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La CP0 e le maschere tradizionali africane

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Ciao a tutti e bentornati su One Piece Mania! Quest’oggi torniamo a trattare un approfondimento mitologico, e nello specifico, oggi parleremo della CP-0 e delle Maschere tradizionali africane.

CP0: Introduzione

Il CP0, abbreviazione di CP-AIGIS0, è la più forte organizzazione di spionaggio a disposizione del Governo Mondiale.

L’egida, Aigis in greco, era lo scudo di Zeus e un capo indossato da Atena, generalmente dipinto come un corto mantello fatto di pelle di capra. L’Aigis è sempre indicato con un bordo di serpenti e la testa di Medusa al centro. Esso è un emblema di protezione e di potere più che uno scudo militare vero e proprio.

Il CP0 è il più forte di tutte le unità di Cipher Pol. Tra le loro fila vi è Lucci, il quale era il più forte agente del CP9 prima del salto temporale. La loro fama è tale da preoccupare un pirata del calibro di Trafalgar Law e un membro di spicco dei rivoluzionari come Sabo. I primi membri introdotti indossando abiti bianchi con maschere tribali africane.

CP0: Maschere Africane

Le maschere sono un elemento fondamentale della cultura tradizionale e dell’arte dei popoli dell’Africa subsahariana e occidentale. Diverse culture associano a questi oggetti differenti significati specifici, ma sono elementi costanti l’attribuzione alle maschere di significati spirituali, il loro uso nelle danze e in altri riti religiosi, e il riconoscimento di uno speciale status sociale agli artisti che le realizzano e a coloro che le indossano durante le cerimonie. Le maschere sono una delle forme d’arte africana più note in Europa e America, e nel XX secolo sono servite come ispirazione per movimenti artistici come cubismo, fauvismo ed espressionismo.

Nella maggior parte delle culture africane tradizionali, chi indossa una maschera abbandona la propria identità e viene trasformato nello spirito che la maschera rappresenta. Questo scopo viene in genere raggiunto con l’ausilio di altri elementi rituali, come certi tipi di musica o di danza; in diverse culture, inoltre, la maschera si accompagna a costumi rituali, che contribuiscono a nascondere l’identità del danzatore o del sacerdote mascherato. Colui che indossa la maschera diventa quindi una sorta di medium che consente al villaggio di dialogare con le proprie divinità. Per questo motivo, danze e rappresentazioni mascherate svolgono spesso una funzione propiziatoria in cerimonie e celebrazioni come matrimoni, funerali, riti di iniziazione e feste del raccolto. Fra i rituali più complessi si possono citare le rappresentazioni in costume e maschera di alcuni popoli della Nigeria, che presentano molte analogie con il concetto occidentale di teatro.

Poiché ogni maschera ha uno specifico significato spirituale, alcuni popoli hanno decine di diverse maschere tradizionali; la qualità di una maschera riflette spesso la posizione del soggetto nella gerarchia degli spiriti. Dato il significato spirituale delle maschere, non tutti i membri della società sono autorizzati a indossarle. Spesso questo onore è riservato agli uomini, e in particolar modo agli anziani o comunque alle persone di alto rango. Alcune maschere sono riservate ai capi tribù e ai re. In numerose tradizioni si trovano maschere associate a particolari società di guerrieri o di stregoni. L’assenza di realismo delle maschere si può ricondurre alla concezione comune a tutte le culture dell’Africa nera, per cui la maschera deve rappresentare lo spirito del soggetto e non la sua apparenza esteriore. 

Considerando come i medium africani mascherati collegano la tribù alla divinità, sorge spontaneo il nesso con la CP0, la quale detiene lautorità di mettere in comunicazione i comuni cittadini e i draghi celesti, ritenuti vere e proprie divinità. Non è un caso infatti che a Dressrosa siano loro e non la Marina ad informare i sudditi della nazione della condizione politica di Doflamingo.

CP0: Maschere CP0

Analizzando le maschere dei membri della CP0 possiamo vedere come esse richiamino proprio i principali tipi di maschere africane.

Il Braccialunghe possiede la maschera che descrive la bellezza femminile. Insieme agli animali, uno dei soggetti più comuni delle maschere africane è la donna, anch’essa rappresentata in forma stilizzata, in funzione dell’ideale di bellezza femminile proprio di ogni particolare cultura. Le maschere femminili dei Punu del Gabon, per esempio, enfatizzano tratti come le ciglia arcuate, gli occhi a mandorla, il mento sottile, e rappresentano nelle maschere anche i gioielli ornamentali tradizionali, disposti in due linee curve che vanno dai due lati del naso verso le orecchie. Queste maschere sono coperte da acconciature nere e scure, ma i volti sono sempre bianchi. Tale colorazione biancastra rappresenta la bellezza del mondo spirituale. Anche se sono scolpite per rappresentare le donne, solo gli uomini possono indossare questo tipo di maschera. La maschera di Idia, regina del Benin durante la prima metà del XVI secolo, è considerata una delle rappresentazioni più famose della bellezza femminile ed è stata commissionata da un re del Benin in ricordo della sua vecchia madre. La maschera presenta sculture in avorio che mostrano occhi profondi, labbra piene e una fronte largamente tipica delle donne del Benin.

Il Gambelunghe possiede la maschera che insegna le lezioni morali. Un certo numero di maschere africane insegnano lezioni morali, o mostrano comunque i tratti desiderati della personalità. L’Africa non ha una vasta cultura scritta e la maggior parte della storia e delle leggi tribali sono state registrate e tramandate in canti, danze e narrazioni. Tradizionalmente, i ballerini mascherati sono incaricati di insegnare al popolo i valori positivi della propria società e a stare alla larga dal concetto di “male”. Stilemi con significato morale, e in particolare come rappresentazione simbolica di specifiche virtù, si trovano in numerose culture africane. Gli occhi socchiusi delle maschere dei Senufo della Costa d’Avorio, per esempio, rappresentano l’autocontrollo, la pace interiore e la pazienza. In Sierra Leone e altrove, occhi e bocca di dimensioni ridotte simboleggiano l’umiltà, e la fronte sporgente indica saggezza. Maschere con mento e bocca molto grandi, al contrario, possono rappresentare autorità e forza; ne sono un esempio le maschere in Gabon. La sobrietà e il dovere che proviene dal potere sono infine raffigurati attraverso lunghe facce esagerate e ampie.

L’ultimo membro della CP0, il presunto capo del trio, possiede la maschera della guerra; tali maschere sono una tipologia molto popolare tra le varie tribù africane. I Grebo della Costa d’Avorio intagliano piccoli occhi rotondi nelle loro maschere per mostrare rabbia e vigilanza mentre un naso affilato mostra la mancanza di volontà di ritirarsi. I segni di guerra mostrano ferocia, tenacia, coraggio e attributi necessari da guerrieri forti e spietati. Questa tipologia di maschera fu concepita essenzialmente per terrorizzare i nemici durante il combattimento, così come per ballare ai funerali dei guerrieri. Le maschere dei Grebo rappresentano la sede di spiriti invisibili residenti nella foresta. Si presentano di due tipi: il primo tende al naturalismo, mentre il secondo è più geometrico. Questo secondo caso viene richiamato dalla rappresentazione degli occhi, che vengono figurati con rilievi cilindrici anzichè con fori.

CP0: Approfondimenti

La struttura principale delle maschere africane è in genere in legno; più raramente si impiegano pelle, tessuto o pietre morbide come la saponaria. Il materiale viene intagliato o scolpito e spesso dipinto con carbone vegetale o altri pigmenti di origine naturale. Alla struttura principale possono essere applicati elementi decorativi in altri materiali, come pelo, corna, denti, conchiglie, semi, iuta, paglia, guscio d’uovo o piume. Queste applicazioni servono talvolta a rappresentare in modo più efficace elementi anatomici del soggetto. Le maschere possono anche avere diversi tipi di struttura in funzione del modo in cui si devono indossare. Il tipo più comune, presente in gran parte dell’Africa, è quello che si appoggia sul volto, in verticale, come la maggior parte delle maschere occidentali. Altre maschere si appoggiano sulla testa, e quindi non coprono il volto. Alcune si indossano come scafandri o elmi e coprono l’intera testa. Alcuni popoli realizzano maschere cerimoniali che non coprono il volto ma bensì il torso. Esistono infine anche maschere molto piccole che vengono indossate sul braccio, appena sotto la spalla.

Per oggi è tutto. Voi cosa ne pensate dei legami tra la CP0 e le maschere africane? Noi ci vediamo al prossimo approfondimento, ciao ragazzi!

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La CP0 e le maschere tradizionali africane | One Piece Mania
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Il CP0 è il più forte di tutte le unità di Cipher Pol. Tra le loro fila vi è Lucci, il quale era il più forte agente del CP9 prima del salto temporale. La loro fama è tale da preoccupare un pirata del calibro di Trafalgar Law e un membro di spicco dei rivoluzionari come Sabo. I primi membri introdotti indossando abiti bianchi con maschere tribali africane.
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