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One Piece 1058: lessico infernale, Shylock a senso unico, Bitter

by Cenere
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Verità: ingegnoso composto di apparenza e attrattiva.

– Ambrose Bierce, Il dizionario del Diavolo

Bitter (l’Amaro).

Salve genti, nuova analisi settimanale. Ci sarà da divertirsi.

L’inizio della fine

1058: che capitolo.

Si dice che la carta canta, allora in questo caso va considerato il metodo della critica (letteraria, giornalistica) attuale, cioè la critica delle varianti. Considerazione pregevole con la quale si rapporta ogni buon scrittore: quindi anche Oda sensei.

Di un incolto i Greci dicevano

Non sa né leggere né nuotare

Piano, calmi, attendete prima di prendere torce e forconi. Non è riferimento all’essere colti, sagaci, fighi. Qui va inteso come quella che dovrebbe essere la naturale spinta istintiva di chiunque: imparare e apprendere, costantemente.

Come ho esposto in diverse analisi, l’autore ci ha posti difronte al buio narrativo, ora invece sta mutando in un insieme di prime volte. Siamo in quel di Wano da quattro anni ormai, tagliati fuori da qualunque evento esterno, dalle mosse di villain storici fino agli esiti del Reverie… non abbiamo idea di cosa ci attende lì fuori e, per l’appunto, la critica delle varianti è il substrato narrativo con cui l’autore:

  • Inizia a delinearci fatti avvenuti: l’omicidio di Cobra, Buggy divenuto imperatore al comando della Cross Guild, loschi figuri marchiati a fuoco contesi da pirati
  • ci spiega la dinamica degli svolgimenti e la vera natura di essi

La fatica della scrittura, o meglio, la tecnica al servizio di essa, è fondamentale tanto in un articolo giornalistico quanto nei fumetti.

E, fidatevi, Oda sensei non lascia niente al caso, la sua intelligenza è diabolica, senza accezione negativa eh, si diverte a giocare con noi. Lo immagino chiaramente, lo vedo distintamente nella mia mente: avvicinarsi con ghigno saturnino alla sceneggiatura del manga, lo percepisco, mentre (pensando a noi, il pubblico) formula pensieri elevatissimi di una filosofia eccelsa: ora gli incasino la mente.

Sto ridendo a bestia, ma sono sicuro che nessuno possa contraddirmi su quel criminale che amiamo tutti.

Ho definito la sua intelligenza diabolica, non a caso, anche a me (nel mio piccolo) piace giocare. Impreziosirò questa analisi avvalendomi di uno dei più grandi strumenti di satira mai esistiti. Usando uno dei termini più cari (e storici) del Bike&Raft, questo capitolo è infernale. Non posso non utilizzare l’immenso Dizionario del Diavolo di Ambrose Bierce.

Uno scrittore fenomenale, che riuscì a creare il più irriverente e cinico vocabolario mai scritto, in poche parole? È un libro, con la struttura di un comune dizionario, in cui l’autore crea aforismi ironici mettendo sotto la lente di ingrandimento: ipocrisia, moralismi e difetti della società (per estensione, qualunque società) americana.

In soldoni? Parliamo del precursore di Frankie hi-nrg e il dizionario fu la sua Quelli che benpensano. Una perla.

Cosa c’è di meglio che dare vero significato alle parole? Fra distorsioni linguistiche e tagliente ironia, Bierce fece questo piccolo miracolo: smascherare la falsità dilagante. È il mio eroe. Bierce per questo si guadagnerà l’appellativo di Bitter: l’amaro. Quando metterò una delle sue definizioni non ripeterò nome, cognome e titolo, ma solo quella parola… Bitter.

Perché? Perché Oda sensei fa la stessa identica cosa. Se non mi credete recuperate la precedente analisi (se gradite), dove parlo delle funzioni sociali del fumetto, di quelle di One Piece… che oggi come ieri si distingue per la sua inestinguibile vena satirica, un contrappunto ironico fondamentale, se non addirittura centrale nelle sue vicende.

Ora, vediamo cosa hanno combinato i nostri pirati preferiti. Mh, pirati?

Pirateria: commercio senza stupide pastoie, come l’ha creato Dio.

– Bitter

Iniziamo bene

Luffy in gabbia è pura poesia. Nami in versione liberate il Kraken è una goduria, e dice quel che pensiamo tutti, esiste un limite all’imbecillità del capitano?

Imbecillità: forma di ispirazione divina, o fuoco sacro.

– Bitter

La navigatrice è preda della (sacrosanta) collera, Luffy ha la ghiaia nel cervello, la sue trovate incoscienti sono tutto fuorché una novità, e qui Jinbe fa lo splendido. Pessima, pessima idea. In un innocente tentativo di riportare la pace cerca di rabbonire Nami. Jinbe, il grande e irreprensibile Jinbe. Conoscitore dei mari, ma non dell’universo femminile, che vuole calmarla con frasi che sono l’equivalente di: chiedere ad una donna arrabbiata perché è arrabbiata. Applausi.

Chopper gli salva la vita dicendogli di menare le tolle, anche perché Nami… sprizza fulmini neri?! Difatti lo stesso timoniere vede in lei la tonalità del Re. Ora. Questa è una parentesi comica, tutto lo fa pensare. Sicuri? Se questa è una gag come lo sono le stramberie di Usopp (il gigantesco pesce rosso, essere a capo di una moltitudine di guerrieri, cacciare un drago mentre insegue una lucertola…), beh, allora una cosa è certa: Nami ha sicuramente il Re conquistatore.

Non c’è da preoccuparsi, Nami ne ha perfettamente tutte le qualità ma non vuole conquistare niente, genti. Si può avere avere l’indole di un Re: volerla esercitare è tutt’altra faccenda. Ace per primo, avendo il Re desiderava solamente dare lustro e glorificare BB, è un dato di fatto.

Detto questo, arrivano le nuove taglie. Ma dai, ma vieni! (diceva un noto poeta delle capriole).

Dopo tanti anni, fa sorridere. È bello sentire Luffy ufficialmente imperatore, ma… ancora di più sentire i Mugi i suoi nove comandanti. Per il prestigio? Per il potere? Per la fama? NO. Perché ai Mugi, di questo, non gliene frega un beneamato. Sono intenti a preoccuparsi e percularsi.

Premessa. Per cortesia, penso che sia chiaro a tutti che le taglie sono mero strumento di relatività. Indicano parzialmente la potenza del singolo, ma le taglie sono un insieme di fattori, semplicemente: la Marina stima tutte le frecce al tuo arco per poter fare danni alla popolazione e alle autorità, fine.

Volete la prova? Buggy ha lo stesso potenziale bellico di un neonato nel passeggino, eppure ha la taglia più alta di Luffy: colui che ha sconfitto Kaido. Le taglie sono basate sulla percezione, faccenda chiusa. Diamo un’occhiata a quelle dei nostri beniamini.

Chopper: quella della renna rimane di fatto una parentesi comica, solo che dopo 25 anni è ridondante, viene sottolineato proprio dalla dicitura della Marina; animale domestico è chiaramente qualcosa per far ridere, solo che, teoricamente dovrebbe avere veramente una taglia più congrua, perché li cura e li tiene in salute, mai giocato a World of Warcraft? Prima strategia: fai fuori gli healer.

Nami: la navigatrice ha pensieri morbosamente contrastanti, terrorizzata dall’essere in pericolo e (probabilmente) valutando di dare la caccia a se stessa. Comunque, notevole salto per lei.

Gli unici pensieri coerenti di Nami.

Brook: rock! Hellyeah!

Franky: frega niente dell’importo, ca**o di foto mi mettete ogni volta? Come ripeto sempre, le ipotesi vanno stilate su due fattori: canonicità e plausibilità. La foto è anch’essa una gag? O vogliono farci lo scherzone come fu con Sanji? È plausibile, fine. Dubbi e attendibilità quindi. Nelle foto compaiono chiaramente le creazioni del carpentiere, fosse un conto alla rovescia aspettiamoci Pluton allora, voi direte nella prima taglia c’era il suo viso, vero, come lo è il fatto che il Gorosei voleva togliere la D dal volantino di Luffy. Questo indicherebbe una dinamica ancora più infernale. Volete saperne di più? Vi invito, se gradite, a recuperare la Fatal 4 Reading di ieri, sul canale Twitch del Bike&Raft: abbiamo sviscerato a dovere la faccenda.

Usopp:

Codardo: chi, nell’urgenza del pericolo, pensa con le gambe.

– Bitter

Il cecchino è terrorizzato, fine. Splendida tavola simil-Dressrosa.

Nico Robin: la figlia del Diavolo ha un notevole aumento di taglia, volete spaventare questa dolce fanciulla? Veramente credete di poter impensierire colei che è stata braccata fin da bambina? Buona fortuna! Questo sottolinea che il tutto è gestito alla base dai cinque astri di demenza, l’ho detto in tutte le salse: Robin è l’unica chiave che apre tutte le porte, proprio per logica… dovrebbe avere almeno una taglia da imperatori. Ma, chi gestisce la sua caccia? Genti, i Gorosei li dovete capire, avevano fatto il concorso sia alle Poste che come stagisti di Im-sama: sappiamo tutti come è andata. Dizionario, aiutami a definirli

Plenipotenziario: che ha pieni poteri, dicesi del diplomatico che ha assoluta autorità a condizione di non esercitarla mai.

– Bitter

Zoro, Jinbe, Sanji: qui si va chiaramente di forza fisica e gag, esclusivamente. Unico appunto, mi ero fatto i viaggi metafisici, studi eruditi sul numero 1100, e collimava anche! Fatevi due risate con me. Nel codice angelico il numero 1100 sta per: il risveglio spirituale di un individuo. Nella fattispecie, continuare il tuo sviluppo umano, l’illuminazione delle tue qualità e progetti spirituali. Riflettete un istante, post fatti di Wano, prossimo ad hakizzare la prima lama: non ha tremendamente senso per lo spadaccino? E invece no. Con la correzione ufficiale del numero salta tutto il ragionamento, se guardate bene il comunicato, in fondo c’è una mia foto e questa frase: Cenere, attaccati a ‘sto treno.

Chiedo scusa, difficile trattenersi.

Luffy: il poveraccio vorrebbe solo uscire di gabbia e mangiare un panino provola e mortazza. Nami è più incazzata di Ade, niente da fare. Scherzi a parte taglia ben equilibrata per il capitano.

D’altronde lui è l’alter ego di Roger, no? Ha ereditato la sua volontà

Eredità: regalo di chi se la sta dando a gambe da questa valle di lacrime.

– Bitter

(diamine, questa era perfetta per Roger, chiedete pure a Big Mom)

La libbra di carne

Buggy entra in scena

Malfattore: fattore principale nel progresso della razza umana.

– Bitter

Ovviamente non è una sorpresa che il leader della Cross Guild non fosse il Clown. Entrano in scena altri due personaggi incredibili.

Crocodile

Ostilità: consapevolezza particolarmente acuta e applicata in modo specifico alla sovrappopolazione del pianeta.

– Bitter

L’ho già detto sono andato in sollucchero vedendo il ritorno di Crocodile. Vero pirata in One Piece. A Croco non frega niente di nessuno, piegato ma non spezzato addirittura da Luffy: l’avevo già usata ma è la frase più rappresentativa. Perché la dice lunga, lunghissima. Faccio quello che voglio quando voglio, questo è il pirata, un cocktail di menefreghismo purissimo e sfrontatezza verso chiunque. Riassumiamo il pirata in pochissime parole.

Impel Down: Teach e Crocodile si incontrano.

C – dunque hai preso te il mio posto nei sette

T – eh eh eh, io farò, io sarò, io conquisterò

C – non me ne può fregare di meno

T – ma che maniere! Cattivo! Puzzone!

C – e stica**i?

Questo è Crocodile, stile a secchiate.

Mihawk

Cenobita: uomo pio che si rinchiude a meditare sul peccato della perfidia, e che per tenerlo bene a mente si unisce a una confraternita di pessimi esempi.

– Bitter

In un modo o nell’altro Mihawk è probabilmente nel range di forza degli imperatori, si è unito con ideali di pace (lasciatemi a bere e coltivare o vi ammazzo tutti) alla Cross Guild, e probabilmente cela un’indole serena e un filo mite (tranquillo Croco, se butta male facciamo massacrare Buggy). Scherzi a parte. Lui e il coccodrillo hanno spiriti simili, l’uncinato ha chiaramente dei piani, dei sogni interrotti mai sopiti, e dei misteriosi trascorsi con figure chiave di questa era (Barba Bianca, Doflamingo…). La curiosità sta salendo alle stelle, ma possiamo stare tranquilli: è tornato in scena, il nodo gordiano prima o poi sarà sciolto.

Di Mihawk non si sa veramente niente, i dettagli sono persi nelle pieghe del tempo, ma tremendamente allettanti. Cacciatore di Marine. Si cela un intero orizzonte narrativo dietro tre semplici parole. Moderando l’umorismo, Mihawk ha veramente un’indole riservata, di buone maniere e non belligerante, o meglio: ti fa capire chiaramente di stare alla larga. Da qui due considerazioni:

  • ha già trovato e abbattuto il suo bersaglio fra i marine (o GM, non escludibile)
  • il bersaglio è logisticamente, gerarchicamente fuori portata

Chiariamoci, queste non sono neanche ipotesi: sono assolutamente illazioni. Mi permetto di esprimerle perché non puoi chiamare un personaggio Cacciatore di marine e non darvi peso e motivazione. Sulla carta, poi Oda fa chiaramente quello che gli pare. Al momento lo spadaccino ha stretto alleanza come deterrente, per rappresentare una minaccia tale da non essere disturbato.

Mihawk esce pari pari dal primo Rambo

lasciami stare, lasciami stare o scateno una guerra che non te la sogni neppure

Per contro Crocodile esce dal capolavoro di Shakespeare ossia Il mercante di Venezia.

Il discorso con Buggy è a senso unico. A quanto pare un po’ di intesa e amicizia c’era (per interesse, intendiamoci) da Impel Down. Ma Crocodile è lo Shylock di One Piece: e vuole la sua libbra di carne.

Il rapporto Buggy-Crocodile è accomunabile per due tratti, de Il mercante di Venezia: quando Antonio e Shylock stabiliscono i termini della penale.

Il coccodrillo gli suggerisce di entrare nella tratta degli schiavi se non può onorare il debito, Buggy non potrebbe vendersi, ma separandosi da parti del corpo a suo piacere potrebbe vendere l’ammontare (simbolico, ovviamente) del debito (la libbra). Un obiettivo spietato. Impossibile. Oda non si ispira all’opera di Shakespeare, il parallelismo lo vedo io. Ciò non toglie che è un approfondimento da maestro nel profilo psicologico spietato, emotivamente asettico, del pirata uncinato.

Ovviamente Buggy ne esce in maniera brillante (promettendo mari e monti), quasi per caso. Buggy per caso diventa imperatore. Per caso è a capo di una moltitudine di sgherri che lo adorano. Per caso ingerì il suo frutto.

Per caso, certamente. Una mente brillante disse che Dio non gioca a dadi con l’universo.

Certamente, ditelo a Usopp.

Lo Yin e lo Yang

La marina fa poco, se non farci rivedere finalmente Brannew

Patriota: colui al quale gli interessi di una parte sembrano superiori a quelli del tutto. Zimbello degli statisti e strumento dei conquistatori.

– Bitter

Ok ok, definizione acida, ma si scherza! La parentesi Marina è breve, serve oggettivamente a sottolineare i parametri di giudizio sulle taglie, la percezione che hanno delle minacce. Meglio averla inserita.

Il rivoluzionari festeggiano, sono sani e salvi, si sono ricongiunti. Due elementi guastano l’atmosfera:

  • la possibilità che Sabo abbia ucciso un innocente
  • la condizione di Kuma

Dragon emette il veto di perdonare Sabo qualora avesse ucciso Cobra. Sembra quasi dirlo ad alta voce ma a se stesso. Il messaggio che passa è chiaro: è inammissibile che un’organizzazione che lotta per la pace e i diritti umani uccida una persona giusta e buona. Occhio, non sta solamente disapprovando Sabo. Sancisce un diktat, perentorio, assoluto.

Nel contempo, potremmo ambire forse ad un risveglio della coscienza di Kuma? Agisce come un cyborg, non ha interazioni umane. Ma, questo personaggio deve avere un passato da brividi. Kuma, il Tiranno. Eppure Sabo è pieno di sdegno commentando quel che hanno fatto al dolce Kuma, Bonney scoppia a piangere alla sua vista, nel dialogo con Dragon… in una vignetta Koala piange, è l’espressione di una persona con il cuore in pezzi.

Sicuramente solo Vegapunk può svelare l’arcano, preparatevi, perché siamo nell’arco finale: si aprirebbero due fronti narrativi forse tra i più belli.

Oda il criminale chiude in maniera perfetta, con la chiamata di Sabo. Pensate a questo durante la pausa, visto che ci sono microfoni della marina ovunque, cosa è più importante: quel che vuoi sentano i tuoi amici, o quello che vuoi far sentire ai tuoi nemici?

Pensateci.

One Piece è elettrizzante, ormai non si può ignorare nessun capitolo. Ma… è molto di più di un semplice collage di emozioni, ci fa sentire parte dell’avventura, facendoci presagire l’intuizione di un mondo che sta per cambiare. Il buio narrativo ci fa navigare in un territorio fantasma pressoché mai intravisto, finora. Non ci si stupisce che personaggi storici tornino a bazzicare le latitudini sentimentali di… una fra le opere più belle degli ultimi anni a questa parte.

Ma che periodo filosofico. Quindi, da buon autore, non posso esimermi dal sottoporre anche me stesso alla satira che permea l’articolo, giusto genti?

Filosofia: cammino fatto di molte strade che portano da nessun luogo al nulla.

– Bitter

Godiamoci il viaggio

Cenere

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