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Il Dottore e il Drago a nove teste

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Il capitolo 929 si conclude con molti interrogativi, come spesso accade quando ci vengono proposti stralci di conversazione già iniziate ed incomplete, o quando vengono presentati nuovi personaggi a fine capitolo. Questo articolo vuole sfruttare gli spunti offerti da questo capitolo per affrontare tematiche diverse che convergono sul genio indiscusso di Vegapunk e la sua influenza sulla saga in corso.

I Draghi di Wano

Cominciamo dalla fine del capitolo. Il capitolo si conclude con l’apparizione di ben due frutti Ryu Ryu (drago drago), definendo quindi un’intera famiglia di frutti del Diavolo Zoan, che per caratteristiche fenotipiche comprende rettili di grosse dimensioni che ricordano l’aspetto di un drago (occidentale od orientale). In particolare, i due frutti Ryu Ryu apparsi sono di una categoria speciale: sono entrambi Zoan Ancestrali, ovvero Zoan che trasformano in animali estinti, in questo caso in un Allosauro ed uno Spinosauro. La famiglia del frutto Drago Drago potrebbe però includere anche degli Zoan Mitologici, che sono frutti di categoria Zoan ancor più speciali, perché oltre a trasformare i soggetti in bestie del mito, attribuiscono loro anche i poteri leggendari di questi esemplari: è il caso della Fenice di Marco, del Buddah di Sengoku, della Kitsune di Katarina Devon. Potrebbe dunque essere anche il caso del Drago cinese di Kaido?

In un precedente articolo, Draghi e chimere, ho esaminato la metamorfosi in Drago di Kaido, considerando tre principali possibilità: Frutto Zoan, Essere Leggendario (Vero Drago), Chimera artificiale; con l’apparizione dei due dinosauri dei “Tobi Roppo” sembra prendere piede la teoria del frutto del Diavolo. Nello stesso articolo analizzo la possibilità che il dottor Vegapunk sia riuscito a duplicare il frutto di Kaido, data la somiglianza con la trasformazione e l’abilità del draghetto Momonosuke, che riassumo di seguito.

Sappiamo che Kaido è stato più volte prigioniero della Marina, e in quelle occasioni sarebbe stato possibile il prelevamento di un campione tissutale – del resto basta anche un capello, siccome il potere del Diavolo persiste anche sul tessuto asportato (considerato che il braccio ricucito di Law non ha perso i poteri) – senza escludere la possibilità di una donazione volontaria; qualora fosse possibile trasferire il potere in un frutto, come accade naturalmente, ma da un tessuto, senza dover uccidere il possessore o senza che egli perda il potere, sarebbe possibile duplicare un potere, senza dover uccidere il possessore. Tecnicamente sarebbe necessario “dissolvere” o meglio “divincolare” il potere del frutto del Diavolo – ad esempio tramite una soluzione, un liquido in cui il tessuto può essere immerso. Se questa soluzione avesse le proprietà di manipolare il potere del Diavolo, come la Agalmatolite o la Pirobloina, e se questo liquido permeasse una pianta, che a sua volta accumulasse questo potere insieme al nutrimento in un frutto, non otterremmo forse un frutto bizzarro? In questo caso sarebbe la “riproduzione” dello Zoan ad essere artificiale, ma non il frutto stesso, che sarebbe la copia di un esemplare esistente, e non un frutto ingegnerizzato completamente, perciò un fallimento.

Se davvero Vegapunk fosse riuscito a duplicare un frutto del Diavolo in passato, non oso immaginare quale possa essere il suo ultimo progetto, ma prima di tutto dovremmo avere una prova che Vegapunk sia davvero in grado di manipolare l’Agalmatolite. Ebbene, parlando con Luffy, nel capitolo 433, Koby ci dice che è Vegapunk il responsabile della tecnologia “rivoluzionaria” alla base del rivestimento in Agalmatolite dello scafo delle navi da guerra della Marina, e nello stesso capitolo, Hermeppo aggiunge che lo stesso dottor Vegapunk ha scoperto come un frutto trasmette i propri poteri, riuscendo negli ultimi anni a trovare un metodo che permette agli oggetti inanimati di “mangiare i frutti del Diavolo”, riferendosi ai casi esemplari di Funkfreed e Lassoo. Che le due notizie siano state date insieme come ad implicare una correlazione tra le due tecnologie? Anche se supporterebbe la mia teoria a riguardo, non abbiamo ancora alcuna conferma di una correlazione tra i due campi di ricerca.

Il monopolio dell’Agalmatolite

Nel capitolo 929, lo Shogun parla con il CP-0 di “armi comprate da un pirata per combattere altri pirati”, riferendosi con tutta probabilità alle armi provenienti dalle fabbriche di Kaido e commerciate da Joker, ovvero il deposto Donquixote Doflamingo, con diversi acquirenti e tra questi si scopre il Governo Mondiale, tramite il CP0.

Il CP0 di solito agisce per due motivi: assecondare i capricci dei Draghi Celesti ed agire nell’ombra per tutelare il potere del Governo Mondiale, reclutando i Giganti per la Marina, stabilendo contatti con gli Imperatori e a quanto pare comprando armi.

Possibile che il Governo Mondiale abbia bisogno delle armi di Kaido? Possibile che gli manchino spade e fucili? Probabilmente è un’altra l’arma che solo il paese di Wano può fornire, un’arma che lo stesso Doflamingo possedeva in quantità tale da rinforzare la fabbrica di SMILE. Stiamo parlando dell’Agalmatolite! È questo che pensa la community internazionale di One Piece, è su questo argomento che dibattono i fan italiani e d’oltralpe: infatti, la possibilità è concreta essendo un minerale che proviene proprio dal paese di Wano. Questo lo apprendiamo in un dialogo tra Hawkins e Law nel capitolo 924, in cui il primo ci informa che l’Agalmatolite marina ha avuto origine nel paese di Wano e che solo gli artigiani del posto sono capaci di lavorarla al punto da creare pezzi così piccoli come il chiodo in questione o i proiettili, aggiungo io. 

Kurozumi Orochi si vanta di aver guidato il paese di Wano verso l’autosufficienza, nonostante l’isolazionismo, che sembra essere una scelta tattica, voluta ed ostentata, perché oltre a mantenere la popolazione ignorante sui fatti del mondo, tutelando potere e gerarchie, ha il vantaggio di negare le proprie risorse al Governo Mondiale, che non può sfruttarle liberamente, come fa di solito, non può riscuotere tributi e anzi è costretto a commerciare con Wano a caro prezzo, rimettendoci non solo economicamente, ma spesso anche in termini di potere bellico. Apprendiamo, dai dialoghi del capitolo 929, che le armi, e quindi forse l’Agalmatolite, vengono vendute a caro prezzo: questa volta in cambio di navi da guerra (che siano quelle rivestite di Agalmatolite marina?), dopodiché vogliono Vegapunk! 

In termini di potere, sottrarre il dottor Vegapunk al Governo significherebbe privarli non solo delle sue scoperte passate, ma anche di quelle future: ricordiamo che è grazie al contributo di Vegapunk che è stato possibile attraversare le fasce di bonaccia, la creazione dell’esercito di Pacifista e chissà in cosa consiste il suo ultimo progetto, sappiamo solo che potrebbe rendere inutile il sistema dei corsari! Ma Vegapunk non è solo il garante del vantaggio tecnologico e bellico del Governo: nell’ottica del rapporto subordinato con Wano, Vegapunk rappresenta forse l’unico mezzo per rendersi indipendenti dalla produzione del Paese dell’Armonia, soprattutto se si trattasse di Agalmatolite marina, perché ad oggi Vegapunk sembra essere l’unico all’infuori di Wano a saper maneggiare il misterioso minerale. Non sappiamo però fin dove si spingano le conoscenze di Orochi e di conseguenza è difficile stabilire il fine di una richiesta tanto sfrontata; magari avendo visto le navi da guerra potrebbe aver dedotto che lo scienziato fa ricerche sul minerale di Wano; oppure, osservando con disincanto gli SMILE di Caesar Clown, che miri ad una seconda produzione degli SMILE “originali” del genio di Karakuri? Chi può dirlo! 

Artigiani, Scalpellini e Miniere

Oltre all’Agalmatolite marina sappiamo che Wano è anche la patria dei Poneglyph, realizzati dal clan Kozuki circa 800 anni prima della narrazione. Vi invito a rileggere il capitolo 818, in cui Nekomamushi definisce il clan Kozuki col termine “ishiku” che significa scalpellino, ma nel significato più preciso di qualcuno appartenente ad una corporazione o gilda di muratori. Riportando le parole del Re, il mestiere dello scalpellino esiste fin dagli albori della civiltà e gli si deve la realizzazione di edifici, strutture e sculture utilizzando pietre ricavate dalla terra. Difatti, viene detto che i Kozuki di 800 anni or sono hanno creato i 30 Poneglyph che conosciamo, estraendo e scolpendone la pietra con una tecnologia che non è stata (ancora) riprodotta. Si è tramandato poi alle successive generazioni la capacità di incidere e leggere i caratteri sulla pietra, dice Raizo, ma non viene detto nulla sul tipo di minerale né sulla provenienza, o meglio, non sappiamo se i blocchi vengono estratti e semplicemente tagliati ed incisi oppure siano stati sottoposti ad un trattamento successivo; del resto i Road Poneglyph hanno un colore diverso! Questo me lo chiedo perché i Kozuki erano costruttori e si parla di una tecnologia avanzata, che sembra implicare qualcosa di più di una mera tecnica di taglio. Va anche detto che in quanto costruttori potrebbero essere stati proprio i Kozuki ad edificare il Ducato di Mokomo, a partire dalla città di Kurau, dando rifugio al popolo dei Mink sulla groppa del millenario pachiderma, con il quale potrebbero aver stretto un patto secolare.

Per quanto riguarda l’Agalmatolite, sappiamo che è un minerale resistentissimo, secondo solo ai Poneglyph, che proviene dalle profondità della terra e potrebbe avere un’origine vulcanica, così come la Pirobloina che raggiunge i mari bianco e bianchissimo proprio grazie alle eruzioni dei vulcani subacquei. Però è difficile pensare che Wano porti avanti una produzione di massa di Agalmatolite quando la sua durezza dovrebbe renderne l’estrazione estremamente difficoltosa, mentre sembra procedere senza intoppi l’estrazione di comune pietra nelle miniere in cui lavorano i prigionieri del Signore delle Bestie. Insomma, sto cominciando a pensare ad un processo post-estrattivo che trasformi la roccia comune in Agalmatolite marina, capace di “emettere la stessa energia del mare”, perché è accettabile l’esistenza di pochi artigiani dotati della forza e della tecnica necessarie a modellare l’agalmatolite ma non in una quantità tale da soddisfare le esigenze del Governo Mondiale. Insomma, stiamo parlando di una tecnologia segreta o meno, magari rubata agli artigiani di Wano dallo Shogun e Kaido, che non sono riusciti però ad estorcere al precedente Daimyo, Kozuki Oden, gli insegnamenti tramandati nella stirpe dei Kozuki.

In conclusione…


L’ombra di Vegapunk raggiunge anche la remota Wano ed è possibile che le sue ricerche sull’Agalmatolite marina e sui frutti del diavolo siano ben annodate. Un nodo che potrebbe sciogliersi proprio in questa saga di Wano: chissà che il suo prodotto difettoso non si riveli una risorsa inaspettata nello scontro con Kaido e lo Shogun Orochi.

Ringrazio l’amico Storm per avermi messo la pulce nell’orecchio ispirando la stesura di questo articolo e per i rumors dai thread internazionali. 

Buon 2019 su Onepiecemania.it!! Alla prossima! 

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