaggi si frantumano, non meno del contesto sociale e politico in cui sono inseriti, si. Ma Egghead è questo, una pagina brutale e semplice del conflitto ancestrale tra scienza e natura, istinto e razionalità.

Godiamoci il viaggio, genti

‘Anche la moralità è una questione di tempo.’

– Gabriel García Márquez

Cenere

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