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One Piece 1067: Vega di Montecristo, kill switch, la sede dell’anima

by Cenere
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La verità non è ciò che vuoi che sia; È quello che è. E devi piegarti al suo potere o vivere una bugia.’

– Miyamoto Musashi

Meccanismi metatestuali.

Salve genti, analisi capitolo 1067. Indizi di identità, indizi di verità.

Oda evolve One Piece, mentre noi cerchiamo brandelli di certezze, il nostro criminale preferito si diverte come un bambino, facendo assumere alla narrazione l’ambiente dei poetry reading, in cui Vegapunk sale sul palcoscenico e inizia a recitare la sua parte.

Ma, questa volta, signore e signori: è diverso.

È il momento dell’Elzeviro

Un muro, 5 anelli

Diverso, perché il proscenio è la macrotrama, in cui Pirati, Marines e una storia antica di millenni… stanno per andare in scena.

Il cervello? No, Vegapunk vero cuore aperto nella memoria. Nell’inesauribile immaginario di Oda è tempo di immediatezza di linguaggio. Per questo qualche analisi fa vi parlai della differenza tra fabula e intreccio

Ricordate? È l’esempio perfetto del flashback tra VP e Dragon. Ora sta a noi lettori adeguarci. Perché il sensei sta cambiando il ritmo. Ha scritto due-tre capitoli bomba, che oggettivamente hanno tante (tantissime) rivelazioni, ma: altrettanti interrogativi. Il 1067 in particolare.

Un bravo scrittore dà al pubblico ciò che vuole, quando vuole. Un grande scrittore: lo fa quando è il momento giusto. È la differenza tra bravi artigiani e fuoriclasse. Abbiate fede. Questa è una dote necessaria per adeguare narrazione orizzontale e verticale. Perché ora siamo definitivamente nel continuum della macrotrama, dove passato, presente e futuro di One Piece saranno un tutt’uno.

Oda, colui che è, e che per sempre sarà, che può leggere nel futuro, nel passato…

‘…e anche nel congiuntivo!’

– GiODAnni Storti

Scusate, cerco di controllarmi.

Il senso della citazione iniziale è anche questo. La macrotrama è il nostro Shinsekai, la rotta è impervia, incerta, rarefatta. Ma, qualcuno ci ha portati fin qui, esiste un unico Pose da seguire: la voglia di emozionarsi.

Non leggiamo i capitoli nella convinzione di leggere ciò che vorremmo noi, ma con il desiderio di essere stupiti: non saremo delusi.

Shingeki no kyojin. Si si, avete letto bene. Molto semplicemente, come Eren Jaeger: ora siamo fuori dalle mura, potremo vedere la vastità e la verità del mondo che abbiamo solo intuito per 25 anni.

È d’obbligo spiegare cosa sta cambiando Oda, in modo che vi sia più fruibile il ritardo di informazioni, come si adegua in capitoli la macrotrama, concretamente?

Alternando il ritmo di scrittura. Egghead rispecchia la curva fichtiana, una tecnica narrativa amata dagli scrittori di thriller e romanzi gialli. Una specie di suspense diluita. Questa tecnica (spiegata da John Gardner nell’Arte della Fiction) riesce in un intento ben specifico: contestualizzare una nuova figura nella sceneggiatura. È un divenire letterario, fa perfettamente percepire lo sviluppo di un personaggio. Che, per inciso, attendiamo da 13 anni, di cui non sapevamo assolutamente nulla. La curva in questione, tecnicamente divide una storia in tre segmenti:

  • Azione in crescita: una linea narrativa retta (la trama), ricopre almeno i 2/3 di tutta la narrazione. È fondamentale. Costellata di ostacoli, misteri, crisi. Imprime (inconsciamente) al pubblico un fatto ineluttabile: si sta andando incontro alla salvezza… o una catastrofe
  • Climax: spezza la precedente linea. È il culmine della curva. Il soggetto rivive/supera un conflitto, monolitico rispetto i precedenti ostacoli. Comporta una svolta definitiva; il protagonista impara dai propri errori (o magari no), ha un’epifania, in qualunque caso… determina l’esito della storia
  • Azione in caduta: unifica l’intreccio con la fabula, completa l’arco narrativo della saga. Quasi sicuramente l’evolversi dei fatti ha subito un cambiamento radicale. Chi ne è protagonista potrebbe addirittura cambiare la sua visione del mondo

La terza (a cui non siamo giunti) sottolinea con forza il lato morale della vicenda, atto, saga. Questa tecnica è estremamente ricercata, se si vuole delineare: un personaggio cardine nella macrotrama, un’evoluzione del protagonista, o entrambe le cose. Il punto è questo. Ricordate il distacco e la freddezza di VP? Quando insulta (pragmaticamente) Dragon e la sua pochezza di mezzi? Eppure, poco prima, versava lacrime per la distruzione di Ohara. Praticamente Lilith e Shaka a confronto, significa che… la curva fichtiana è ancora in corso. Più brutalmente, genti?

Penso che perderemo VG, lo ha detto lui stesso che l’epilogo si avvicina, ma… spero che rimarranno le sue sei personalità nel mondo. Notiamo sempre di più quanto siano diversamente uguali. Possono sopravvivere senza il loro nucleo? L’attuale Vegapunk… è totalmente se stesso dopo una scissione simile?

Con tutte le (nuove) domande possibili, il 1067 è rivelatore, indice di riflessioni assolute. È nata, prevedibilmente, una netta controversia sul frutto Nomi Nomi (e qui faremo un ragionamento specifico). La natura di Vegapunk viene a galla per la prima volta. Lo scienziato mette a nudo l’anima del ricercatore, in maniera disarmante. Si mette sul piatto la possibilità di una nuova/antica forma di energia.

Si cercherà di dare chiarezza e plausibilità a tutto: nel corso dell’articolo.

Perché c’è già chi si lamenta nel merito di tali rivelazioni (e si genti, e si) quindi, per il momento, vi ricordo la citazione in apertura di Miyamoto Musashi, chi è costui? Solo il Ryuma del nostro mondo. Il più grande spadaccino e studioso di guerra mai esistito. Un samurai dalla volontà inarrestabile. Guerriero ferocissimo, filosofo di classe: riuscì a districare i cinque elementi naturali come figura retorica della perfezione nell’Arte della spada. Donando loro il senso dell’effimero nell’imperfezione dell’esistenza.

Un pazzo totalmente dedito alla disciplina, al punto di condizionare nutrizione, sonno, igiene personale… esclusivamente in funzione della sua vita da guerriero.

Mi ricorda tanto la determinazione di un pirla di mangaka, un folle che ha guadagnato tanto da ritirasi a vita, ma continua a scrivere: per consegnarci un’unica e perfetta vignetta finale.

Capitolo 1067, tutti in scena

Il frutto e la coscienza

Scherzi a parte, questo capitolo strizza l’occhio veramente a Terminator, non sto dicendo né sia ispirato né che ci siano riferimenti. Trovo similari due tematiche:

  • una mente capillare condivisa: le potenzialità, i pericoli
  • il rapporto macchina-emozioni: nell’ottica padre-figli

Ci arriveremo in maniera organica. Oda non ne perde una, e non sbaglia un colpo! Luffy nel 1067 è uno spasso. Giustamente eh, gli ha fatto collocare mentalmente VP, rimembrare Bonney e discorsi vecchi di mesi con Law. A tutto c’è un limite. Giustamente, ha ricordato cosa fosse il protagonista

‘costui è un idiota

– Zoro, Water seven

Luffy, per ideali e caratura morale, è il mio preferito. Ma è colui convinto che: l’isola del cecchini sia nel nostro cuore. Che non riconosceva Usopp avendolo davanti. Il genio che, per prima domanda, chiede a qualunque forma di vita: ehi! Ma te cag*i?!

Bramo. Bramo il suo incontro con Vegapunk York. E sapete perché.

Ad ogni modo, dopo le parentesi tetre del 1066, questo capitolo parte con un inno al nonsense. Bonney ricorda la fisionomia della testa, chiede spiegazioni, ragionevolmente lui dice che era cresciuta, quindi comprensibilmente l’ha tagliata. Al che la piratessa smadonna forte, perché lui sembra stia sfoggiando un nuovo look.

Allargate. Allargate su Luffy. Allargate su Luffy che saltella come un demente mentre si decide il destino del pianeta.

Ho riso fino alle lacrime. Non è atterrato in quel momento, gli altri che erano per aria… sono belli raggruppati e composti a parlare da diversi minuti.

Affrontiamo brevemente la plausibilità del frutto di VP. Se lo si scrive in romanji: il Nomi Nomi, cioè, il Nomi Nomi no Mi.

Vedo e rilancio.

Il Nomi-Nomi no Mi nomen omen.

E si, nomen omen. Perché è d’obbligo pensare non sia un caso, Oda trova un piacevole divertissement dare il frutto giusto alla persona giusta? O è lecito pensare che abbiano una volontà? Teniamo a mente che Oda può fare tutto e il contrario di tutto, il seguente ragionamento si basa su cosa sappiamo finora. Personalmente propendo per una loro coscienza (ho una teoria che pubblicherò, prima o poi), ma non era un discorso legittimo solo per gli Zoan? Restringiamo il campo nei limiti del ponderabile. Con esempi vicini. Rob Lucci ha mangiato il Felis Felis modello leopardo, sappiamo cosa comporta, ma sappiamo ancora meglio: quanto sia perfetto per lui. Lasciate stare forza fisica, resistenza e artigli. Il leopardo è un animale particolare. Leoni, tigri, ghepardi, davanti ad un fucile, fuggono via. Il leopardo no. È l’unico animale che non ha paura, anzi, rimane fermo, come se intuisse che si ha un limite di munizioni. Purtroppo (per alcuni tristi casi storici) è in cima alla classifica delle uccisioni umane, un animale intelligente al punto di evitare e spezzare serrature. Potenza, freddezza, intelligenza: il ritratto di Lucci.

Ma c’è l’osservazione di Chopperino, no? Semplicemente chi ha uno zoan carnivoro è più aggressivo, e buona notte al secchio. E invece no. Compariamo con Jabura e Kaku, rispettivamente Inu Inu modello Lupo e Ushi Ushi modello Giraffa. Due assassini, Il primo (anche se non malvagio) incline alla violenza con tratti di sadismo; il secondo più gentile, anzi, decisamente dispiaciuto di aver deluso i carpentieri di W7, al punto di fare capire: che amava quella vita pacifica, di rimpiangerla. Questi sono semplici casi?

Mh, a me… sembra che: un erbivoro abbia scelto una persona più mite e un carnivoro una tendenzialmente più aggressiva.

Fermi. Calmi. Lo so cosa state cercando, controllate ci siano palesi asperità tra possessori e frutti Zoan. Potrei rispondere che abbiamo tutti dei dubbi, che anche io mi chiedo che cacchio c’entra Drake con un Allosauro. Il mio compito è cercare le risposte, se poi volete continuare a parlarne… vi invito ad unirvi al nostro gruppo Telegram, lì ogni volta che si fanno ipotesi simili è il delirio!

Il possesso del Nomi Nomi: ci sta. L’autore ha scelto di dare una connotazione comica e stramba degna del Dr Slump e Arale. Alla fine VP è un genio di suo. Il cervello è ancora un mistero (sotto determinati punti) per la scienza, il suo potenziale illimitato, il frutto è palesemente un artifizio:

  • per rendere più teatrale il tutto
  • per sottolineare visivamente la volontà di scibile condiviso, il desiderio di VP

Sarebbe stato così di impatto sentire lo scienziato dire: ‘ho un mega cervello, l’ho collegato ad un server per dividerlo con le genti.

No. Oda te lo fa diventare parte di un’isola. Per quanto possa piacere o meno, trattasi di scelta scenica. Con tanto di gag, VP che se la tira sulle dimensioni in un delirio degno di Sheldon Cooper… e Luffy che dà dello stupido alla mente piu brillante del pianeta. Oro, quella parte è oro. Sappiamo tutti delle interazioni con gli altri cloni, il desiderio di biblioteca dell’umanità. Sappiamo anche di Luffy, che ormai ha preso la tangente per il delirio e gli chiede se sia un ninja… ma tanto ormai. L’ironia cede il passo ad punto delicatissimo: la natura di VP come ricercatore.

Il collegamento l’abbiamo fatto tutti, quel che desidera Oda sarebbe come creare Internet. Ma, in maniera insidiosa o superba?

Argumentum ad hominem

Abbiamo già la risposta, ci viene data tramite i protagonisti. Chopper e Jinbe. Il medico di bordo ha un approccio luminoso e innocente: vede un’opportunità per sapere tutto su ciò che ama di più, migliorare la propria cultura. Jinbe ne vede la problematica, il possibile lato oscuro.

Ideologie diverse, fondere le menti. La parentesi del cavaliere del mare è veramente brillante, pensate ai social: pensate all’abuso quotidiano che se ne fa. Alla gente che sfoga la propria rabbia su di essi, a individui riusciti a delinquere, compiere atti immondi, usandoli come tramite. Diciamoci la verità, internet è un mezzo potente, bellissimo: ma dato in mano anche a una manica di imbecilli. Potevo essere più incisivo, potevo esprimermi senza mezzi termini, tratteniamoci citando un punto di riferimento assoluto

‘Solo gli stronzi usano parole volgari.’

– Umberto Eco

Grazie, Maestro.

La verità è questa, l’idea è meravigliosa, ma: vediamo ogni giorno, ovunque, come pareri differenti vengono trattati sull’internet. Figuriamoci le ideologie.

Vegapunk non è né bianco né nero. È la linea grigia. Qualche tempo fa ero in live con Nessuno di Redazione Sottocultura, abbiamo trattato un mese e mezzo prima esattamente questa tematica. Perché Vegapunk fa spallucce su eventuali problemi? È menefreghista? No, perché il termine adatto ad un ricercatore non è né buono né cattivo: ma integerrimo.

La mia frase è ben lungi dal dire che la scienza è sempre giustificata, anzi è proprio il contrario. Sto dicendo (come analizzato ampiamente nel mio precedente articolo) che a Vegapunk sta a cuore la trasmissione del sapere il progresso dell’umanità. Tutti stanno pensando a cosa sia questa fantomatica energia che fa muovere il Robot dei 900 anni, per questo ho citato la live con Nessuno, perché parlammo di Alfred Nobel. Il chimico inventò la dinamite per aiutare il progresso: le menti spregiudicate la utilizzarono a scopo di lucro illecito, fu usata in campo bellico. Per questo lo scienziato si dedicò alla totale filantropia, istituendo il celebre premio.

Lulusia. L’energia che abbiamo visto. Siamo sicuri non avesse una diversa applicazione? Esattamente come la dinamite? Quante volte forme di energia, processi chimici, sono stati deviati dallo scopo della loro creazione? Metto le mani avanti: trattasi di illazione all’ennesima potenza.

Facciamo bene il punto della situazione:

  • il Gigante si è messo in moto 200 anni fa, ma risale a 900 come costruzione
  • il Governo Mondiale lo voleva distruggere, ma gli scienziati si opposero. Non si sa come, all’insaputa del GM, ora si trova a Egghead
  • non sapendo come si sono svolti i fatti, il punto precedente non esclude due dettagli: che il governo sia in possesso di parti di tale tecnologia, che l’abbia continuata a studiare
  • VP stesso ha un problema insormontabile: non riesce a replicare il tipo di alimentazione. Ma asserisce che esisteva un tipo di potere, tale da poter cambiare completamente la fisionomia del pianeta
  • se Vegapunk non riesce a capire minimamente la natura di questi segreti: nessuno può. A meno che… una casta non abbia tramandato il segreto per anni, per dirne una banale. O, non si provenga direttamente da quell’epoca

Ipotesi fantasiose? Beh, siamo in un fantasy. Lo sapete, quando teorizzo: lo faccio su basi plausibili. Im-sama mette a tacere, quindi detiene la verità. Mi pare si sia parlato (ma quanto sono vago) una due volte di – mh, mi pare di si – un frutto che dona la giovinezza eterna.

Vi consiglio caldamente il video del Re, gustatevi un contenuto brillante. Un fraseggio storico chirurgico, con due vette di metafisica e una perla sulla parentesi uomini-pesce

Vi lascio il link!

Lo Yoga dell’assassino

‘Il volto umano non mente mai: è l’unica mappa che segna tutti i territori in cui abbiamo vissuto.’

– Luis Sepúlveda, Diario di un killer sentimentale

Allora quello di Lucci dà su una stanza vuota. Piccola parentesi sul CP-0. Entra in azione, con chiari ordini. Titolo e citazione appartengono a Sepúlveda, perché la calma glaciale del killer mi ricorda uno dei suoi protagonisti. Il CP non può affrontare in campo aperto i Mugi, solo Luffy e Zoro sono totalmente fuori scala per loro. Cosa sarebbe divertente? Uno scontro appunto con Nami, Franky, Usopp. Per fare vedere che sono migliorati, ma, qualcosa mi turba. Vanno avanti troppo sicuri, mi viene da pensare che non siano gli unici giocatori in campo. D’altronde, vi ricordate Shanks nelle acque di Wano? Si, quando scaccia Ryokugyu con l’haki a carico del destinatario? Esattamente. Potrebbero non essere gli unici, perché non credo possano impattare minimamente, senza prendere ostaggi, senza aiuti esterni.

Certo non è Edmond Dantès, il suo movente non sarà la vendetta, ma VP vuole fuggire in come il conte Montecristo fece dalla sua isola. Questo spiega la quantità di esperimenti, i fondi extra necessari cercati da Lilith. Vegapunk vuole levarsi il collare del governo. Sarà interessante vedere da chi voglia andare e cosa voglia fare

Quando le macchine sognano

Vegapunk ha gocce di oscurità, la scienza a volte si sporca le mani. Non dovrei dirlo solo perché è triste?

Avete mai notato il parallelo UsoppBonney? Il nostro cecchino, quando parla del padre, a volte fa qualcosa di strano. Normalmente lo elogia, dice sia il suo punto di riferimento, modello di eroismo. Quando lo difende… subentrano i suoi dubbi. Prendete per esempio la saga di Shirop, il pirata perde il controllo davanti al capitano Kuro, se notate, Usopp lo fa come meccanismo di difesa, incapace di disprezzare il suo unico eroe lo difende a oltranza: pur non sapendo la verità dell’abbandono, le vere ragioni del padre.

Lo urla più a se stesso che agli altri, se ne convince. Bonney fa esattamente la stessa cosa.

Il che presuppone:

  • che lei lo difenda nonostante i presunti atti spregevoli
  • la ragazza non sappia tutto, quindi (tormentata dai dubbi) non possa non difendere il padre che l’ha amata

Anche i nobili si sporcano le mani. Visto il netto rifiuto sulla natura malvagia di Kuma. Cosa vuole dare Vegapunk alla ragazza? Forse un testamento spirituale, speriamo non sia la volontà di proibire il ripristino della coscienza, la giustificazione della sua eutanasia cybernetica. Tranquilli, è aggirabile, anche se fosse la volontà di Orso: Bonney non credo che si fermerà davanti niente e nessuno. Sto solo ricordando che non sempre la verità è piacevole. Egghead è una saga basata sulla moralità, sotto tutti i punti di vista.

Probabilmente il fardello di Kuma è gravoso, in quanto Supernova sarà la fetta di futuro di Bonney. L’onere e l’onore ricadrà sulle spalle della figlia. Ma questa volta il coro è unanime, vero vecchi cuori? Rivogliamo Orso in azione, su questo non si discute. Il Cyborg si alza in concomitanza di due fatti. L’arrivo del governo a Egghead, il via libera all’uccisione della figlia. Kuma, il nostro pirata senza coscienza (sicuri?), ancora vivo ma in un sonno perpetuo.

Cosa succede quando le macchine sognano?

A meno che Oda non abbia in mente una diversa ragione di trama, i dati son questi: essendo una macchina del governo, è collegata in remoto a un database? L’aver formulato l’assassinio di Bonney ha innescato una specie di Ordine 66 ‘faccio il c*ulo a strisce se toccano mia figlia‘? Magari era proprio una richiesta facente parte del patto con VP.

Tre le ipotesi:

  • se VP deve consegnare qualcosa della coscienza lui è un cyborg, sta eseguendo un codice di comportamento programmato
  • se si è risvegliato un barlume di coscienza, improbabile, quel che deve consegnare lo scienziato sarà inquietante
  • un fattore esterno alla trama, di cui non siamo minimamente a conoscenza

In ogni caso, non ha il teletrasporto. Dovrà usare su di se il Nikyu Nikyu, no genti? One piece è uno spasso.

Ripenso al nome dello scienziato, alcuni pensano che Punk sia inteso come cyber. Mia opinione: punk va inteso come ribelle. Orso è perso nell’oblio, VP ha gocce di oscurità. Ma è l’unico a vedere il progresso dell’umanità anche nel Secolo buio.

‘con il punk abbiamo avuto l’ultimo guizzo di creatività, visualizzando il marcio del nostro vivere. Ma siamo entrati in una stanza nera e buia, in cui non si trova più la via d’uscita.’

– Julian Temple, 1986

L’oscurità in cui brucia la fiamma della ribellione. Forse… è quella la sede dell’anima.

L’ago e il filo

Spero, come sempre, di avervi fatto riflettere, magari avervi regalato qualche risata. Nella mia ricerca del cerchio perfetto vi lascio un consiglio, va benissimo argomentare, ipotizzare, illazionare sull’opera, ma senza sostituirsi all’autore.

Anche perché, ho la convinzione che lui si diverta a vederci immaginare. E fidatevi… arriva sempre il momento in cui un sensei pensa, ma non dice: coraggio, prima che io ti dia la risposta, prova ad arrivarci da te.

Siamo tutti un po’ allievi di Oda.

Godiamoci il viaggio, genti

‘Il Maestro è l’ago e l’allievo è il filo. Tu devi praticare senza tregua.’

– Miyamoto Musashi

Cenere

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