One Piece 1113: iniziare dalla fine; Nika-Noè-Noah; tra Pangea e Ohara

da Stefano 'Cenere' Potì
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‘Whats the purpose if this life wont last?
Pulling everyone down with me

In waves’

– Trivium, In Waves

Salve genti, nuova analisi, capitolo 1113: acqua cheta rode i tempi.

Ammesso sia sensato riconoscere la purezza shonen in una persona, quella è Eiichirō Oda. Il capitolo attuale, oscillando tra istinto e razionalità, offre un’esperienza completa: echi di romanticismo, ritmi frenetici, l’ombra persistente del mistero e un colpo di scena che vibra di una tensione rimbaudiana. Si distacca dalla consueta altalena di siparietti e parole criptiche, preferendo poche – stupefacenti ma già ampiamente ipotizzabili – supposizioni capaci… Di smuovere anche una mummia.

Per esempio, l’equilibrio mantenuto dal Governo Mondiale finora, è veramente un’azione nociva?
Un (passatemi il termine) Diluvio Universale, non toglierebbe di torno per primi proprio gli utilizzatori di frutti, ossia ciò una forza creatrice di vita (il Mare) odia indistintamente?
Eccetera eccetera…

Nella mente si dipanano termini enigmatici quali ‘Arca Noah’, ‘Pangea’, ‘Joy Boy’ e ‘Secolo Vuoto’. Potrebbe essere, e sottolineo potrebbe, che il culmine di una saga tanto eclettica quale Egghead si riveli un filo rosso che, in un atteso epilogo, congiunga queste realtà altrimenti inconciliabili?
Una cosa alla volta genti.

E’ il momento dell’Elzeviro

Risate postume

Mi piace pensare a Clover come John Coffey e Vegapunk come Paul Edgecomb ne Il Miglio Verde, e non tanto pour parler.

Intanto, iniziamo dall’affascinante Color Spread: la scelta di questa tavola, in considerazione del contesto narrativo, appare tutt’altro che casuale. Oda è abile nell’intessere continuamente trame che affondano le radici nel passato, pur rimanendo saldamente ancorate alla sostanza degli eventi. L’ottica degli scacchi mossi da Robin, oltre che spassosa, è incredibilmente veritiera, offrendo una visione della ciurma che qui possiamo apprezzare in veste policroma ed elaborata:

  • Chopper: individualmente meno potente degli altri, il compito principale dei pedoni è avanzare lungo la scacchiera per raggiungere l’ottava traversa. Quando un pedone raggiunge l’ultima, può essere promosso a qualsiasi altro pezzo, tranne il Re. Una bella metafora sulle trasformazioni di Chopper in base le situazioni e le strategie correnti. La promozione di un pedone può trasformare un pezzo debole in uno molto potente. Semplice ma efficace.
  • Zoro e Sanji: il cavallo negli scacchi è uno dei pezzi più versatili, grazie al suo movimento a L. È in grado di aggirare le difese avversarie e creare minacce sorprendenti. Può controllare lo spazio centrale per influenzare lo svolgimento della partita, difendere il Re dalle minacce, esercitare pressione su caselle chiave e saltare altri pezzi, ossia penetrare le linee nemiche. Queste caratteristiche trovano riscontro nelle abilità delle Ali del Capitano. Scelta magnifica quanto simbolica.
  • Jinbe e Franky: le Torri, in sintesi, sono duttili e possono essere utilizzate sia per il controllo della scacchiera che per la difesa e l’attacco, spesso cruciali per sviluppare strategie vincenti. Possono coordinarsi con la Regina, gli Alfieri o i Cavalli per attaccare il Re avversario o minacciare pezzi opposti importanti. L’esempio calza perfettamente, poiché la maturità e la calma di Jinbe e Franky favoriscono una maggiore ponderatezza rispetto all’impulsività dei più giovani. Per non dire casinisti ante litteram.
  • Nami, Brook e Usop, qui, mi sono scassato dalle risate. Di base, gli Alfieri hanno principalmente due compiti fondamentali negli scacchi: supportare l’avanzamento degli altri pezzi o difenderli, inclusa la Regina. Posizionati strategicamente, possono proteggerla dalle minacce avversarie o collaborare con lei per crearne di maggiori. Tuttavia, poiché la Regina stessa ha già una grande mobilità e potenza, è più comune che sia utilizzata per la difesa anziché essere difesa dagli Alfieri. Difatti, Brook spesso si infiltra nelle linee nemiche in modo trasversale (e lo stesso fa Usop), mentre Nami è decisamente più combattiva di un Alfiere, come dimostrato quando lei e Usop difesero O’-Tama. La perfezione.
  • Luffy è il Re: pezzo notoriamente penalizzato nel movimento (la prenderei come una metafora sulla sua materia grigia), ma determinante nel supporto tattico e nell’attacco finale, per raggiungere posizioni chiave e influenzare, eventualmente, il risultato della partita.

Nico Robin è la giocatrice.
Il primo parallelo efficace si presenta nella meravigliosa scena in cui Nami, in qualità di Regina della scacchiera, intuisce la mossa di Saturn e la protegge. Un secondo altrettanto significativo emerge con Luffy, li descriverò entrambi nei paragrafi relativi, come sempre.
Ora però è giunto il momento di riporre la scacchiera e immergerci nell’analisi del capitolo, poiché proprio l’archeologa rappresenta il lascito della volontà di Clover, con la sua saggezza e anima compassionevole, e del desiderio di Vegapunk, con la sua comprensione del mondo e il desiderio di espiazione. E’ questa la similitudine con John e Paul nell’opera di Stephen King, la trovo confortante e mi fa sorridere, qualunque sia l’epilogo di Egghead.

Perché, finalmente, Mary Geoise ha percorso il suo Miglio Verde.
E da qualche parte Clover ride come un matto.

Signore e signori: cap. 1113…

Vox populi, vox Dei(?)

C’è un enorme divario tra l’opinione pubblica e le politiche pubbliche.’

– Noam Chomsky

Le dichiarazioni di Vegapunk avranno un impatto determinante sul resto della narrazione di One Piece, è lapalissiano. Il titolo del capitolo, Stallo, si rivela appropriato su diversi livelli e inizia inaspettatamente con un ripassino storico. Il che fornisce una lussuosa panoramica sugli angoli del globo che presentano uno o più collegamenti diretti con i protagonisti in gioco, sollevando scenari e riflessioni di grande interesse. Ma prima introduciamo la regia della scena.

L’eterogeneità di pensieri che affiorano da una medesima personalità è quanto mai emblematica: fa genuinamente sorridere, dal pragmatismo di Shaka nel tenere sotto controllo il tempo, all’atteggiamento introverso di Pythagoras, preso dall’ansia da palcoscenico, e nella semplicità di Vegapunk, che si dispiace per il caffè ancora fumante, nonostante sia pienamente cosciente del destino prossimo alla Waterworld.

Tralasciando per il momento Mars, analizziamo la panoramica di cui sopra:

  • Shirop, come tutti sappiamo, Kaya ha i big money, quindi Carota, Cipolla e Peperone già immaginavano un audio stereo diffuso su un minimo di 30 pollici in ultra HD 4K. Tuttavia, Merry-boy dice nisba, non perché la padrona di casa non possa permetterselo, ma perché poi dovrebbe essere lui a occuparsi della bestia. Scherzi a parte, è davvero meraviglioso vederli crescere accanto ad una Kaya sorridente e in salute. Prima di tutto, siamo vicini al momento del video-messaggio, quindi l’articolo sul macello dei Mugi ad Egghead è ben noto, ma l’idea che Usop stia commettendo dei crimini non li sfiora neanche. Anzi, Kaya mostra gratitudine ed entusiasmo verso le innovazioni mediche apportate dallo scienziato (ricordate la riserva di organi durante la ricerca del traditore, per esempio?). A questo punto, Peperone si vanta di conoscenze inesistenti, Carota la butta in caciara e Cipolla, che voleva diventare scrittore e ha letto qualcosa, li rimette in riga dicendo loro di studiare. È una scena semplice e diretta che conferma lo stato delle cose: il mondo ha fiducia in Vegapunk.
  • Promontori Gemelli, ahhh… Crocus-boy, sapete che oltre alla mega-argomentazione del Bike in proposito, esistono altre teorie internazionali che avvalorano il suo comportamento altisonante e losco? Anche confermato da Luna Piena Art, in una live con il Re Sommobuta. Detto questo, nella vignetta è quantomeno paradigmatico il messaggio della generazione precedente che osserva quella nuova. Ma, allora perché non mettere Rayleigh? Solo questo ragionamento mi fa ridere fino alle lacrime. Qualunque sia la verità su Crocus, è un personaggio magnetico. Poco da dire in proposito, mi ricorda la scena di Una pallottola spuntata, quando Frank Drebin va in bagno con il microfono acceso e si mette a canticchiare: ‘mmmh, tutti a dire st***zateee…’. Ecco, credo che Crocus stia pensando esattamente questo. Procediamo.
  • Balgimore, il paese natale di Vegapunk stesso, offre uno spaccato di ironia e affetto tra il mito e i ricordi. Lo scienziato viene scambiato per ‘l’incubo’, ma in realtà era Franky in preda alle fiamme, che ora, a quanto pare, è diventato una nave. Come posso rimanere serio mentre scrivo, mi chiedo? È sintomatico notare quanto la popolazione viva di frammenti di informazioni e che il filtro imposto dal Governo Mondiale sui media diluisca praticamente qualsiasi notizia approfondita o rilevante. Tuttavia, uno dei vecchietti, di età comparabile a Vegapunk e che sembra avere un’affettuosa conoscenza personale con lui, sottolinea lo studioso come orgoglio e vanto dell’isola. Fin qui tutto conforme allo schema, riproponendo l’enfasi sul fatto che il messaggio trasmesso gode di piena autorevolezza.

Qui, il tono varia sensibilmente:

  • Regno di Torino, il capitolo si concentra sugli stalli e sui crimini commessi. Qui, abbiamo una percezione diversa delle persone nei confronti di Vegapunk. Il popolo di Torino appare solo in apparenza grezzo; sono proprietari di un’enorme biblioteca e dotati di armi tecnologicamente avanzate, al di là dello stereotipo del selvaggio e primitivo. Sono anche notevolmente eruditi in materia di conoscenze mediche (Kuma-boy mandò Chopper sull’isola per prepararsi allo Shinsekai). Infatti, riconoscono Vegapunk come il padre della scienza moderna, ma ne disapprovano la condotta etica in quanto creatore di armi in quantità industriali. Nessuno mette in dubbio la sua statura accademica, piuttosto quella morale.
  • Hachinosu rappresenta la quota del generico e del qualunquista, ma attenzione, non in quanto pirati, bensì come incarnazione dell’Italiano Medio alla Maccio Capatonda. Questo termine si riferisce agli italiani che si accontentano di avere il calcio e la TV, o agli americani che sono soddisfatti con il football e gli hot dog. Non si tratta di una critica sociale, affatto; significa solo che c’è una parte della popolazione a cui semplicemente non interessa. Punto di vista incisivo, perché è importante tener conto anche di questa semplice verità (come del fatto che ad alcuni pirati interessa eccome, infatti zittiscono gli altri).
  • Sabaody, Germa, Morgans: tre punti di vista particolari che delineano la reazione della gente alla notizia improvvisa della morte dello scienziato. Duval incarna il pensiero che potrebbe scatenare una reazione del popolo contro la pirateria (a meno che il resto del discorso di Vegapunk non li scagioni, ma questo lo discuteremo più avanti). Giustamente, per ora, la notizia è quella di un sequestro al mattino e un assassinio poche ore dopo. Caesar è una fonte continua di divertimento, e la vendetta del neo-Mads è andata a farsi benedire. Lui e Judge sono due canaglie (anche se Caesar ha un cuore, capace di mostrare umanità e rimorso), quindi la loro reazione non poteva essere diversa. Spero in un loro ricongiungimento con Queen, perché sono personaggi che hanno ancora molto da dire.
  • Quanto a Morgans, è incredibile quanto possiamo percepire delle tematiche sull’informazione moderna in poche parole. Molte emittenti private (lo so per esperienza personale) sono state annientate dall’evoluzione dei telefoni cellulari e dei tablet. Il ragionamento è stato semplice: “Perché dovrei seguirti se ho tutte le notizie del pianeta in tasca, con due click?” E così addio sovvenzioni statali e pubblicità con i privati. Lo stesso discorso vale per fare il content creator attraverso piattaforme ufficiali. YouTube e Twitch sono ormai come emittenti televisive, dove non si è soggetti a un capo (se non una serie di regole che determinano il vivere civile) e le modalità di comunicazione sono più flessibili. Quindi Morgans si dispera perché esiste un’alternativa fruibile da chiunque, immediata e con una diffusione capillare e potenzialmente virale: lo streaming. Solitamente tifo per Morgans, ma qui ho davvero riso forte.

In tutto questo, Mars mostra il consueto distacco inumano a cui i Gorosei ci stanno abituando. Si permette addirittura una digressione filosofica mentre osserva, in una splendida vignetta, il Punk Records:

Che cos’è la morte? Dove albergano i pensieri?

Mars non è diventato un fine pensatore, è abituato ad un approccio intollerante, che privilegia la repressione e la coercizione piuttosto che il rispetto dei diritti umani. E’ solo infastidito dal fatto che la mente di Vegapunk sia sopravvissuta alla dipartita dello scienziato, I Gorosei dimostrano una fede eccessiva nel loro sistema repressivo. Infatti, l’Itsumade è disposto a ribaltare mezza Egghead pur di arrivare in tempo e disattivare il trasmettitore. Poi, con calma, si mette a dare del pirla a Vegapunk e a filosofeggiare, finché non si rende conto di essere stato giocato. Ed è qui che mostra la sua vera natura, esattamente come Saturn. Avete presente il cliché dei villain che sproloquiano i loro piani di conquista, e l’eroe prende tempo ribaltando la situazione? Beh, sebbene moralmente grigio, lo scienziato è riuscito a ingannarli per anni, e con tanto di beffa finale.

Il che ci porta decisamente alle scelte di Vegapunk.

Dal quadro generale emerge un’immagine nitida: Vegapunk può essere visto sia come vittima che come carnefice. Esiste un equilibrio precario, poiché da un lato alcuni lo condannano moralmente per le sue azioni, mentre dall’altro è evidente che abbia mentito al Governo Mondiale conducendo ricerche e progetti vietati. Questa dualità rende difficile classificare Vegapunk come semplicemente buono o cattivo. Le sue azioni, che includono la creazione di armi di distruzione di massa e la sperimentazione umana, sollevano interrogativi sulla sua moralità e sui suoi intenti. Voleva veramente estendere la conoscenza del Punk Records a tutti? Pur conoscendo la storia di Kuma e la follia dei Celesti?.

Qualcosa non torna proprio alla base.

Lo scienziato non fa altro che parlare di pace nel mondo. Fin da piccolo ha cullato il sogno geotermico, come dimostra l’indiscutibile affetto della gente di Balgimore nel capitolo stesso. Nel capitolo 1068, Il sogno di un genio, Vegapunk prende letteralmente la tangente dichiarando la possibilità di una pace universale. Afferma che la fonte principale di guerre è proprio la mancanza di energia: la produzione limitata crea dissapori e alimenta i conflitti globali. Questo è l’epicentro dei pensieri di Vegapunk, che parla di due crimini, e parallelamente è in debito verso due personaggi, Kuma e Clover:

  • Abbiamo visto la rabbia genuina dello studioso verso Saturn quando Kuma è stato vessato e condannato. Una persona interessata non avrebbe reagito così; è la risposta emotiva di chi ha una coscienza. Questo porta Vegapunk a rischiare la vita mantenendo i segreti di Kuma, installando il chip di comando in favore di Bonney e mettendo a repentaglio la propria vita e i propri sogni.
  • Nel corso degli anni, raccoglie l’eredità di Ohara. Infatti, sempre nel capitolo 1068, fa alcune dichiarazioni che mettono tutto in prospettiva: “Per tutto questo tempo ho sfruttato i fondi del governo e ho condotto tutte le ricerche che volevo, per creare un mondo in cui l’energia si diffonda gratuitamente ovunque.” Ma occhio alla concatenazione dei fatti: termina il suo discorso dicendo, “I miei studi sull’energia mi hanno avvicinato a quella che attivava l’antico robot soldato, e per tramandare la volontà di un amico scomparso mi sono avvicinato troppo… Ora il governo mi cancellerà come ha fatto con Ohara!” In quel momento finiscono le informazioni, perché è arrivata la CP-0. Vegapunk non ha mai digerito cosa hanno fatto a Kuma, e legatosi al dito l’assassinio di Clover, si è messo in proprio.

Il percorso delle azioni del luminare include anche il distacco dal movimento dei rivoluzionari (che all’epoca non era ancora il Fronte Rivoluzionario, ma piuttosto composto da 4 gatti male organizzati, con un Dragon pacifista e non pronto a usare le maniere forti). Solo successivamente, il figlio di Garp sancisce la conoscenza e la collaborazione tra Vegapunk e Kuma. Questo segna il culmine delle remore dello scienziato, che si fa carico dei desideri di Orso. Perché? Semplicemente perché, preferì sporcarsi le mani pur di ottenere i fondi per proseguire nelle ricerche, insomma, Vegapunk ha segretamente svolto azioni volte a sabotare o minare il governo. Per anni, quindi, si è trovato a bilanciare la sua sopravvivenza personale e il mantenimento della sua posizione con il desiderio di agire contro un regime che riteneva immorale e pericoloso. E che – dopo i fatti di Kuma – probabilmente odia con tutto se stesso.

Certi fatti accadono anche nella realtà, la storia di Claus von Stauffenberg e il Complotto del 20 luglio è ben nota, e non è l’unica.

Rimanendo consci dei possibili elementi esterni della trama e procedendo per esclusione, i crimini di Vegapunk dovrebbero essere i seguenti: A) la creazione di un’arma equivalente alle nostre testate nucleari (è pur sempre ispirato ad Einstein), poiché sapeva bene di non costruire un tostapane, ma piuttosto una furia divina in miniatura, capace di annichilire ogni forma di vita, lasciando dietro di sé solo distruzione. E di certo non è opera di York, perché nel capitolo 1089 Ju Peter chiede al satellite: ‘Quel Mother Flame… sai riprodurlo anche tu, vero?‘ Quella è opera di Vegapunk, e sa bene – nonostante qualsiasi nobile intenzione – che si tratta di un crimine contro l’umanità; B) nel profondo di sé, non credo si sia mai perdonato per non aver salvato Kuma. Qualunque sia stata la causa ispiratrice (la pace, il progresso), sa bene che era suo dovere combattere per una persona vessata e posta a ricatto. Era suo dovere lottare per un amico. Con Clover è diverso; è solo potuto arrivare sul posto constatando i fatti e riproponendosi comunque di ereditarne la causa. Infatti, ci ritroviamo ora in quel campo di battaglia che è Egghead.

Splendida, da parte di Vegapunk, la tattica degna della psicologia della battaglia rap in 8 Mile, ossia: mi brucio con le mie mani, in maniera che tu non possa più infierire e ferirmi. Eh si, seppur frammentata dagli scontri, seguendo il dialogo di fila il senso è chiaro.

  1. Lo scienziato vuole fare ammenda per i propri crimini.
  2. Sa benissimo di firmare la propria condanna a morte.
  3. La registrazione ha esito qualora i suoi valori vitali (il monitor cardiaco in bella evidenza nei capitoli precedenti) si fermassero, quindi, avrebbe continuato a fare macelli e disobbedire, o gli dava il benservito pubblicamente. Diamine, se l’era studiata da Dio.

Ora viene un punto delicatissimo, attenzione, nel rispetto del lavoro di chiunque: mi atterrò ad una stretta analisi. Ma, le traduzioni che ho visto ‘nell’internet’ non riportano fedelmente le parole di Vegapunk. Lo scienziato dice:

…coloro che mi giudicheranno, chiunque essi siano, non voglio dipingerli come malvagi. Io non discuto di bene e male. E non ne so abbastanza riguardo a “lui” per poterlo fare…

Questo cambia parecchio, cambia praticamente tutto.

Se il vecio avesse detto ‘perdonate chi mi ucciderà, non riteneteli malvagi‘, chiaramente la registrazione risalirebbe all’arrivo dei Mugiwara, un tentativo di scagionarli agli occhi del mondo. Tuttavia, come avete visto la frase è ben più generica e, a dirla tutta, fa quasi pensare ai marine. Perché lo scienziato sa bene che il braccio armato del governo è inconsapevole, proprio come i marine sull’isola, non minimamente consci di cercare di uccidere una bambina o di ostacolare una divinità che combatte segregazione, schiavitù e genocidio di massa. Siamo di fronte al paradosso? Mais oui, mon ami.

E quel ‘lui’? Ovviamente viene in mente Imu, ma come potrebbe saperlo Vegapunk? Certo, potrebbero esserci delle briciole di pane nei libri storici (Emporio non parlava forse della famiglia Nerona?), ma la frase in sé risulta devastante: lo scienziato è al di là del bene e del male, non si prefigge di giudicare, ritiene che non sia il suo compito, tranne che informare l’umanità. Questo mi ha snervato parecchio. Solitamente cerco di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno parlando di One Piece, cerco comunque di trovare del buono nelle scelte del sensei, faccio live e scrivo articoli colti da elefantiasi letteraria… il tutto per godermi l’opera con quanta più gente possibile e divertirmi. Ma questa volta mi ha fatto sbroccare. Va bene avere climax ansiosi, va bene diluire la saga per innalzare l’hype, va bene persino lasciare un cliffhanger con un’unica frase finale che è un’ipotesi discussa da anni. Ma sarebbe ora di finirla con le ambiguità multiple dietro ogni singola parola.

Stringando, è ragionevole pensare che Vegapunk volesse scagionare i propri carnefici, in quanto: A) o nella posizione sbagliata, al momento sbagliatissimo; oppure inconsapevoli di servire il ‘Lato Oscuro’. Fatto sta che il luminare si esprime in medias res per catturare immediatamente l’attenzione dell’auditorium. Ovviamente per generare curiosità, interesse e coinvolgimento fin dall’inizio del discorso. L’effetto desiderato (sia da Oda che da Vegapunk) è farci rimanere incollati per scoprire come le informazioni presentate condurranno alla conclusione sorprendente già esposta.

A proposito di argomentazioni esposte e traduzioni corrette, questa sera ci sarà la Fatal, come sempre alle 21.00!

https://m.twitch.tv/bikeandraft?desktop-redirect=true

Il discorso rimane aperto, peraltro. Lo studioso opta per informare in maniera fredda e asettica il pianeta? Oppure tutti gli anni passati a macchiarsi la coscienza hanno ragione d’essere, e quindi le sue ricerche potrebbero aiutare l’umanità in questo ‘diluvio’?

Vediamo se manterrà il consueto distacco da vuoto morale, oppure onorerà Clover e Kuma, in un copernicano rivolgimento sull’identità del Governo Mondiale.

Over the top

Hai preso la tua decisione… ora vediamo se riesci ad imporla.’

– Eric Draven, Il Corvo

Il capitolo fa rivivere i fasti della celeberrima frase Astri di demenza. Ricapitoliamo?

  • Mars si accorge con notevole ritardo del trucco, la trasmissione si avvia, quindi perde la sua calma da Dandy, tira un bestemmione e parte
  • Ju Peter (giuro ragazzi, ho le lacrime per le risate) dice ‘non si ferma‘ (madre de Dios, che spirito d’osservazione)
  • il trittico Mars, Nusjuro, Warcury realizzano solo ora e grazie all’imbeccata di York: che Vegapunk sta presentando il conto di Ohara

Manica di cervelli di paramecio. Roba da sagra dell’imbecillità, costoro sono un monumento all’idiozia. Ahhh, mi sento molto meglio, anyway. Vegapunk ha trascorso un lungo periodo di tempo con Kuma: l’apice della rivoluzione in forma umana. Avete visto personalmente lo scienziato impazzire per le sevizie fisiche e mentali inflitte al suo amico, lo avete orientato a creare qualcosa tratto da antiche ispirazioni (il Mother Flame). L’unica cosa che temete tanto da rasentare l’isteria è che il passato sia rivelato. Quindi giustamente non siete mai riusciti a catturare Nico Robin, allieva numero uno di Clover, l’unica chiave che apre il vaso di Pandora. La stessa che poi si unisce alla ciurma che ha dichiarato guerra al Governo Mondiale, il cui capitano ha pestato come una zampogna un Celeste, liberato mezza Impel Down per poi assaltare il Comando Generale della Marina, per poi diventare il vostro anticristo su misura: Nika.

Ma dove c***o avete la testa?

Mille scuse, procediamo, gli astri hanno una psicologia spicciola, gli umani sono insetti inferiori incapaci di reagire. Pensiero stupendo di chi non riesce a catturare un frutto da quasi un millennio, ridiamo che ci fa bene dai. In compenso, ora abbiamo dei veri picchi emozionali e narrativi.

Inizio ad avere una teoria sul radar-lady di Sanji: è una manifestazione della tonalità della percezione, collegata al suo debole per il genere femminile, inconsciamente, è costantemente alla ricerca di donne, vero? E in questo momento la sua mente è estremamente concentrata su Bonney, Nami, Robin, Lilith e Stussy, giusto? Bene, per il vostro affezionatissimo scrittore di recensioni, è Haki inconscio. Occhio, non c’è bisogno che Oda lo spieghi: funziona perfettamente rimanendo una gag (opinione personale).

Ad ogni modo, il cuoco la percepisce: e qui abbiamo una scena suprema.

Punto primo, Nusjuro dice questa frase:

Jewelry Bonney, non possiamo consegnarti alla forza militare della Marina…

La quintessenza dell’ammissione di colpa, se consegni un testimone vivo, quello inizia a parlare, e in due secondi Bonney si mostra una bambina di 12 anni che dispone di un lunghissimo elenco di iniquità del governo, testimoni eccellenti, alleati potenti. Sarebbe come compilare e firmare una confessione di proprio pugno.

Al che Sanji fa la cosa più Zeffiana che si potesse immaginare… difende una donna a suon di calci. In una secca evoluzione di vignette marchiate a fuoco, il pirata ferma il Gorosei giusto un istante prima, e con un leggiadro, lieve e soave esprit de finesse, prova (e quasi riesce) a scambiargli la testa con il c*lo. Mi sono messo a sghignazzare con gli occhi lucidi. Vuoi perché Sanji è incorreggibile (vaneggia pretese sull’essere l’unico interesse di Bonney), vuoi perché ho visualizzato nella mia mente il sorriso di Kuma e Ginney, e Sanji stesso che pelava patate felice sul Baratie, abbandonando dietro di sé i brutti ricordi.

Un Sanji incredibile genti, prova vivente che non serve una corona per essere nobili. Immenso.

Nusjuro ribatte duramente, per fortuna Oimo e Kashii gli ricordano che i giganti sono pur sempre dei titani, quindi stallo. Al che Bonney mostra i muscoli, letteralmente, rinvigorita dalla consapevolezza di Nika, attiva il Distortion Future, e prendendo spunto dalle lezioni impartite da Luffy: carica una fucilata che promette lo stesso impatto del Pugno Serio di Saitama. Purtroppo non conosciamo ancora l’esito, ma l’adrenalina non finisce qui, anzi. Saturn arriva in cima, adottando lo stesso stile di Mars con Zoro e Jinbe. È addirittura disposto a ‘graziare’ i Mugi pur di bloccare il messaggio, solo che incrocia il suo cammino con Robin. Quest’ultima riconosce la sua voce (interessante, diamine) e capisce chi è, rimanendo paralizzata e…

Il ruolo di Regina e Giocatrice si inverte.

La bussola morale della ciurma evita lo scacco, a quel genio di Nami basta un istante per visualizzare il disegno generale e tutti i pezzi della scacchiera difendono la regina. Magnifico, non oso immaginare quale potenza assoluta questa scena avrà nella versione animata. Roba da cardiopalma. Solo la vignetta in cui Brook, Chopper e Usop non esitano un istante vale il capitolo stesso. E’ letteralmente Nami a salvarle la vita, perché la pone fuori portata, il lettino dove Robin si riposava salta letteralmente per aria, infatti.

Ergo, anche qui uno stallo.

Nico Robin potrebbe conoscere il nome del Regno Antico? Mmmh, forse è più corretto chiedersi se questo frangente abbia una sua utilità. L’identità di Morgans, il viso di Imu (e di Lily), il nome del regno antico: ci sono spunti di trama che alimentano misteri, ma solo alcuni hanno uno specifico peso narrativo. Sono incline a pensare che il viso di Imu non venga mostrato (per chi mi segue da sempre, sa che non formulo questo pensiero per la prima volta) perché potrebbe essere familiare e svelare qualcosa al pubblico. Potrebbe evidenziare un collegamento che ci farebbe trarre conclusioni definitive nella trama orizzontale. Il nome del Regno Antico è una faccenda diversa. Potrebbe essere qualcosa di assolutamente neutro; ad esempio, i Celesti hanno nomi ibridi di cultura spagnola e scandinava, ma finora non hanno avuto alcun significato. Altresì, ricordare proprio in questo capitolo la base dei Gorosei, il castello dove si tiene lo stesso Reverie, chiamato proprio Pangea, non è un dettaglio grottesco e inquietante?

Robin chiese a Luffy, nel loro primo incontro, perché le persone con la D combattessero. Successivamente, durante gli eventi a Wano, chiede al capitano se sia interessato all’arma ancestrale. Riflettiamo: lo chiede ad un pirata? No, lo chiede a una D. Questo rivela la profondità della mente di Robin. Ha già dichiarato la sua assoluta fiducia nel capitano, quindi nella D, in un affettuoso appello a Dressrosa, dicendo: “ho la massima fiducia in Luffy, da sempre. Lui è l’arma segreta della ciurma”.

Esattamente come nella Color Spread, dove (sorridente) muove il Re nella giusta direzione di attacco. Molto, molto fine.

Panthalassa a serramanico

‘Se riversassi tutte le bugie che ho raccontato nel Mississippi, il fiume si alzerebbe e inonderebbe la città.’

– Ruta Sepetys

La profezia di madame Shirley si potrebbe collocare nella visione dataci da Vegapunk? Il Mother flame c’entra qualcosa con l’innalzamento delle acque? Smetterò mai di odiare Homing? Scusate, vado avanti.

Shirley non ha sbagliato sin dall’età di tre anni, la distruzione avverrà. Il Mother Flame c’entra per una questione prettamente fisica (e ricordiamo che One Piece ne ha una tutta sua), ma quello su Lulusia fu il primo esperimento: non ce ne sono stati prima. A meno che non sia avvenuto in un’altra epoca e con una differente forma di energia. Il tempo è tutto in One Piece. Ecco perché Saturn attacca immediatamente Robin, l’unica che può leggere i Poneglyph. Il ponte che viene costruito da 700 anni non è una risposta (ricordate che le mie sono opinioni personali, con Oda tutto è il contrario di tutto). A che serve un ponte contro l’innalzamento delle acque, considerando la comoda e praticissima altezza alla quale si trova Mary Geoise? Le risposte risiedono in un passato più antico di 700 anni: solo il palazzo di Alubarna vanta un’origine di almeno 4000.

Questa specie di Diluvio (identifichiamolo così giusto per dargli un’accezione biblica) si basa su due interrogativi assoluti:

  • Il governo sta avviando l’epurazione definitiva?
  • O vuole evitare l’estinzione completa?

Per logica, questi degenerati rifiuti umani, dediti al vizio, con contorno di omicidio di massa e pazzia sciroccata: non possono incarnare il bene. Loro no, assolutamente. Ma quella è la casta sociale, e quest’ultime – a volte – cambiano nel tempo. Esempi pratici? Inizialmente fondato su valori di legge, ordine e giustizia, l’Impero Romano nel corso dei secoli ha subito un processo di decadimento morale e politico. Durante il regno di Luigi XIV di Francia, la corte di Versailles era considerata il centro del potere e della cultura europea. Tuttavia, nel corso del tempo, la corte è diventata un simbolo di spreco e corruzione. Inizialmente fondata su principi di democrazia e mercantilismo, la Repubblica di Venezia nel corso dei secoli è diventata sempre più corrotta e oligarchica. Le famiglie patrizie veneziane hanno consolidato il loro potere economico e politico, escludendo sempre di più il popolo dalla partecipazione al governo. Posso andare avanti fratelli. Quanto tempo avete?

In effetti, i nobili celesti incarnano la totale perdita di ideali e valori, fungendo da scudo perfetto per la mente dietro le macchinazioni: Imu. Quest’ultimo/a si tiene nascosto dietro questa copertura (il popolo teme persino di incrociare la strada di un nobile, figuriamoci presentarsi a Mary Geoise) e procede silenziosamente con i suoi piani, che potrebbero essere radicalmente diversi dagli obiettivi dell’élite del Governo Mondiale. Numerosi dettagli ben congegnati ci inducono a escludere tale possibilità: il razzismo crudele di Figarland, la follia evidente nei ‘giochi di God Valley’, e la malvagità spietata di Charloss. Tutto ciò non esclude l’ipotesi che Imu abbia un piano, e della famiglia Nerona non sappiamo assolutamente nulla. Non conosciamo con certezza neanche le informazioni in possesso di Vegapunk, diamine.

Anche per amore della logica, che senso avrebbe continuare di Mother Flame per obliterare la popolazione? Distruggendo così: manovalanza, introiti e la comodità degli schiavi? Per ora non formulerò un’ipotesi precisa, devo basarmi su fatti plausibili, non su una frase che noi creator consideravamo già da anni. Ovviamente occorre fare un ragionamento in base le informazioni…

Me lo sono sempre chiesto, perché il castello si chiama proprio Pangea?

La Pangea si separò a causa dei movimenti delle placche tettoniche, un processo geologico che ha portato alla formazione degli attuali continenti. Tuttavia, questi effetti sono su scale temporali geologiche molto più lunghe rispetto all’innalzamento del livello del mare causato globale. In One Piece, il mondo è un mosaico di isole sparse, residui di una Pangea frammentata. L’Arca costruita da Joy Boy potrebbe simboleggiare la speranza di salvezza, un mezzo per superare un cataclisma. Nel mito biblico, l’arca è stata costruita per salvare la vita dalla distruzione totale. In One Piece, potrebbe rappresentare un piano di fuga per preservare la vita in vista di una minaccia imminente, forse legata agli antichi armamenti o al potere nascosto del secolo vuoto.

Il mito di Noè, come narrato nella Bibbia, non impone esplicitamente una scrematura sociale, ma piuttosto presenta un giudizio divino sull’umanità nel suo complesso. Secondo il racconto biblico, Dio decise di mandare il diluvio a causa della malvagità e corruzione diffusa tra gli uomini. Noè fu scelto per la sua rettitudine e integrità. La storia si concentra sulla conservazione della vita e sulla possibilità di un nuovo inizio per l’umanità, piuttosto che su una selezione basata su status sociale o altre distinzioni umane. Tuttavia, il mito può essere interpretato in vari modi, e alcune letture potrebbero suggerire che, attraverso il diluvio, si sia verificata una forma di selezione naturale o divina, in cui solo alcuni sono stati salvati per ricominciare la civiltà. E per selezione naturale, a me vengono in mente solo due fattori:

  • se esiste una società marcia e da riplasmare sono proprio i Draghi celesti, che guarda caso sono gli unici appollaiati il più possibile lontano dai mari
  • il mare odia i frutti e i loro possessori, beh, questa è esattamente collera divina, e sarebbe proprio il mare ad inghiottirli

Joy Boy fu il primo vettore di Nika e costruì l’arca, Luffy ne è il secondo e ha contribuito a distruggerla parecchio, epoche diverse, situazioni diverse, di cui Roger rise sguaiatamente. La giusta relazione con il divino, non di classe sociale o potere, sono proprio Joy Boy e Luffy, qualsiasi cosa Nika cercasse: l’ha trovata in entrambi. Ma Joy Boy era consapevole del suo ruolo, Luffy evidentemente no. Eppure Nika lo sostiene e l’ha scelto come campione, occhio.

Il nome del castello dei Gorosei, Pangea, proprio non mi esce dalla testa. Potrebbe suggerire che i Gorosei, o il Governo Mondiale, aspirano a unire nuovamente il mondo sotto un unico dominio, come era durante l’epoca della Pangea. Questo potrebbe essere il loro obiettivo finale: ricreare un mondo unificato, sia in termini geografici che politici.

La teoria potrebbe quindi prevedere che la storia si dirigerà verso un conflitto epocale tra le forze che desiderano mantenere il mondo frammentato e quelle che cercano di unificarlo. L’innalzamento delle acque potrebbe essere una crisi che costringerà tutti gli abitanti del mondo a scegliere da che parte stare. Questi elementi narrativi potrebbero convergere in un climax dove il destino del mondo di sarà deciso. La lotta per il potere, la verità nascosta e la salvezza dell’umanità potrebbero essere i temi centrali che guideranno la saga verso il suo finale?

Beh, in parte già lo sono, finora il divide et impera ha funzionato bene, ad ogni modo, la dichiarazione completa di Vegapunk sarà lo start verso il finale.

Come sempre vi consiglio il video del Re, ironia e uno spaccato chirurgico e determinante tra mito e realtà, in più, ha anche un annuncio su un nuovo canale, cliccate e abusatene

Suburra

Spero di avervi intrattenuti, avervi fornito pensieri interessanti, spinti a riflettere.

Questa saga è viscerale.
Intolleranza, paure personali e ossessioni collettive.
Portatrice di critica ad una società (i Tenryūbito) persa nel mascherare depravazione e rapacità sotto il manto del perbenismo.
Fosca e ferocemente comica avventura, Egghead, da iniziale suburra della vendetta diventa una consapevolezza più antica di secoli, che illumina tristemente i bassifondi della mente, dove il bene non è più bene, è il male è solo un punto di vista.
Ma, per quanto la notte sia scura, rimarrà sempre ciò che precede una nuova alba.

Godiamoci il viaggio, genti

‘Do I end this all for the world to see.
(In waves in waves)’

– Trivium, In Waves

Cenere

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