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One Piece 1066: testamento spirituale, la voce dei senza voce, dereshishishi

by Cenere
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‘Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato’

– George Orwell, 1984

Noblesse oblige.

Salve genti, capitolo 1066, nelle incertezze, nell’attesa: l’itinerario che conduce alla perfezione dell’Infinito.

Che Leopardi perdoni la mia sfacciataggine, visto che lo cito per una frecciatina verso la critica moderna. Ma, così è.

Lo so genti, lo so. Questo capitolo ha diviso l’opinione pubblica su determinati punti. Tipo la ricomparsa di Saul, avete (dal mio punto di vista) sia torto che ragione, è sinceramente comprensibile, ma vedremo nello specifico più avanti, ora partiamo con un Elzeviro particolarmente feroce. Perché oggi, signore e signori, One Piece incrocia un tema che amo sinceramente: il libero arbitrio

Una voce, dal nulla

Quella della coscienza.

Il mangaka non è approdato a queste tematiche per caso, quelle più serie e impegnate. Perché, ricordiamo, One Piece è un manga per ragazzini, no?

‘Noi non possiamo rinunciare al futuro/che voi vivrete!’

– Nico Olvia a sua figlia Robin, pre buster call

Oda si rivolge precisamente alle generazioni future, di certo non si prefissa di educare le masse, ma far capire ciò che è giusto e difendibile: già di per se è encomiabile. Lo fa per soldi? Seee, Oda ha già assicurato il futuro anche ai nipoti. Non lo fa per lo status, non lo fa per il prestigio.

Lo fa perché ci crede.

Un artista è colui dotato di eccezionale (e spontanea) facoltà creativa. Indipendentemente dai mezzi (colori, parole, musica) con cui si esprime. Siamo fortunati, perché questo artista ha accumulato potere decisionale, anzi, siamo fortunati: perché questo artista è insofferente verso i costumi sociali dominanti.

Le vicende narrate non sono dissimili da tante (troppe) realtà storiche ma, obiettivamente, abbiamo uno scrittore abituato ad utilizzare tutti i ferri del mestiere, uno in particolare rende One Piece un’opera unica: la satira. Intesa come forma di introspezione psicologica, rende fruibili temi sociali a qualunque fascia d’età. Analizzeremo più avanti, nel corso dell’articolo. Il punto è che… Oda non ha mai mostrato tanto chiaramente segni di distopia. Avvaliamoci di riferimenti autorevoli, il prestigioso dizionario di Oxford descrive la parola distopia così: Uno stato o una società immaginaria in cui c’è grande sofferenza o ingiustizia, perlopiù di uno stato totalitario o post-apocalittico.

‘In un tempo di inganno dire la verità è un atto rivoluzionario.’

– George Orwell

Diamine, sembrano parole di Dragon, o Clover. Loro la nobiltà che fa obbligo, ma non quella per appartenenza di nascita. Bensì lo spirito indomito che non si piega a niente e nessuno. Mai.

Se mai si dovesse rivendicare (per diritto di nascita, inalienabile) fieramente qualcosa, dovrebbe essere la curiosità, la sete di conoscenza, ossia: ciò che renderebbe forti e uguali le classi sociali.

Se la coscienza è una seccatura, la consapevolezza è una autentica minaccia.

Letterariamente, la distopia, è codificata in alcune varianti:

  • manipolazione tecnologica
  • distruzione ambientale
  • involuzione culturale
  • controllo del governo
  • perdita del libero arbitrio

Il lato oscuro di One Piece.

Tanti (tantissimi) artisti hanno contribuito a questa branca della coscienza, ma solo uno è il padre indiscusso. Anni fa, scrissi in un articolo: Eccellente giornalista, prolifico saggista, scrittore di razza… in termini squisitamente distopici G. Orwell rimane il punto di riferimento assoluto.

Ora. Non siamo qui per parlare di 1984 o La fattoria degli animali, capolavori immortali, ma del 1066. Da alcuni definito una meteora. Non sono minimamente d’accordo. Il capitolo in questione risveglia la memoria, è propedeutico alla verità del secolo buio di One Piece: che non sarà per niente rose e fiori.

Una meteora? Tsk

Non da scrittore, ve lo dico da amico. L’essenza di One Piece è il mistero, se sapessimo ogni virgola già da ora (per quanto lo si possa amare) perderemmo involontariamente mordente. Anche un minimo.

Oda ci sta dando la sua visione del mondo.

Sta settando il nostro altimetro emozionale. Gradualmente, ci porta a determinate altezze siderali… per prepararci alla vertigine della verità.

‘Ci deve essere sempre un senso di distacco dai limiti temporali, spaziali e materiali, per andare alla scoperta di cose inconcepibili, stupende e cosmiche…’

– H.P. Lovecraft, in una lettera del 1930

Volete sorridere? La scrisse sostenendo pienamente la scienza di Einstein. Lovecraft vecchio cuore assoluto.

Questo sarà il principio, genti. L’eredità di Clover contro il mondo creato dal conformismo. Un pugno che si leva verso l’ipocrisia del Governo Mondiale, dedicato alla triste vittoria di Ohara, legato al durissimo ricordo del silenzio imposto dalla necessità. Punto intermedio tra ratio politica e paternità dell’utopia. Il sogno.

Il sale della rivoluzione, martello per le coscienze.

Pensare sia solo un riassunto è inesatto: c’è di più. Scopriamolo, insieme…

Le radici del Golgota

‘Il modo più efficace per distruggere le persone è negare e cancellare la comprensione della loro storia.’

– George Orwell

Il 1066 parte in una maniera infernale, Franky trasecola sentendo le parole di Shaka, e sinceramente basito chiede se sia veramente esistono un luogo simile. Il n°01 dice fosse l’ipotesi del diavolo. I demoni di Ohara, la figlia del diavolo. Sentire dire questo dalla coscienza di VP è poesia.

01 parla di questa eminenza grigia e il suo ritrovamento di un antica nazione, questo figuro dalla celata identitade ha riportato alla luce un antico macchinario, si, proprio lui: l’uomo del mistero. Per tutto il tempo nella mia mente (come voi) sento Clover! Ma non normalmente, come nel Gladiatore al Colosseo urlavano: Massimo! Massimo! Massimo!

Sono un pirla? Ovviamente si. Ma un pirla con ottimi gusti.

Qui c’è un momento meraviglioso (capitolo meteora eh?), che da solo vale l’intero 1066, e di fatto ridefinisce l’intera fisionomia di tutto One Piece. 01 dice che questo diavolo rischiò la vita in nome dell’archeologia, che trovò questa nazione: grazie alla data di costruzione di una certa macchina ritrovata in un certo luogo. Ora. Vi consiglio caldamente l’appuntamento domenicale…

Oggi la Fatal Reading sarà più rovente degli inferi, vi lascio il link genti!

https://m.twitch.tv/bikeandraft?desktop-redirect=true

Robin ha uno scambio di battute con 01, il macchinario è stato costruito nei 100 anni di vuoto? Qui. Qui diviene canonico ciò che si presagiva: il secolo vuoto è la storia della guerra tra il Regno antico tecnologicamente avanzato, e i 20 Regni probabilmente desiderosi di tale tecnologia (Oda è stato, probabilmente, ispirato dalla guerra dei 100 anni, nello specifico centosedici: 1337-1453). Da lì la nascita del GM e il mondo come lo vediamo oggi (la frase in corsivo riguarda anche Einstein, più avanti capirete). In questo capitolo i mugi vedono la verità sul loro modo di vivere, un conto è accettare di essere fuorilegge e braccati dallo stato (la Marina), fa parte del gioco anche la lotta contro sistemi classisti e repressivi (i nobili celesti), tutt’altra cosa assimilare che l’istituzione al comando, la quale pretende di governare ed infondere determinate regole: autorizza la persecuzione e l’omicidio di massa. Scusate, non sono parole piacevoli, ma va fatto il quadro della situazione.

Mi conoscete, sono (e sarò) sempre ironico, spesso stempero i toni più tetri con l’ironia. Non in questo caso, viste le tematiche. Cercare la battuta, fare lo spiritoso a tutti i costi, sarebbe una mancanza di rispetto: per voi e per me stesso.

Quindi, non solo (ufficiosamente) Ohara venne distrutta per non divulgare la verità, ma: l’antica nazione venne distrutta in quanto simbolo, la damnatio memoriae viene applicata per non trasmettere i suoi ideali. Date un’occhiata qui

È tratto dalla mia precedente analisi.

Oda ripete la Storia che si ripete. Di che ci stupiamo? Ancora oggi, invece di comunicare, imbracciamo le armi per argomentare su idee diverse. Nel 2022. È una barbarie.

Signore, signori: è il momento di iniziare a capire.

Come vi dicevo da settimane, Egghead è una saga basata sulla moralità. Per inciso, come creator non me ne frega una ceppa di ‘avere ragione’: io voglio sapere e capire. E sempre come vi annunciavo (la moralità) ha due risvolti:

  • il rapporto tra uomo e tecnologia
  • le scelte che si fanno in nome degli oppressi

Se la prima si codifica in

‘Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.’

– Albert Einstein

Che, vedremo più avanti, avrà tristemente a che fare con Lulusia, e non sono balle, spiegherò il mio punto di vista tramite un parallelo storico ben preciso.

La seconda si traduce in

‘L’atto di disobbedienza, in quanto atto di libertà, è l’inizio della ragione.’

– Eric Fromm

Robin vuole vederci chiaro, perché Shaka lo rende ufficiale, nessuno è al sicuro. Ma, il sapere dei pochi coraggiosi è stato preservato: la volontà di Ohara è ancora viva. Le origini stanno in una persona. Un po’ il Gino Strada (maestro per tutti noi) di One Piece. Clover. Era esattamente un avventuriero come Robin e i mugi, che prese sede in una certa isola… che in seguito divenne la Mecca per tutti coloro i quali condividevano i suoi ideali.

Praticamente per il GM era l’anticristo, vecchio cuore.

Da qui si concatenano diversi fatti. VP vide la distruzuone dell’isola, anche il suo spirito si affievolì: compresa la dipartita dell’amico, la furia che non aveva risparmiato neanche l’albero dell’onniscienza. Finché non vide i libri. Inutili agli sguardi ignoranti dei soldati. Mentre Ohara ardeva in fiamme, gli archeologi davano la vita per preservare il futuro. E Vegapunk ritorna bambino. Lo stesso dei tempi di Karakuri, che quando fallì nel primo esperimento geotermico per la sua isola… pianse.

I libri bruciati, figure che riportano alla ragione, mi viene in mente un film, che stranamente parla della forza degli ideali, nella scena dove un pastore ferma la sua congregazione che brucia in massa dei libri, ferma degli ignoranti che si ergono a giudici, con una semplice frase

‘Chi vi ha dato la capacità di giudicare e condannare. Quando li avrete bruciati tutti… cos’altro farete?

Quanto ci vuole per fare… morire la pietà?’

– Footloose

Ad un prezzo altissimo, si: Ohara ha vinto.

Come dico sempre: come si fa a non essere romantici con One Piece?

Capite genti, capite quanto sia determinante l’humour nell’opera? Le parentesi di Franky e Usopp stemperano un alone oppressivo per il pubblico più giovane. E lì diventa Satira. Con lei uno scrittore ci può fare di tutto. La satira colpisce, in generale, i caratteri negativi della natura umana. Puoi prendere in considerazione obiettivi delicati: le ingiustizie sociali, il lusso, aspetti coercitivi in ambienti pubblici, sanità, commercio, anche sistemi politici. Oda non risparmia nessuno. Soprattutto le classi dirigenti, chi governa. Suggerisce che i metodi con cui si sale al potere sono corrotti, e la scuola di corruzione è il potere stesso. Mezzo potente, la satira: se usata con intelligenza.

Si parlava di due fronti narrativi tecnologia (Vega) e moralità (Dragon). Faremo due analisi, ma… vi conosco genti. Togliamoci il sassolino Saul.

Facciamola brevissima, non c’è niente di sbagliato nel suo ritorno, semplicemente:

  • si, è innegabile, capisco il punto di vista, voi dite: è come buttare alle ortiche il suo sacrificio, toglie il pathos. Comprensibile
  • personalmente, la trovo: una delle varianti più azzeccate al livello di trama, perfettamente contestualizzata. Son contento non ci abbia lasciato le penne

Ragionate, per un Pell si… li decisamente toglie pathos e un po’ vanifica. Saul invece rientra nella trama, e definisce meglio il futuro di Akoiji. Che poi, i danni da congelamento sono paragonabili per molti versi alle ustioni, a cicatrici di fuoco.

Pensateci.

Robin finisce di rivivere il suo calvario, e parte un flashback…

Il testamento spirituale

Il viso di Einstein, il piglio di da Vinci, la mela di Newton. VP è un omaggio allo scibile umano.

Ma è il primo citato il fulcro, e vi avevo detto che Lulusia è la chiave interpretativa, nevvero?

Ci sono due riferimenti storici, Oda si ispira al patto tra Einstein (Vegapunk) e Bertrand Russell (Dragon). Quella che vi sto per dire: è storia reale.

Einstein premio Nobel nel 1921 tornò in Germania, con l’avvento del Nazismo (per le sue origini ebraiche) si trasferì in America (1933). È il momento in cui riprende le ricerche ma si rifiuta di contribuire alla bomba atomica. Il parallelismo sta nel tipo di arma (quella usata a Lulusia) e nel rapporto con Dragon. Einstein scrisse Come io vedo il mondo, in cui delineò il testamento spirituale. Fu reso pubblico pochi mesi dopo la morte di Einstein dal filosofo Bertrand Russell, a cui era stato affidato dallo scienziato… negli ultimi giorni della sua vita. Vi ricorda niente?

Esattamente come Vegapunk contatta Dragon appena sa che morirà.

Questo non è un caso, non è una illazione: ma un preciso riferimento storico. Perché lo fece? La sua ricerca era basata su complicatissime formule matematiche, non è fruibile da chiunque, quindi difficilmente divulgabile. La portata della scoperta costrinse Einstein ad essere quindi anche filosofo, cioè portatore di verità generale relativa alla condizione umana.Il testamento spirituale era un appello ai posteri, un messaggio al mondo: sui pericoli della nuova arma, sul progresso scientifico involontario promotore di una guerra atomica. E la distruzione della civiltà.

Nel flashback lo vediamo riprendere tono solo alla vista dei giganti, capendo la loro intenzione di preservare quella conoscenza. Ci vengono servite diverse verità:

  • Clover veniva descritto come un criminale, le informazioni venivano (ovviamente) manipolate, quindi non vedo l’ora di vedere le interazioni future di Morgans. E soprattutto chi c’è sotto le penne
  • tutto questo riporta prepotentemente in gioco Elbaf. Non che ce ne fosse bisogno, eh. Usopp c’è dentro fino al collo, il Rosso è l’unico con paramenti vichinghi sulla nave, e Lin Lin è schiattata, no? Mh, si (ma anche no). Riporta in gioco, ma ricordiamo, ci sono due memorie storiche: l’archivio a Elbaf e la mente di Vegapunk (che decide quale clone abbia informazioni, Lilith e Edison docet)

In più, notiamo un dettaglio di trama non indifferente. Dragon viene riportato come comandante dell’armata di liberazione (ma preparatevi al chiarimento definitivo, nel paragrafo di Dragon) non dei Rivoluzionari. E questo fa ragionare, deve essere successo qualcosa di ancora peggiore successivamente. Perché la connotazione è ancora più aggressiva e: Dragon non aveva ancora il viso tatuato. Piedi per terra, magari non vuol dire niente, personalmente tendo a pensare che non costava niente disegnare anche il tatuaggio. E che sia una precisa scelta di Oda, di quelle toste.

Lo scienziato e il guerriero vogliono la stessa cosa: ma parlano due lingue diverse. Il primo è la chiarezza razionale, l’analisi oggettiva, la definizione di regole e costanti, le sue valutazioni sono figlie della ragione e del calcolo. Il secondo reagisce agli stimoli delle emozioni, che in parte esulano il controllo razionale, e lo spingono verso mete finali che la sola razionalità non potrebbe raggiungere.

Arrivano addirittura a rinfacciarsi le reciproche scelte. Vegapunk ammonisce il comandante, gli dice che tante persone in Marina lo comprendono bene, e che un pugno di uomini allo sbaraglio non cambierà niente. Allo scienziato interessa una cosa, la trasmissione del sapere. Perché se ciò non avvenisse: non potrebbe esserci nessun progresso nelle condizioni dell’umanità.

Un ulteriore tocco di classe? Vi linko il video del Re, un punto che si perde tra James Joyce e H.G.Wells. Un contenuto affascinante: incredibilmente aderente alla realtà, che adegua la prospettiva di questa saga incredibile

Vi lascio il link!

Si vis pacem para bellum

Guarda, guarda cosa hai fatto dire… ad un bambino innocente’

– Dragon rivolto al Regno di Goa, con Sabo fra le braccia

Dragon. Quella del comandante non è rabbia: è collera. Emozioni ben diverse. E probabilmente lo rende un antieroe, che non va inteso come malvagio. Ma come eroe imperfetto. Gli antieroi sono spesso individui soli, che vivono dilemmi etici tipici della loro società. Un eroe come archetipo nella letteratura, che mostra coraggio, virtù, gentilezza e i vari tratti ammirevoli necessari per combattere la malvagità. Dragon rispetta VP, ma gli dà del cagnolino del GM. Che sia veramente un ex Marine? Sarebbe una meraviglia. Ma non siamo qui per i what if, ovunque si legge e se fosse, ma se incontrasse. Siamo qui per postulare su quel che sappiamo non su quello che potremmo sapere. Dragon è chiaramente un personaggio in preda all’ira, il che implica (stilema shonen) una perdita, una tragedia.

Quanto sa realmente la Marina? Quanto (in nome della giustizia) devono sopportare i marines? Abbiamo visto il più totale e aperto disprezzo di Garp verso i nobili e gli esponenti dei regni, l’insofferenza di Akainu, i misteri di Kuzan. Occhio. La marina non è una schiera di spaventapasseri inconsapevoli come i celesti, e si evince già da questo capitolo.

Il 1066 fa capire chiaramente che, il governo è incapace sotto molti punti di vista, la Marina avrà inevitabilmente una scissione. Il potere dei draghi celesti è veramente una facciata

‘«Beate le marionette,» sospirai, «su le cui teste di legno il finto cielo si conserva senza strappi!»

– il fu mattia pascal

Im-sama, parafrasando Orwell, è il grande fratello dell’opera. Un mondo dove Winston Smith cambiava i libri e gli articoli giornalistici per favorire il Partito. Come vennero manipolate le informazioni su Clover, controllata la testata di Morgans. Un mondo dove il centro del potere dichiara slogan come: ‘La guerra è pace’, ‘La libertà è schiavitù’, L’ignoranza è forza’.

Che fa il paio… con la frase inumana di Ryokugyu, rammentate?

‘La discriminazione garantisce stabilità!’

– Ryokugyu

Sono concetti praticamente identici. Agghiacciante.

Ah, dimenticavo. La precisazione sul titolo dell’armata di Dragon? Il termine non è liberazione (una finezza suggerita dal Re)

自 indica autosufficienza 勇 è audacia, coraggio, eroismo.

Il kanji non è di libertà, bensì di eroismo, ma ce lo fa leggere come libertà. E di eroismo si parla, visto che Clover era colpevole… semplicemente di avere un’opinione.

Dragon ha subito qualcosa, a detta di VP lui odia la guerra, quindi, seppur non sia malvagio, qualcosa ha cambiato il cuore di un eroe gentile. In un contesto fantasy… rimane un unica, orribile scelta per combattere l’ingiustizia

‘Si vis pacem para bellum’

‘se vuoi la pace, preparati alla guerra’

Guerra? Quale guerra?

Ho scritto questa analisi ascoltando i System of a Down in particolare. Ma, One Piece è solo un manga per ragazzini, no? Eppure… in un mondo ideale dovrebbero esistere più trattati di pace che vittime di guerra. Un semplice manga ci riporta indietro nel tempo, agli inizi di questo secolo. Agli stessi, medesimi, errori. Il genere umano ha la memoria corta

‘History teaches us so

The reason he must attain

Must be approved by his God

His child, partisan brother of war

Of war, we don’t speak any more of war

We don’t speak any more of war…’

– System of a down, War?

Capitolo meteora, eh?

Il 1066 sconvolge gli equilibri di 25 anni. Con retaggi di libero pensiero, la celebrazione di una vittoria, una graffiante presa di coscienza. The voice of voiceless. Un calcio nelle pa**e ad un medioevo imposto. All’Establishment in One piece. A un mondo ingrassato e imbolsito.

Questo capitolo è l’inizio della verità. Lo definisco una meteora anche io, daje. Ma perché, negli anni, lascerà una scia di fuoco per sempre visibile

Godiamoci il viaggio, genti

‘Quanto più una società si allontana dalla verità, tanto più odierà quelli che la dicono.’

– George Orwell, 1984

Cenere

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