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One Piece 1069: Venere sulla conchiglia, Luffy 25:17, (dis)ordine 66

by Cenere
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State sostenendo che uno stramaledetto pseudonimo letterario si è trasformato in un individuo in carne e ossa!’

– Stephen King, La metà oscura

Qualcosa è cambiato.

Salve genti, analisi capitolo 1069: benvenuti alle Colonne d’Ercole.

Qui finisce (quindi inizia) ciò sappiamo veramente di One Piece . Questo capitolo è stato notevolmente frainteso, e mi divertirò nel spiegarvi il perché. I cambiamenti drastici incutono dubbi e perplessità. Esiste la paura che qualcosa che amiamo da tanto tempo diventi diversa, irriconoscibile: quindi possa deluderci. Lo capisco, questo lo capisco benissimo.

Ma, così non è.

Il punto è che si tratta di un effetto voluto dal sensei, ve la paventavo nella precedente analisi: ed eccola qui la mossa Kansas-city. Ovviamente, lo posso argomentare. Quindi un bel respiro: e daje de Elzeviro

Autodafé

Ve lo giuro, mesi fa parlai della metalessi per puro piacere intellettuale, per darvi lo scenario più completo possibile, farvi considerare qualsiasi evenienza.

Chi si aspettava potesse verificarsi.

La frase – sulle Dimensioni – di Vegapunk, quella che sembrava riferirsi a universi paralleli. Avete presente, genti?

Da 48h aleggia un sorriso sul mio viso, particolarmente composto e distinto

Il 1069 è unico. Questo capitolo cambia (potenzialmente) ogni cosa. C’è chi lo rifugge come la peste, chi ne è rimasto incantato. Io appartengo alla seconda categoria. In una semplice macrosequenza (il combattimento tra Zoan) riesce a intensificare, distillare, comprimere, smontare e reinventare: il nostro modo di vedere One Piece. Due i punti cardine:

  • la natura dei frutti del diavolo
  • la frase di Vegapunk, quella che per la prima volta nell’opera fa pensare al Multiverso

Ma, purtroppo, quando si tratta di One Piece: sembriamo dei fondamentalisti davanti a dei testi sacri. Invece si apre un ventaglio di possibilità di rara magnificenza.

La frase di VP:

‘persone che vivono in DIVERSE dimensioni che qualcun ALTRO ha IMMAGINATO’.

Oda (se userà la metaletteratura) può fare quel che gli pare e piace, può tranquillamente entrare lui stesso nella storia, fare entrare Luffy nel nostro mondo, o… coinvolgere noi nel suo e, se usa la metalessi, addirittura cambiare One Piece schioccando le dita: peggio di Thanos.

Ehi, la mia frase è volutamente esagerata, genti. One Piece non diventerà mai I Guardiani della galassia. La parola fantascienza tende a terrorizzare, ma… è interpretata nella maniera sbagliata. Esattamente qui è iniziato l’autodafé (in veste di gogna mediatica), si è levato un coro di indignazione: pressoché inutile. Evitate. Perché, si, si può non condividere la gestione, ma…

Il problema è che la gente non legge.

Sta prendendo piega una certa abitudine: leggere gli spoiler, pensare di aver capito tutto e non leggere il capitolo. Ma, seriamente? Se praticate una barbarie simile, non vi lamentate. Fatemi – e fatevi- una cortesia, non giudicate qualcosa che ancora non conoscete, non pretendete questo diritto. Quello spetta a chi leggerà l’opera per intero.

La faccenda non riguarda chi segue questa pagina, vecchi cuori. Voi e chiunque abbia fede in un autore che ci stupisce da 25 anni. La community sta provando a capire l’entità delle parole di VP, sbizzarrendosi in teorie, idee, insomma… le robe genti: quelle belle.

Ci soffermeremo su tutto: i sogni, i desideri, la natura dei frutti… c’è da scatenarsi.

E ovviamente parleremo di metalessi e metaletteratura, per suggerirvi quanto il sensei potrebbe deliziarci con soluzioni al limite dell’impossibile! Altro che lagne e outrageous.

Il gesto di Oda è un lucido tentativo di rompere l’isolamento narrativo, ambientale, formale e culturale dello Shonen. Spingendo i suoi protagonisti ad evadere dal ghetto della prevedibilità. Con i suoi pregi e difetti: la perfezione non esiste, e va bene così. Trattasi di coraggio intellettuale.

Che va ripagato. Perché ciò che leggiamo può avere sempre un significato che va oltre lo stereotipo. Difatti, oltre che la penitenza pubblica inferta ai tempi dell’inquisizione, auto-da-fé in spagnolo sta per acto de fe, ossia: atto di fede.

Signore, signori: capitolo 1069...

Monografia di due bestie

Si, ora, senza indugi. Hic et nunc: Luffy e Lucci.

Il capitolo riparte dall’incontro fatidico. Confusione, panico, caos. Tra le fiamme una ricercatrice urla: sono stati gli zinghiri! Insomma: un macello.

Tre reazioni distine:

• Chopper, tanto per cambiare, si terrorizza. Strano eh?

• Jinbe intuisce il quadro in un petosecondo. Strano eh?

• Luffy fa la figura del cretino, questo si che non è strano

Il futuro Re dei pirati ha due neuroni, atti a: mangiare e creare i soprannomi più improbabili. Tizio col piccione è la sua nuova perla letteraria. E pretende di sapere il motivo della sua presenza, l’equivalente di stupirsi nel trovare un agente di polizia in commissariato. Luffy è uno spasso.

Oda ultimamente gli ha fatto ricordare le Armi Ancestrali, i piani di Law e la figura storica di VP. Bene, son due-tre capitoli che è tornato ad essere ciò che è realmente, un Dio, dite? Si si, un iDIOta.

Scusate, difficile trattenersi.

Fatto sta che ammette pubblicamente il suo errore, almeno è coerente. E qui finalmente abbiamo delle succose informazioni. Anzitutto, nemmeno il CP-0 può ingaggiare un imperatore arbitrariamente, anzi, è tenuto a fare immediatamente rapporto. Questo risvolto è corroborato dalla figura di Bonney. Lucci-boy – nei capitoli precedenti – si era espresso su di lei, poteva finalmente ucciderla, si, ma perché era finalmente sulla lista del Governo Mondiale. Kaku lo ammonisce subito, anche in presenza di uno dei bersagli deve trattenersi, Stussy è chiara: attaccare un imperatore è una dichiarazione di guerra. Solo che, i fatti precedenti si avvicendano. Atlas è riversa a terra, esanime, Luffy ordina a Chopper di medicarla (dalla risposta di quest’ultimo si intuisce sia un cyborg e non un androide, perché asserisce che Franky sarebbe più indicato).

Lucci con gelido distacco chiede di non intromettersi, il che innesca la reazione infuocata di Luffy.

Pensate un istante alla frase del capitano. Ai reali intenti. Sembrano egoistici, lo sono nella forma, ma non nell’essenza. Perché Luffy dice questa ragazzina ci aveva dato da mangiare!

Luffy ha i modi di fare di un ragazzino. È terra-terra nelle sue osservazioni. Quando si scatena: tende a sottolineare il bene o il male assoluti. Non è tipo da dire ‘hai picchiato una fanciulla’, la frase ci ha dato da mangiare non significa altro che lei è gentile, hai cercato di uccidere una ragazzina gentile.

È vero, verissimo. Lui non va a cercare le persone da salvare, non gliene frega. Ma salva chiunque sia sul suo cammino, indiscriminatamente. Un linguaggio adatto al personaggio e al pubblico più giovane, ne sono esemplificazione frasi come:

questa bandiera rappresenta il sogno di qualcuno, non potrai mai distruggerla

amo gli eroi, ma non voglio esserlo

hai fatto piangere la mia navigatrice

Non ha bisogno di decantare a proposito di giustizia o morale. La sua filosofia è spicciola, questa scena è l’esempio migliore.

Negli occhi di Lucci vige una calma terribile, la parola inferno al confronto è uno zuccherino. Luffy ha quello sguardo. Lo sguardo di quando affrontò Arlong, in uno dei momenti più epici mai vissuti

Arlong- sei inutile, tu, cosa puoi fare… TU?

Luffy- posso ammazzarti di botte

Esultammo tutti, quanti ricordi. Ma, abbiamo un articolo da scrivere, un breve focus sulla Marina, per il cambio scena

Mannequin e aringhe rosse

Lo spazio dedicato alla Marina è breve, ma ha una serie di informazioni. Vediamole nella giusta prospettiva. Come i manichini rimangono fermi e inerti, ma, ne siamo sicuri?

Akainu è sinceramente sorpreso della presenza dei Mugi a Egghead, ma… asserisce l’ipotesi che VP sia a conoscenza delle intenzioni del CP, e rimane contrariato dalla loro irruzione. Addirittura definendola una dichiarazione di guerra non autorizzata.

Questo era uno scenario già previsto dalla Marina, Kizaru è già partito per Egghead. Che casualità, eh?

Col piffero.

I tasselli vanno al loro posto. E non casualmente. Quando Kuma salvò i Mugi, sulla scacchiera era presente una precisa combinazione di pezzi:

• la ciurma

• Bartolomew

• Kizaru

• Sentomaru

Vogliano poi ricordare l’affinità e le relazioni? Sentomaru era già la guardia del corpo (e come vedremo, protetto) di Vegapunk, e aveva una pronunciata confidenza con l’ammiraglio: tanto da chiamarlo zietto. Non che sia fattore rilevante di chissà che. Spero solo che – quella specifica combinazione di personaggi – riveli un aspetto di trama per noi del tutto nuova.

Io sento puzza di Aringa Rossa, ossia: la tecnica di depistaggio, più efficace, per qualunque scrittore. Ve ne parlai largamente, nell’articolo sul capitolo 1052. Anche perché:

• Akainu è realmente a conoscenza dei piani del GM? Gli è stato detto che il CP era lì per freddare VP, o per prenderlo in custodia? Con frasi così generiche non si capisce. Non si riesce a capire se sia d’accordo nel pianificare l’omicidio di uno scienziato. Perché i 5 astri potrebbero passare la circolare d’ufficio: CP a Egghead, tenete forze fresche in caso di necessità

• il Grande Ammiraglio potrebbe (ma magari!) giocare finalmente di strategia? Veramente è ancora fedele al GM dopo Wano? Può colui che ha massacrato un marine in un vicolo, un individuo così estremista e dogmatico, accettare che il GM abbia trafficato armi con un imperatore? Autorizzando indirettamente la strage di una popolazione?

A me sembra impossibile.

Sogni, desideri e incubi vari ed eventuali saranno trattati oggi, alle 18: nella Fatal, con un capitolo simile è un appuntamento imperdibile! A voi il link

https://m.twitch.tv/bikeandraft?desktop-redirect=true

Quando il cielo non si spezza

‘Sii padrone di te stesso, ovunque tu sia, e fa di quel luogo la sede del tuo risveglio.’

– Lin-Chi

E beh, Sommobuta l’ha praticamente telefonata: ecco qui il pugnazzo!

Peraltro, chiaro omaggio al loro primo clash. Solo che il cielo rimane immobile.

Ken il guerriero con la celeberrima tecnica del Pugno che spezza il Cielo fece scuola. Per chi non lo sapesse, in ogni manga in cui il cielo di divide: è un omaggio a Ken. Quando avviene (lo abbiamo visto succedere solo fra Imperatori) significa che gli avversari hanno stesso potere e possibilità di vittoria: tanto da rendere indeciso il cielo sull’esito dello scontro, e quindi sul destino.

Cosa che qui ovviamente non avviene, non è mica colpa di Lucci, serve a farci capire che Luffy è fuori scala. Prima di proseguire, nell’incipit ho definito questa ambientazione una macrosequenza, e difatti lo è, perché racchiude i temi:

• dei frutti Zoan

• delle dimensioni legate alla metafisica

• la natura dei frutti, legata ai desideri

Tratterò tutto in maniera organica, non preoccupatevi, ora, torniamo prettamente agli Zoan.

Le intuizioni sono pratiche, sublimate dalle stesse osservazioni (non approfondite) di Vegapunk.

Primo, nessuno Zoan di Impel Down era simile al risveglio di Lucci, rileggete la massima in apertura paragrafo, il maestro Zen Lin-Chi spiega tutto: Lucci è padrone di se stesso, per questo raggiunge il pieno potenziale Zoan, senza cedere il suo intelletto alla bestia.

I guardiani di ID erano potenti, ma oggettivamente degli imbecilli con la sugna nel cervello. Mi spiace, ma è così. Per questo Sady-chan doveva coordinarli e gestirli. Erano ubbidienti come cuccioli, tanto da spaventarsi quando lei alzava la voce. Suvvia, Lucci è su un altro livello. Ulteriore prova? La fascia in stile Buddha, esattamente come il Gear 5.

L’alone che aleggia intorno a Lucci-boy è come quello di Luffy, vale lo stesso per Yamato. Tutti frutti risvegliati. Ma, è impensabile che Kaido non avesse risvegliato il suo. Deve esserci una ragione (occhio, Oda a volte va di mero gusto, scelse il nome Shichibukai: solo perché gli suonava bene), senza elementi chiari ci posso girare solo intorno. Non posso darvi una spiegazione. Ma posso dirvi da dove proviene l’alone mistico intorno a Luffy, Lucci e Yamato. E tenete presente che quest’ultima detiene un frutto denominato proprio: guardiano di Wano.

Rammentate i Nīo (仁王) dei templi buddhisti?

Scherzi a parte. I Niō non erano vere e proprie divinità, ma spiriti guardiani del Buddha, anche al giorno d’oggi sono raffigurati davanti ai templi. Cosa sono, in definitiva? Guardiani del tramite con la divinità.

Autorizzati alla violenza solo in presenza di malvagità, protettori della pace e degli ideali.

Piano, stia calmo chiunque voglia urlare retcon. Va bene che la scelta di come è stato introdotto Nika (non perché, ma come) è discutibile, ne parlavo in questi giorni con Il Mala e sono totalmente d’accordo con la sua interpretazione, è stata gestita in maniera a dir poco discutibile. Seguite la Fatal, possibile esca il parallelo già oggi. Ad ogni modo, non è una retcon, i guardiani di ID non erano padroni di se stessi, non avendo la terrificante forza di volontà di Luffy e Lucci: non possono essere completo vettore di una divinità, tantomeno di un animale. Semplice e lineare.

E non potete assolutamente perdervi il video del Re. Un contenuto di alto livello, altro che rumenta e teoarie. Scritto con il cuore di un lettore ventennale, girato con la classe di un creator di razza. Non so come: ma è riuscito a superarsi, vi lascio il link!

E ora, le tanto agognate metalessi e metaletteratura, mi è stato richiesto da tanti un approfondimento, ergo…

Le Strade fra i mondi

Anche se Oda parlasse di multiverso, sarebbe un crimine?

Disclaimer: la frase di VP può essere un semplice ponte con il passato e niente di più, un riferimento alle divinità pre esistenti al secolo buio, un collegamento a tutti gli esseri viventi nel mondo di One Piece.

Ma, non vedetelo come una minaccia, nell’analisi del 1055 scrivevo questo:

Può avvenire? Certo che si.

Anzitutto, che cos’è la metalessi? Non la figura retorica, ma l’applicazione alla narratologia, altro non è che una meccanica temporale, un paradosso letterario, serve a trasgredire i confini tra livelli narrativi o mondi logicamente distinti. Una tecnica atta a trascendere la diegetica, ossia la regola per cui qualunque tipo di narrazione avviene – solo e soltanto – in maniera indiretta.

La metaletteratura? La tecnica specifica quando: l’autore vuole entrare nelle storie che scrive. O, magari, richiama il protagonista nel suo mondo, o quando – separati dallo spazio e dal tempo – l’autore si sostituisce al narratore onnisciente… e inizia ad interagire direttamente con gli eventi da lui scritti.

Impossibile? Gli ultimi due secoli son pieni di questo strumento particolare. Non spaventatevi, non significa che One Piece non sarà più una storia di pirati, che amiamo. Significa che:

• può essere un’affermazione sorniona, del tutto innocua e funzionale alla trama

• o, semplicemente, un tratto metafisico con cui Oda può regalarci piacevolissimi svolazzi d’autore, divertissement metafisici

Significa solo che tutto può accadere. Mettete giù torce e forconi, basta caccia alle streghe. Deliziatevi con le prospettive della fantasia.

Esempi?

Michael Moorcock ha creato un suo unico e brillante multiverso, addirittura la splendida figura letteraria del Campione eterno.

Stephen King è un vero demonio su questo tema, riesce a trasferire Padre Callahan de Le notti di Salem in un altro universo, lo ritroviamo ne I lupi del Calla della serie La Torre nera, nel racconto L’ultimo caso di Umney uno scrittore si scambia con il protagonista del suo libro, caso totalmente inverso ne La metà oscura, dove uno pseudonimo letterario (in realtà molto di più) prende vita. Volete ridere? Nel settimo libro della Torre nera: King entra nel libro stesso diventando canonico.

Il geniale Kurt Vonnegut creò il suo (spassosissimo) alter ego, Kilgore Trout. L’ha inserito in tutti i suoi libri, facendolo diventare un icona al punto che Philip Farmer gli dedicò un libro tutto suo: Venere sulla conchiglia.

La smetto, potrei andare avanti parecchio. In estrema sintesi? Non abbiate paura della fantasia

Le stagioni della coscienza

Partiamo da un presupposto, la ricordiamo tutti, vero?

Da una mia precedente analisi. La frase e la citazione sono così precise che: penso sia il frutto degli input che ci trasmette Oda.

Le parole di VP sono sibilline, perché è una sua ipotesi, ma essendo scritta da Oda: deve esserci un fondo di verità. Vediamo cosa si può carpire:

• quasi nessuno sa chi sia Nika, ergo: sono i vincitori a scrivere la storia

• gli unici riferimenti sono nei documenti antichi, quindi nel Records di VP e a Erbaf (e ci credo che lo vogliono ammazzare)

• sembra dire: solo chi ha dei desideri e crede nei sogni può vincere

Vi ricordate La storia Infinita?

‘Il mondo della fantasia umana, ogni suo elemento, ogni sua creatura, scaturisce dai sogni e dalle speranze dell’umanità’ – Gmork

Alla domanda di Atreyu, sul perché della distruzione di Fantasia, gli viene risposto

‘perché la gente ha rinunciato a sperare… e dimentica i propri sogni’

E si, per forza mi viene in mente la storica frase di Teach, fermi, calmi. Non sto formulando nessuna teoaria, come potrei? Non sappiamo neanche se Im-sama sia vittima o carnefice! Ma… un parallelo, un parallelo tematico lo vedo, non parlo di magia, neanche di energia tratta dal metafisico, le particolari parole di VP parlano di desideri, iperbole in cui sono i sogni ad alimentare come energia in un ciclo perpetuo. Oltre l’umorismo e l’allegria, in One Piece esiste lo schiavismo, il razzismo, ogni genere di guerra. La minaccia di essere nuclearizzato, se pronunci la virgola sbagliata. Ohara è stampata nella mente di tutti, a ferro e fuoco.

Puoi sognare attanagliato dalla paura? In preda alla tristezza? Perseguitato? No, quindi… ecco qui un Dio-giullare a sovvertire tutto. Che compare nell’ora più buia.

Sentomaru mi fa scomodare un genio

‘Fate come gli alberi: cambiate le foglie ma conservate le radici. Quindi, cambiate le vostre idee ma conservate i vostri principi’

– Victor Hugo

Al marine basta un istante per capire la giusta parte del cuore. Da quanto vi dico che Egghead è moralità pura? Ma, ne paga le conseguenze, immediatamente. La CP-0 è l’elite degli assassini, e Lucci è nato senza pietà. Ma con intelligenza. Se l’ha ucciso, o quantomeno messo fuori combattimento… ha bypassato la linea di comando. È l’ordine 66, nel caso in cui Jedi e Sith si stessero contendendo il comando definitivo.

Punti pratici:

• dipende dalla capacità di parlare del Marine?

• Vegapunk ha fatto uno scherzone? Uno switch definitivo per comandarli? Sarebbe bellissimo

• Kuma arriva e fan*ulizza tutto il CP, riderei come un pazzo

O un elemento esterno di trama, ma, al massimo Kizaru, non qualcuno sull’isola che finora non si era visto, eddaje

Un faro alla fine del mondo

Che determinate scelte narrative siano giuste, belle o meno, un successo o un fallimento, non lo sapremo mai, se non lo immaginiamo… e non lo desideriamo.

Per questo bisogna avere fiducia, e continuare a leggere.

Oda sta dimostrando personalità, con una scrittura tagliente e sofisticata, deciso a far esplodere le paratie stagne della banalità in un rompicapo di stili.

Godiamoci il viaggio, genti

‘Ci siamo? Pronti per partire. Qua la mano. Si va. Conosco la strada. Non avete che da reggervi forte… e credere.’

– Stephen King, rivolto a noi lettori

Cenere

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