Imu e Loki, One Piece 1186: il discorso che svela la verità sui Giganti

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Nel capitolo 1186 di One Piece, Imu spiega a Loki perché il Governo Mondiale dà la caccia ai bambini giganti, e lo fa senza combattere, parlando in mezzo allo scontro. In poche vignette mette in chiaro il motivo della caccia e dove sta il punto debole dei giganti, e il senso pieno di queste battute passa dalle parole giapponesi scelte da Oda, perché la traduzione italiana ne smussa parecchie. Le guardiamo una alla volta, seguendo l’ordine della scena.

L’insulto di Loki e la risposta di Imu

Loki, investito dall’attacco e con il fiato corto, grida che il Governo se la prende solo coi bambini, gaki bakka neratte yagatte. Poi lo chiama kosoku, e per lui vuol dire vigliacco, meschino. La parola però è una di quelle che in Giappone confondono in tanti, al punto che il malinteso compare anche nei sondaggi ufficiali sulla lingua: il significato da dizionario è una soluzione tappabuchi, una pezza per guadagnare tempo. Per Loki resta quello dell’insulto, ma a conti fatti calza pure l’altro, perché rapire bambini in ostaggio è davvero una toppa che sposta il problema più in là. Imu gli chiede nerawareru riyuu ga wakaranu ka, non capisci il motivo per cui vi diamo la caccia, e si offre di spiegarglielo lui, oshiete okou ka, dall’alto, come si fa con chi non ha afferrato.

Una sconfitta messa tra virgolette

La spiegazione di Imu parte da ottocento anni fa, quando i giganti, dice, fecero un haiboku per salvare i propri figli. La parola vuol dire sconfitta, una batosta seria, e Oda la scrive tra virgolette. Quel particolare cambia la lettura, perché di solito una sconfitta vera tra virgolette non ci finisce, e messa accanto a kodomo wo sukuu tame, per salvare i bambini, lascia intendere che i giganti avrebbero potuto reggere e abbiano scelto di cedere per coprire la prole. Rimane un’interpretazione, però le virgolette nel testo originale le danno una base solida.

Perché Loki non conosce la sua storia

Sentito nominare gli ottocento anni, Loki non capisce di cosa si parli e sbotta nan da happyaku-nen mae tte, ma che storia è questa di ottocento anni fa. Della disfatta della sua stessa stirpe non sa niente, e questo dice quanto a fondo abbia lavorato la cancellazione del Secolo Vuoto, che ha tolto il passato anche a chi quel passato l’ha pagato. Imu lo conosce nei dettagli, mentre i giganti non sanno nemmeno che sia successo, e per riprendersi la propria storia dovrebbero prima scoprire di averla persa.

Perché il Governo vuole i bambini giganti

Per Imu l’indole di una razza, la sua saga, scritta col carattere 性, non cambia in qualche secolo, ed è questa la risposta vera alla domanda di Loki: una natura che uno si porta dalla nascita e che tira sempre nella stessa direzione. La tratta come un dato fisso, da entomologo che guarda un insetto, perché il gigante torna sempre a salvare il bambino come la formica torna allo zucchero. Da lì nasce la caccia ai loro piccoli, dato che finché quel riflesso resta uguale chi tiene i bambini tiene la stirpe, kodomora sae ubatte okeba, basta portar via i figli, e i giganti si lasciano muovere a piacimento, ugokaseru, immancabilmente, kanarazu. Per Imu è la prova che con i giganti non c’è più partita, e che la loro sorte è segnata da quando hanno perso.

La minaccia finale

Nella parte finale Imu dice ima onora no mi ni nani ga okiteiru ka wakarazu tomo, rekishi wa kanarazu kurikaesu, “anche se non capite cosa vi stia capitando, la storia si ripeterà di sicuro” . Il mi qui non è il corpo fisico, possibile traduzione del termine, ma la condizione, la sorte, quello che ti sta succedendo come popolo: i giganti stanno perdendo di nuovo, esattamente come ottocento anni fa, e non se ne stanno nemmeno accorgendo. La frase è solo la subordinata; il colpo vero è “la storia si ripete”, e Imu lo dice come una certezza, kanarazu, immancabilmente. Aggiunge teokure, troppo tardi, che in giapponese è il troppo tardi della medicina, quello che un dottore dice quando un malato non si può più salvare, e chiude con dorei, schiavi di Mū, da padrone del mondo che parla di chi ha già perso. Loki intanto è ancora in piedi, e mentre Imu parla è Luffy, gonfio di forza dopo aver mangiato, a tirare un pugno e a gridare di lasciare Elbaf.

Le parole giapponesi chiave della scena

Parola (romaji)SignificatoCosa svela nella scena
kosoku (姑息)Soluzione tappabuchi per guadagnare tempo (spesso scambiata per “vigliacco”)Loki insulta il Governo, e la parola colpisce in entrambi i sensi
haiboku (敗北)Sconfitta pesante, rotta totaleTra virgolette diventa una resa scelta per salvare i bambini
saga (性)Indole innata, natura-destino di una stirpePer Imu è una costante fissa, e il motivo per cui prende di mira i figli
ugokaseru / kanarazuPoter muovere a comando / immancabilmenteFinché l’indole non cambia, chi tiene i bambini tiene la stirpe
teokure (手遅れ)Troppo tardi, in senso medicoIl destino dei giganti è già segnato
dorei (奴隷)SchiavoL’ultima parola di Imu: da sconfitti, i giganti appartengono a Mū

Domande fondamentali

Perché Imu dà la caccia ai bambini giganti?

Perché ottocento anni fa i giganti hanno mostrato che, pur di salvare i figli, cedono qualunque cosa, e la loro indole non cambia. Finché resta così, prendere di mira i bambini è il modo per averli sempre in pugno.

Cosa significa che i giganti hanno “perso” 800 anni fa?

Imu usa la parola haiboku, sconfitta, ma tra virgolette. La scena lascia intendere una resa scelta per proteggere i bambini, più che una disfatta subìta sul campo.

Cosa vuol dire “cosa vi stia capitando” nel discorso di Imu?

Imu non parla di qualcosa di fisico: usa mi nel senso di condizione, sorte. I giganti stanno perdendo di nuovo senza rendersene conto, esattamente come ottocento anni fa, e quella frase è l’anticamera del “la storia si ripete” che la chiude.

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