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One Piece 1062: Gozer il Gozeriano veste Prada, l’ombra di Moreau e gli incubi di Willy Wonka

by Cenere
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‘La mia spiegazione era molto semplice e abbastanza plausibile, come la maggior parte delle teorie sbagliate!’

– H.G. Wells, La macchina del tempo

Mesmerica complessità.

Salve genti, capitolo 1062: One Piece puro, distillato.

Presentazione senza mezzi termini. Dopo l’apnea emozionale di Wano (alti e bassi, lunghezza notevole), dopo il buio narrativo (la rotta indefinita, di intenti e logistica). All’improvviso arriva lui: il 1062.

Vi avevo avvisati, Oda sensei ora è Ippo Makunouchi, e preparatevi: il suo Dempsey Roll ci travolgerà senza remora alcuna. Lo so, calmi, lo so. Saghe come Wano e Dressrosa nel loro dilungarsi (anche se bellissime) facevano venir voglia di rivolgersi con inverecondia alle massime divinità, e in maniera fantasiosa! Roba da far scandalizzare Satana.

Ma ora lo stilema diviene cangiante. Oda asserisce di terminare One Piece in 3-5 anni, dandogli fiducia: non esisterà niente di lungo come Wano. Mai più. Tutto ciò che vedremo, anche se annoverabile come saga, avrà fisiologicamente tempi estremamente più brevi, con tratti decisamente più brucianti ed espressivi. Comunque la narrazione rimane pro domo sua, rammentiamo. E Wano insegna.

Questo ci riporta a certi ricordi, ad alcune giornate (diamine come passa il tempo, una decina d’anni fa!) in cui usavo quel che battezzai il sotterfugio Usopp: mentivo clamorosamente a chiunque si ponesse sul mio cammino, senza pietà né misericordia, per poi invece andare a procurarmi One Piece e leggermelo in santa pace. Mentre chiunque nella mia quotidianità pensava fossi indaffarato in chissà cosa.

Se mi state leggendo ora: sappiate che lo rifarei.

Chiedo scusa, dicevamo…

Tutti i capitoli dopo Wano godono di un ampissimo respiro creativo. Il 1062? Mi ha letteralmente catapultato in quei giorni, fatto viaggiare nel tempo. Facendomi emozionare come allora. Se avete letto la precedente analisi (altrimenti recuperatela, se gradite) sapete a cosa sto per riferirmi.

Pronti per l’Elzeviro? Si? Diamine, Elzeviriamo

Harumi Murakami e il diagramma di Venn

Che caso eh?

Una raritade, che: nell’ucronia di un plausibile tunnel temporale, tra il serio e il faceto, tra i ricordi (La macchina del tempo) e i riferimenti metafisici del capitolo corrente (L’isola del dottor Moreau), abbia tirato in ballo proprio H.G. Wells. Ma guarda te le coincidenze. Un autore di straordinario coraggio intellettuale, che Brian Aldiss definì lo Shakespeare della fantascienza.

Tenendo però a mente che su tutta la saga aleggeranno (prevalentemente) le impronte di Asimov. È innegabile. Soprattutto pensando a posti come Fusha, come Logue Town, dove se solo possiedi un rogia vieni definito ancora un mostro. Questo ci fa fermamente riflettere sulla vera natura socio-culturale di One Piece. E l’impatto senza precedenti che avrà Vegapunk sul mondo. Sul fatto che i luoghi sopracitati… facciano realmente parte di una umanità (100 anni di vuoto) quasi involuta, in cui l’unico margine di libertà dell’individuo è la ribellione criminale (i pirati) o la ricerca di una risposta emotiva (la Marina).

Esistono strumenti, tecniche, artifizi narrativi, per scrivere. Oda sensei li conosce tutti, potete credermi sulla parola. In questo capitolo usa finemente… noi. Il punto di vista degli spettatori. È quel che si chiama punto di vista narrativo.

William Faulkner credo stia ridendo forte in questo momento, ma questa è un’altra storia. La tecnica usata da Oda sensei è quella del narratore multiplo: quando la trama della storia è complessa e sfaccettata, inizi a scriverla da più punti di vista. I diversi capitoli saranno raccontati da punti di vista differenti, rendendo la dinamica degli avvenimenti ben definiti. Per presupposti letterari? Questo è il motivo per cui frammenta sempre la ciurma.

E non solo, divertimose

Haruki Murakami è maestro nell’utilizzare flashback in terza persona. La cosa dovrebbe riguardare One Piece? Si, eccome. Tutti, ripeto, tutti ci chiediamo i motivi per cui il lettore conosce più elementi del protagonista (o viceversa). Perché? Perché perderemmo interesse nel vivere eventi già spiattellati e ragionati. Riducendo in macerie quel sense of wonder per cui il lettore vive e spera. Determinate informazioni verranno rivelate al protagonista solo in seguito, contribuendo così a rendere la storia più avvincente e ricca di suspense. Di conseguenza, alcune storie possono interrompere la narrazione principale per offrire un flashback in terza persona, di natura determinante. Se utilizzassimo il diagramma di Venn in letteratura, potremmo separare quel che crea l’Autore da quel che decide di mostrarci il Narratore. Quindi, intersecando i due diagrammi, cosa rimane? Il punto di vista narrativo, quello di noi lettori. E quest’ultimo definisce come viene raccontata la storia, tenendo presente che:

  • si è limitati alla prospettiva del protagonista, quasi tutto il tempo
  • l’autore può scegliere un narratore imparziale e obiettivo, ma solo se onnisciente e in terza persona

La questione si è presentata nella mia mente parlandone in live venerdì scorso, il Doc ha esposto un esempio incontrovertibile: le modalità del flashback di Oden. A seguito vi lascio il link del nostro canale Twitch In maniera da poter visionare i nostri contenuti e la diretta in questione, potrete accertare voi stessi, e mi raccomando, oggi non perdete la Fatal Four Reading, avete già il link genti!

https://m.twitch.tv/bikeandraft?desktop-redirect=true

Tornando al narratore multiplo. È una tecnica preziosissima, estremamente funzionale. Chiedetelo a Anatolij Dneprov, quando già nel 1959 scriveva lo straordinario I granchi camminano sull’isola, dove un ricercatore mandato in missione strategica su, appunto, un isola… paga di persona la propria presunzione verso la natura e la scienza. 1959, genti. E già si parlava di disprezzo per l’ecosistema, di pericolose invenzioni realizzate senza considerare le conseguenze del proprio operare. Della preoccupazione della società per le alterazioni portate alla natura. Perché, riflettiamoci: Vegapunk potrebbe essere totalmente preso dalle sue ricerche, incurante degli effetti, magari se non positivi. Ad ogni modo, Oda sensei stavolta non divide solo la ciurma, ma anche la figura introduttiva della saga, che casualmente è femminile, illazione all’ennesima potenza eh, scritta solo perché abbiamo visto solo controparti femminili di Vegapunk per ora, si vedrà… su su, si scherza, naturalmente la figura iniziale è Bonney, mh, ma dovrebbe essere una principessa, no? Ah! Ma Kuma non era il sovrano di… Si, si genti. Oda scrive poco, tutto il resto della giornata lo passa a ridere di noi. E, visti i risultati fa anche bene

Il narratore multiplo sarà determinante, soprattutto nella scissione della personalità di Punk. Accanto alla negativa Lilith, caratterizzata da malvagità, si collocano i positivi Mugi. Alcuni cauti e riflessivi, altri da cornice shonen, altri in visibilio… da cui ci aspettiamo molto. Per dinamicizzare la narrazione, l’autore giova della contrapposizione dei due caratteri. Attenzione genti: la ciurma è una sorta di alter ego di Oda, riteneteli letteralmente una sua incarnazione figurata nel testo; a loro sono riservate le riflessioni dell’autore, e i giudizi che intende esprimere circa le azioni di Vegapunk. Così ci si toglie dall’impaccio di un commento diretto del narratore sulla vicenda, che renderebbe venato di moralismo l’autore stesso. È un espediente straordinario.

Ma entriamo direttamente nel vivo, perché il 1062 è uno dei capitoli più stimolanti e divertenti da anni, e poi, lo sapete: a noi del Bike piace rivolgere lo sguardo lì dove è difficile guardare

l’Ipecacuanha e Vegapunk

Con finezza ed eleganza, la ciurma riversa un coacervo di reazioni sullo pseudo Vegapunk. Franky non ha mai riservato una simile venerazione per nessuno (escludendo Tom, of course). A Karakuri il nostro cyborg preferito visse per ben due anni, diventando lo spassosissimo Incubo di Barjimoa, facendo saltare tutto per aria, terrorizzando popolazione e Marina. Karakuri, il regno del futuro. Il luogo dove (nella mitologia giapponese) gli oggetti prendevano vita come per magia. L’isola del Paradiso (prima parte della Rotta Maggiore), dove la prima versione del riscaldamento geotermico di Punk era rappresentata da due prominenze… stranamente simili alle viti sul collo del Mostro di Frankenstein. Poi dite che cito scrittori e scrittici, ma come vedete è colpa di Oda, è lui a cominciare!

Mary Shelley, una delle stelle più fulgide nel panorama della letteratura mondiale. Il titolo completo del suo capolavoro era Frankenstein; o, il moderno Prometeo.

Prometeo, sempre lui in One Piece. Colui che strappò il fuoco (la conoscenza) agli dei per aiutare tutta l’umanità. È questa l’idea che vuol darci Oda sensei di Vegapunk?Capite, genti? Karakuri, capitolo 523: realizzate da quanto tempo stia lavorando su questa figura? Ad ogni modo: Frankie è chiaramente felicissimo di incontrare il suo idolo. Per Usopp il robottone è troppo: è un’erezione ambulante. Sanji rivendica radici trasteverine cantando ollelè ollalà faccela vedè faccela t… mille scuse, avete capito comunque. Robin è sublime, collega in un nanosecondo le incongruenze fra ciò che vede… e ciò che è noto sullo scienziato. Lilith: sfrontatezza e ferocia. Il (presumibilmente cyborg? Completo androide?) corrente Vegapunk rilascia intenti chiarissimi:

  • questo non è il corpo principale, ve lo dicevo no? Andate a vedere le mie ipotesi nella precedente analisi (non sono stato né il primo né tantomeno l’unico, precisiamolo)
  • siamo a corto di fondi, datemi i vostri averi, chiaramente non conosce i Mugi: non hanno una lira in canna
  • alla comprensibile reazione di Nami reagisce con composta pacatezza: salvarvi? Di voi non me ne può fottere di meno

Qui i discorsi diventano concentrici, perché i fatti vanno visti da diverse angolazioni. Una cosa alla volta, quindi.

Le creature emerse non sono Re del mare, ma mostri marini. Trasformati in armi. Qui subentra l’influenza culturale de L’isola del dottor Moreau. H.G. Wells fu il più acuto (nel suo scetticismo) pioniere del mito della scienza impazzita. Il dottor Moreau (da buon Mad Doctor) si era ritirato su un’isola subtropicale, fermi, ovviamente rispetto a Vegapunk è un alfiere di perversità biologica che non teme paragoni. Questo si. Un folle che riuscì addirittura a creare un taglia e cuci di ingegneria genetica tale: da tramutare degli animali in essere semiumani. Ma il mito si rispecchia perfettamente, parliamo di shonen, ma in One Piece abbiamo già visto la sperimentazione umana, no? Chiedetelo a King e Kaido. Speriamo che il paragone letterario termini qui, perché la ricerca di Moreau terminò nel disastro totale, a porre fine a tutto le sue stesse creature-vittime.

‘Non è la prima volta che la coscienza si rivolta contro i metodi di ricerca.’

– H.G. Wells

Bene, sbarchiamo dall’Ipecacuanha dello sfortunato Edward Prendick e procediamo osservando le creature. Questi pacioccosi batuffolini: sono delle macchine di morte e distruzione. Guardate i visori, saranno evoluti, ok… ma sono l’upgrade delle bestie che accerchiarono Franky a Barjimoa, è innegabile. Non voglio riempitivi nei miei articoli, non sarebbe onesto verso di voi, la mia riflessione coscienza-macchina l’ho espressa nella precedente analisi (recuperatela, se gradite), li vi parlo proprio del conflitto fra istinto, codice genetico e programmazione di un essere vivente.

Passiamo a questa splendida Lilith che gronda cazzimma da tutti i pori

Diluvio sumero

Lilith è filo-malvagia, e ci gode. Quel sorriso, quel maledetto sorriso. Appartiene al Grinch. È l’espressione di chi racconta la leggenda di Babbo Natale a dei bimbi, e poi gli spiega esattamente perché non esiste, l’espressione di chi porge il braccio ad una anziana per attraversare la strada… per abbandonarla in mezzo le strisce pedonali.

La sto amando.

Cattivo Cenere, cattivo! Anyway

Per ora le entità Vega hanno in comune solo tratti astronomici. Piccolo appunto per tutti voi, qui mi soffermerò solo su Lilith. Volete la classificazione completa e una disamina eccellente di tutti i Vegapunk? Andate a vedere l’infernale video del Re sul 1062, vi dico solo questo: come creator non finirà mai di stupirmi.

Oda deve avere un debole (come dargli torto?) per le civiltà mesopotamiche, sumere, babilonesi. Illazioni? Allora volete proprio farmi scatenare l’inferno.

La scrittura cuneiforme fu una delle eccellenze assolute della cultura sumera. Che cosa era? Scrittura documentata. Praticata con dei cunei simili a chiodi su delle superfici, piattaforme, tavolette di argilla. Una delle prime forme di trasmissione di cultura e sapienza. I PG sono indistruttibili e incisi con l’agalmatolite, certamente, ma ciò non toglie che questo non sia un mero riferimento, bensì: una dichiarazione d’amore di Oda per quella cultura.

Lilith ha diverse figure. La prima che viene in mente è cristiana. La più antica? Assiro-babilonese, la tentatrice dei solitari, seduttrice spietata: tramite di Istar. Le sue radici nascono in nella Mesopotamia. Ma… anche all’unica stella nell’antica Babilonia legata a Enlil. Perché si collegano? Ninlin in Mesopotamia è Lilith, la stella è il vettore di Enlil: il che porta in maniera (plausibile) dritti dritti a YOKE. (spiegato anche questo nel video del Re, è inutile girare intorno ad una ricostruzione espressa perfettamente).

Lilith dunque non poteva non essere donna anche per Vegapunk.

Che vi dicevo? Gozer il Gozeriano veste prada

Il Re degli Inferi e il bicchiere d’acqua

Mentre la ciurma si diletta nelle nobili gesta del pianto, eccitazione e puerilità, si ergono loro. I due baluardi della ciurma.

Vorrei chiarire una cosa con voi lettori. In maniera chiara. Io amo tanto Zoro quanto Sanji (preferisco Robin eh, mica sò fesso). Ma avendo, in parte, la stessa estrazione marziale e indole: lo spadaccino mi sta a cuore. Stacchiamoci una volta per tutte da diatribe sterili, suvvia, siamo più intelligenti di così. È un’opera di fantasia: esalterò chi di dovere quando sarà il momento. E questo è uno di quelli.

Robin ha un passato da spia, mostra in un nanosecondo la sua perspicacia. Ma è Zoro a fare la differenza. Peraltro, la conversazione fra cloni evince dei fatti:

  • Shaka ha un animo simile ad un ricercatore integerrimo
  • non condividendo minimamente la condotta di Lilith ci lascia (abilmente) in stand by: aspetti agli antipodi, ma della stessa persona
  • se non la centrale, è l’entità per ora al comando: si mette in comunicazione con un soggetto specifico (non tutte le parti), è a conoscenza di informazioni precluse a Lilith (identità e caratteristiche dei pirati)

Si diceva di Zoro. Lo spadaccino è un pezzo di ghiaccio. La sfrontata Lilith viene salvata dalla saggezza di Shaka: ferma, guarda che ti sta per ammazzare. Al che… Zoro fa una richiesta a Punk.

Ho letto in giro, vuole diventare un cyborg, vuole fruttare le spade, vuole un occhio bionico (ho provato l’insana voglia di mettere la mano in un cassetto e chiuderlo con veemenza: per provare un dolore tale da cancellare quelle parole dalla mia mente. Evitando poi, tanto le rileggerò). Suvvia genti: Zoro è un Bushi, segue la via della Spada. Non chiederà MAI un potenziamento o una spada più forte. L’unico trauma che dimostra è Kuina, la bandana al braccio (che potrebbe tenere ovunque) somiglia intensamente ad un lutto perenne. Ha scatenato il Re conquistatore (agevolato dalla Enma) proprio realizzando che la promessa a Kuina… non andava definitamente in conflitto con quella fatta a Luffy.

Ebisu. Io non ho la verità in tasca, nessuno tranne Oda ce l’ha. Vi dico quel mi piacerebbe vedere e mi suggerisce l’istinto. Il bicchiere d’acqua della bambina ad Ebisu, Yasuie, il pianto di Hiyori parlando della maledizione dei SAD. Zoro non è insensibile. Il trauma della perdita gli rende difficile esternare le emozioni.

Troverei meraviglioso (e nella natura del Bushido) se il Re degli Inferi ripagasse un gesto gentile intercedendo per la gente di Wano

Willy Wonka’s nightmare

Facciamo delle considerazioni sul finale. Non mi confronterò con chi ipotizzava da anni, in fondo ci hanno preso tutti. Quello di Bonney e Kuma era un legame di sangue. Possiamo presumere, non di più. Ma ci sono certezze:

  • Bonney ha rivelato la tragedia del padre, non ha rivelato egli è Kuma
  • qualunque cosa vorrà fare, sarà difficile farla desistere, un uomo navigato (scusate, fare troppo il serio mi annoia)come Jinbe sottolinea e loda la sua fermezza nell’esporre i fatti
  • venne comunque scambiata per la Regina, quando invecchiò per assomigliarle, quindi la parentela è innegabile

Il laboratorio di Punk assomiglia veramente alle trasposizioni cinematografiche di Willy Wonka. Ma ricordiamoci che aveva anche il tunnel degli orrori, per non parlare dei suoi tratti caratteriali saturnini: che mettevano alla prova il protagonista. La sala ha ogni tipo di balocchi compreso un pad in stile Nintendo (me l’ha fatto notare il Doc). I nostri si scontrano con gli ologrammi atti ad addestrare (presumibilmente) gli automi.

Atlas è uno spasso, ma dà tanto da pensare:

  • effettivamente incarna l’aggressività, non solo per il cartone restituito a Luffy, ma per aver sderenato (senza motivi) il Kaiju… solamente per sfogare la sua frustrazione
  • essendo ispirata ad Astroboy sembra effettivamente più un robot che un androide, come invece sembrerebbe Lilith
  • abbiamo una prospettiva definita: ogni parte avrà peculiarità personali. Lilith presenta (parrebbe) dimensioni umane: Atlas ha un aspetto infantile e proporzioni da bambini giganti di PH

Ah, per quanto irreale, se i guanti fotonici servono a colpire la luce: a me viene in mente principalmente Kizaru, poi, ancora non saprei. Che famo? Chiedemo a Sentomaru appena esce? Daje

Il serafino di Orso è un gesto di disprezzo? Effettivamente non è lui in persona. E già lo definiscono problematico. Non si distingue se sia infante come i serafini una versione (a me sembrava così) più adulta. Vedremo. La frase finale è agghiacciante. Im-sama è veramente il lato oscuro di One Piece. Se sei furbo non chiedere. È il messaggio raggelante trasmesso. Non solo il GM è così autonomo da permettersi di ucciderlo anziché far trapelare notizie… ma la CP-0 conosce parte dei fatti, sa che è meglio non parlare.

Perché nessuno è al sicuro

Una crisalide nel cemento

Facciamo un plauso a Oda sensei, per uno dei capitoli più divertenti da leggere degli ultimi anni. Non confondete mai l’ironia con il cinismo, nemmeno nei manga, genti. E, in definitiva…

L’Isola della scienza (vista alla Asimov) ha un qualcosa di sinistro. Un clash neuro/mantico con corpo cibernetico, intelligenza artificiale e intelletto umano. Un plot-twist preordinato è la spina dorsale, la programmazione pavloviana di esseri viventi il sistema nervoso, la feroce semplicità del da Vinci di Oda i tratti somatici: lì dove, l’automazione umanizzata è ideologia di criterio totalizzante.

Egghead sarà un cromosoma importante nel DNA della genesi di One Piece.

“Il cinismo è la comicità in cattiva salute.”

– H.G. Wells

Cenere

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