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One Piece 955: considerazioni sulle spade nere

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Oggi parliamo del capitolo 955 di ONE PIECE, ritornando a parlare della LORE e della MITOLOGIA della spada. Ma sarà un articolo dove in realtà faremo le pulci all’operato dell’Eiichiro-sensei, perché a conti fatti, le cose…proprio non tornano!

Siete pronti per tornare a parlare di ONE PIECE in maniera TOTALETOMBALE? Ma prima di parlare di nuovo di spade, katane, lame hakizzate e infusioni di ambizione, fatemi aprire un ANGOLO DEL MARKETTONE dove finalmente ufficializzo la realizzazione del primo cartaceo dei miei saggi.

In collaborazione con il Re abbiamo iniziato dal saggio su ROMANCE DAWN, il primo databook su OP, perché insieme abbiamo intenzione di realizzare una collana critica sulla lettura a posteriori di ONE PIECE, svelandovi tutto e il contrario di tutto. E romance dawn, chiaramente, non poteva essere l’inizio. Trovate il libello in due edizioni, la DELUXE a COLORI, e la PEZZENT EDITION in B/N! Fatemi poi sapere che ne pensate!

Una considerazione generale, prima di focalizzare la vostra attenzione sul punto che mi interessa discutere con tutti voi. Il capitolo è molto buono, è un capitolo di chiusura dove si tirano le fila del discorso e si seminano alcuni elementi, soprattutto relativi a Law e a Orochi, che saranno molto utili durante il terzo atto.

Come specificato, però, voglio farvi concentrare su di un elemento ben specifico. E quindi riapriamo un nuovo capitolo sulla Mitologia della Spada!

Come detto in quell’ormai leggendario Report riguardante la mitologia della Spada, una lama imbevuta di ambizione col passare del tempo, affrontando un numero illimitato di battaglie, assume un proprio carattere, divenendo a tutti gli effetti una spada con l’anima.

Anche in questo capitolo ne abbiamo la conferma, grazie anche alla specifica di Hitetsu, che ci tiene proprio a precisare che, con l’esperienza e l’ambizione, Zoro può fare evolvere la spada Enma sublimandola a un livello di consapevolezza superiore – e tramutandola definitivamente in una spada nera.

C’è un problema. E non è un problema di poco conto. Arrivati a questo punto, alla luce di ciò che sappiamo, la RETCON sulle spade nere non funziona più. In tutto ONE PIECE infatti abbiamo visto poche spade nere.
Quella di Mihawk. Quella di Ryuma. E quelle ricoperte d’ambizione da Zoro, che non a caso è l’allievo di Mihawk. Quando pensiamo a Mihawk, la prima cosa che pensiamo su di lui è il fatto che sia lo spadaccino più forte al mondo. E Mihawk ci tiene a ribadire che la sua spada nera è la più forte al mondo. E non potrebbe essere altrimenti, visto che Occhi di Falco è il più abile di tutti.

Questo ci fa capire, per proprietà transitiva, quanto Ryuma fosse potente.
Se infatti Mihawk e Ryuma sono gli unici due spadaccini ad avere “hakizzato” permanentemente le loro lame, significa proprio che sono su di un altro livello rispetto a tutti gli altri competitor. E Zoro, che come abbiamo detto, è allievo di Mihawk, è sulla buona strada per diventare come loro. Ha ancora tanta strada da fare, ma il fatto di poter “hakizzare” la sua spada il tempo necessario ad affrontare un combattimento ci fa comprendere quanto Zoro sia oggettivamente diventato potente come spadaccino.

Il problema però è la retcon riguardante l’hakizzazione della spada. Perché se la questione delle spade con l’anima imbevute di ambizione è davvero affascinante, c’è qualcosa che non torna. Se in un duello di spade è la volontà dello spadaccino a farla da padrona, assieme alla sua tecnica, perché nello scontro tra Mihawk e Vista le spade del sodale di Barbabianca non hanno fatto la brutta fine che avrebbero dovuto fare?

Pensateci. Ogniqualvolta abbiamo visto una spada nera in azione, le spade del suo avversario sono sempre andate in frantumi. Mihawk polverizza letteralmente le spade di Zoro sul Baratie. E sin da quando Zoro ha preso possesso di Shusui, e poi ha utilizzato le proprie spade hakizzate, ha sempre frantumato le spade avversarie. Ha mandato in pezzi le spade di Hyozo sull’isola degli Uomini-Pesce. Ma soprattutto ha distrutto le difese di Pica, che si vantava di essere l’uomo di Doflamingo con l’ambizione dell’armatura più potente della family.

Chiaramente questo discorso è un voler fare le pulci a ONE PIECE, e non inficia sulla bellezza intrinseca dell’opera. Tuttavia ormai, ogniqualvolta parliamo di Haki, espediente utilizzato dall’Eiichiro-Sensei per bilanciare situazioni di livelli di forza ormai fuori controllo… purtroppo dobbiamo registrare forzature o storture all’interno della trama stessa.

Illazione su Kaido

Se prendete ogni singola saga di ONE PIECE, i villain di turno diventano una costante della narrazione. Oda ce li presenta e ce li introduce piano piano, ma poi diventano una presenza fissa, ingombrante, al punto che una volta sconfitti si prova quella sensazione catartica di puro piacere.

Kaido, invece, è diverso. Kaido sembra il classico villain da videogame.
Il boss finale totaletombale che l’autore ti piomba dall’alto come scoglio insormontabile, di cui non sai nulla, ma che devi mazzuliare fino alla fine.

Perché questo cambio di rotta? La mia illazione è che Oda voglia fare di Kaido il contraltare naturale di Baffibianchi nel corso della guerra di Wano. Così come di Newgate, nella prima parte di OP, sapevamo solo alcune cose sporadiche e l’abbiamo visto 3 volte in croce, prima di conoscere lui e la sua forza direttamente sul campo di battaglia, immagino che così voglia fare Oda con Kaido, mettendo però qualcuno altrettanto potente non dalla parte di Luffy, come successo a Marineford, bensì CONTRO Luffy.

Per puntare al One Piece bisogna mettere il futuro Re dei Pirati alle strette, regalandogli un fatal flaw apparentemente insormontabile.

Ma ad ogni modo, la parola spetta a voi! Voi che cosa ne pensate di tutto questo ambaradan?

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