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One Piece 1059: Back in Black, fissare in viso la gorgone, Marco Aurelio

by Cenere
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Guarda sotto la superficie: non lasciarti sfuggire la qualità o il valore intrinseco delle cose’

– Marco Aurelio

La piramide di Freytag.

Salve genti, benvenuti/e in questa nuova analisi, senza esitazione alcuna: apriamo le danze.

Il sensei trascende il termine criminale, sapevamo benissimo che ci avrebbe scammato con la pratica Sabo e le rivelazioni sul Reverie. Niente di nuovo sul fronte orientale. Ma esistono delle motivazioni estremamente precise.

Il 1059 è una piccola Ode alla fantasia.

‘Il sensei è stanco’

‘si vede che rusha più punti per la fretta di chiudere’

‘ormai non vede l’ora di finire’

– Tizio, Caio, Sempronio

Mmmmmh… no, decisamente no. Non è la strada giusta. Da quel che vedo, ha appena iniziato a scaldarsi. Se One Piece fosse un incontro della nobile arte i capitoli andrebbero visti come round, in questa ottica pugilistica Oda è decisamente un counter e, santo Cielo: ci sta mettendo al tappeto ad ogni singola ripresa. È lui che ha preso il centro del ring senza lasciarlo più; è lui che che con la formidabile fantasia che si ritrova, continua a realizzare vicende oltre (ben oltre) le nostre aspettative, è lui che da margine di libertà a tristezza e gioia nell’arco di 17 misere pagine.

Barbanera, le Kuja, Kobi, i serafini, la natura dei frutti. Non so voi: ma leggendolo sembravo un bimbo la mattina di Natale.

È vero, a volte vi prenderei a legnate dietro le orecchie, scherzo eh (forse no); quando siete ossessionati dal lato battle, quando non ritenete importanti le piccole cose: come la trama. Questa volta devo dire che sono veramente fiero di far parte di questa community, vista la reazione generale: siete stati splendidi/e.

Ovviamente, le punzecchiate le farò sempre (in primis a me stesso), mi conoscete. Perché qui si parla veramente di uno dei più grandi mangaka di sempre. One Piece lo compriamo? Si, ok. One piece è anche un prodotto? Si, ok.

Ma, mai confondere il valore con il prezzo, mai.

Perché poi possiamo leggere perle di capitoli come questo, che ci gratificano di tanta attesa, che ci fanno saltare dalla sedia, Sommobuta ha offerto una performance da cineteca nella reaction al 1059, rido ancora ma ho i timpani polverizzati, sbaglio mio eh: sapevo che c’era Barbanera

La piramide di Freytag

Strano, sublime, fenomenale. Chest’è il capitolo 1059.

Chiariamo definitivamente una cosa, Oda non è uno scammer: almeno non come lo intendiamo noi. Chiaramente, ad ogni fine capitolo abbiamo un colpo di scena, un hook nello script che letteralmente ci tiene incollati al numero successivo. Piccolo dettaglio, piccino.

Se fosse scam: la narrazione riprenderebbe esattamente nel punto cessato la settimana precedente.

Questo capitolo sarebbe ripreso con le vicende e le risposte di Sabo. L’autore segue uno schema, con una motivazione, vediamo quali.

Poco sopra citavo delle motivazioni precise in merito le sue scelte, bene, non dimentichiamo due fattori assoluti: la fabula e l’intreccio.

Dopo Wano vediamo finalmente un nuovo orizzonte in via di sviluppo. Un mangaka non può prescindere da tre elementi:

  • i personaggi
  • le linee temporali
  • la narrazione

Questi tre elementi di norma si intersecano creando la linea narrativa, e quest’ultima è il peso specifico del teatro dell’incredulità. Nonostante One Piece sia nel corpus delle opere più significative degli ultimi anni, nonostante l’autore sia un poeta e cantore in stato di grazia, viene chiamato costantemente ad un compito: caratterizzare il piano complessivo della narrazione… e stupirci realmente.

Esempi efficaci

  • nessuno di noi si sarebbe mai e poi mai aspettato che l’obiettivo di Teach fosse Boa
  • essere a conoscenza durante (o prima di) Wano di tali fini ne avrebbe distrutto totalmente incisività e sorpresa

Ecco perché le scammate simil-Sabo, non ci sarebbe nessuna euforia: solo fatti pregressi poi accertati. Oda sensei per la linea narrativa si avvale della piramide di Freytag. In una vicenda la durata dell’esposizione dipende dalla complessità dei conflitti nella storia, dall’estensione del mondo che viene scritto e dalle preferenze personali dello scrittore.

Il politico e scrittore Gustav Freytag sviluppò questa tecnica nel 19° secolo, creando uno standard nei metodi di scrittura. Viene conosciuta anche come triangolo, e su Wikipedia verranno riportati tre punti. Questo non è sbagliato, ma impreciso. La piramide originale ha 5 punti

  • esposizione
  • svolgimento in salita
  • climax
  • svolgimento in discesa
  • risoluzione

Sono le cinque fasi chiave di una storia, offrendo una struttura concettuale per scriverla dall’inizio alla fine. La parte più straordinaria? Non ha schema fisso. La piramide fu inventata per: scrivere meglio la struttura di una storia o rifinirla, esaltare ogni elemento emozionale. È maggiormente funzionale in opere lunghe ed è studiata apposta per essere invertita a proprio gusto. Ecco perché (se riguardate bene i cinque punti) i vari capitoli non hanno per niente lo stesso ritmo… ma si concludono sempre e comunque con un climax.

Capite? Capite ora con chi abbiamo a che fare?

Giornalista: sensei, visto il suo personale mix di genio e paraculaggine, in che misura si ritiene uno scammer come definito dai fan?

risposta: ne rimarrà soltanto uno.

– Eiichirō MacLeod

Ehi, diamine, il sensei si ama: ma è la verità.

Ormai lo sapete, ho lo stesso sarcasmo di Chandler Bing. Ritornando seri, l’autore non spezza pedissequamente gli eventi per continuarli nel numero successivo, o meglio, non sempre; a volte lo fa, altre no, nell’arte del contrappunto ci spinge verso una ricerca pura di ragioni, altresì splendide quando vengono rivelate come questa gemma: il 1059. Una buona sceneggiatura ti fornisce subito le risposte, una superba ti fa porre interrogativi.

Se avessimo tutte le risposte, le chiavi, le interpretazioni: leggeremmo One Piece con lo stesso interesse?

Godiamoci il viaggio, genti.

Ora, entriamo nel vivo di questo gioiello di capitolo, uno del più belli degli ultimi anni…

Signore, signori, Sua maestà: la fantasia al potere

In cartiglio veritas

Isola di Shpinx.

Il tassametro corre, ehm… desolato. La vignetta introduttiva ci fornisce i parametri logistici: siamo a Sphinx. Ed era ora, La Fenice ha volato al fianco della Red Force di Shanks.

Marco non mette neanche piede sulla nave del Rosso, che gli chiede nuovamente di aderire alla sua ciurma, la risposta sarebbe la stessa (tra le righe) della Shūsui (Acqua d’autunno) per Zoro e qualunque spadaccino: il mio spirito appartiene già a qualcuno, non posso più legarmi. E l’esempio calza come figura retorica. La Fenice aiuta l’imperatore, vola al suo fianco… ma non condividono la stessa strada. Marco ha avuto un solo Capitano, ne conserva il ricordo e vuole proteggere la sua eredità morale.

Oltre i chiari risvolti filosofici c’è la frase del babysitter della nuova era. Praticamente abbiamo Shanks-Riggs con Marco-Murtaugh che gli dice chiaramente: sono troppo vecchio per queste stronzate.

Parte un flashback, veniamo resi edotti delle motivazioni di Yamato.

Oggettivamente, i samurai venivano presentati (dalla Marina, a noi lettori, quindi dal narratore) come un ira-di-Dio, guerrieri invincibili, invincicibbili.

Gente comune, son gente comunissima. Guerrieri nella media, con i loro mostri generazionali come tutti:

  • il precedente (Mihawk, numero uno) Dio della spada, Ryuma
  • guerrieri con un retaggio genetico da semi-Dio, Oden (in mondo dove esiste Garp, ci stupiamo?)
  • adepti della spada che tempravano se stessi nella disciplina, Ashura Dōji

Anche se, ammettiamolo, in fatto di proporzioni (e qui ci ritorneremo sui Serafini) bisogna dire chiaramente che Ashura, con una katana in mano, sembrava l’incredibile Hulk con un giocattolo della Fisher-Price. Yamato adduce motivi ragionevoli per prolungare la presenza a Wano, al che Luffy reagisce esattamente come stiamo reagendo noi del pubblico: a si? Guarda che hai fatto tutto da sola eh? Vabbe cià.

Scelta tattica e basta, Yamato è una guerriera che gronda forza a secchiate, marzialmente impareggiabile, con uno Zoan mitologico, teneva testa a Kaido, che deve potenziarsi a Wano? Va bene, deve difendere il paese da gente come Aramaki, solo quello, come mentore Momo ha tutti i foderi. Fine flashback. Shanks suona il clacson, Marco risponde vabbè, finisco di mangiare la peperonata e scendo.

Questo capitolo è autorevole, un riferimento capace di svelarci il significato di parole ed espressioni che finora riuscivamo solo ad intuire. Il passaggio di testimone shonen è avvenuto. Anche la Fenice ammette (felice) che la nuova Era è della worst generation, la sventagliata di haki e la dichiarazione di Shanks prima, la benedizione di Marco poi: rendono ancora di più il 1059 una pietra miliare. Un piccolo riverbero che increspa la superficie di One Piece, rendendolo espressione di valori e reliquia, restituendo ad uno stilema, lo shonen, la sua indole più vera: il romanticismo dell’adolescenza.

Si… si. Dopo 25 benedettissimi anni questa opera mi emoziona ancora, sinceramente.

Ovviamente si menziona Ace, vittima della guerra dei Vertici (e purtroppo anche di se stesso), ovviamente il rapporto tra fratelli è cardine emotivo in One Piece.

Un po di leggerezza ora, che non guasta mai su, chi posso prendere di punta? Ah, Jimbe. L’evasivo Jinbe. La Fenice gli chiede degli scontri a MF, il timoniere: è passato tanto tempo, chi può dirlo? Jinbe ne sa, genti. Scherzi a parte, l’uomo-pesce è una figura chiave nel mondo di One Piece, ex affiliato di una Imperatrice, ex capitano del Pirati del Sole, uno dei Sette; sono sempre più convinto che il pirata conosca una mole di informazioni precluse ai più. Mettiamola così. Se Jinbe potesse parlare, e fosse soggetto alla stessa magia di Pinocchio: Usopp avrebbe un complesso di inferiorità.

Back in Black

‘Non gli importava niente di udire rumori apocalittici, non gli importava niente di essere esposti all’ignoto. C’era una cosa infinitamente peggiore: fissare in volto la Gorgone.’

– Stephen King, Le notti di Salem

Amazon Lily, fascia di bonaccia.

Questa fase è delicata, racchiude più fronti narrativi, diversi fatti si intersecano, per risultare organico userò dei mini-paragrafi, lì dove occorre.

Di base, come sappiamo tutti, Boa e Gloriosa stanno considerando la loro situazione. Asseriscono di non essere più al sicuro. Boa è chiaramente convalescente, l’isola è stata quasi rasa al suolo.

Inizia un flashback, qualche settimana prima. La Marina attracca le piratesse, inutile descrivervi ciò che avete letto con attenzione. Concentriamoci sui protagonisti in campo

The Seraphim Fall

Il titolo è darkeggiante, volutamente. Gentile pubblico, le (finalmente) nuove armi della Marina: i Serafini.

  • capelli bianchi
  • pelle brunastra
  • ali nere

I nuovi PX hanno tutti i tratti dei Lunaria, incontrovertibile. Dei bimbi che le Kuja si rifiutano di ingaggiare, aspetto da pargoli, anima da armi di distruzione di massa.

Oda l’ha centrata in pieno, niente poteva essere così innocente e terrificante.

Avviso ai lettori, in questa analisi tralascerò deliberatamente la questione serpenti di fuoco e la falla narrativa di Shakuyaku, una volta finita (grazie per l’attenzione, genti) la mia analisi vi suggerisco di vedere il video sul 1059 del Re su Youtube, non ve ne pentirete. E capirete perché non tratto due temi già perfettamente espressi.

Ora, cosa sappiamo dei Serafini? Mitologicamente, dal latino seraphin, dal greco seraphim, significa ardenti. Angeli della più alta gerarchia, dei più vicini a Dio e dei più infiammati di amore divino, vengono rappresentati con le ali

  • Nell’Antico Testamento una categoria di angeli. Spiriti divini con tre ali, che proclamano la gloria di Dio, intorno al suo trono, Isaia 6,2
  • Specie di serpenti volanti, Deuteronomio 8,15
  • nella teologia cristiana rappresentano il più elevato dei nove cori angelici

Per ora possiamo solo rabbrividire e goderci la loro potenza, postulare? Personalmente rimando, farò delle fugaci osservazioni. La prima a entrare in scena è quella clonata (si, clonata) da Boa, senza tema di smentita, stessi orecchini, stesso viso, perfino la stessa frangia di capelli. Il secondo è Mihawk, brandisce la copia della Yoru, il viso è la versione, ancor più giovane di Drakul di fronte il patibolo del Re dei pirati. Gli occhi. Mihawk ha la sua controparte aquilina, Boa due stelle. C’è qualcosa che suona in maniera sublime e sinistra, il divenire sarà un crescendo. Sono clonati, la Boa ha l’espressione serafica (sono un pirla… lo so) di quando lei è distesa, il Mihawk la stessa furia glaciale nel battersi. Genti, sono loro, potenzialmente cyborg? Oh si, ma per ora sembrano avere i tratti genetici di gigantismo come i bimbi di PH. Da cosa si deduce? Teach è alto tre metri, osservate la vignetta in cui afferra Boa. La testa dell’imperatrice è minuscola rispetto alla sua… quella del Serafino invece è proporzionata. Certo, Oda in fatto di proporzioni non è attendibile, ma la mia impressione è questa. Hanno la forza delle loro controparti, le armi dei Pacifista, ma non poteri dei frutti o livelli di haki degli originali. Tecnicamente i frutti si fondono con il DNA, ok: ma avere un esercito con poteri dei frutti e livelli di Haki degli Shichibukai sarebbe inarrestabile, per chiunque. Ma, si vedrà.

È quel folle genio di Oda sensei a scrivere

Si ode una dolce musica

‘Cause I’m back

Yes, I’m back

Well, I’m back Yes

I’m back Well

I’m back, back Well

I’m back in black Yes

I’m back in black’

– AC/DC, Back in Black

Non potevo non citare il gruppo più figo del pianeta.

Barbanera! Grande ritorno del pirata più bastardo di tutti, armi ancestrali? Regnanti? La fenomenale taglia di Chopper? Naaah, lui vuole il potere di Boa. Ora, assodato che in One Piece praticamente si ritira il biglietto per interrompere Teach, come lui fa qualcosa si sente: numero 16! Dai, vagli a rompere le p… ehm, a infastidirlo! Lui e Luffy sono veramente le facce della stessa medaglia, perché? Luffy è praticamente (anche se il mio preferito, diciamo la verità) un demente, ricordate Harry Potter che assume il Felix Felicis? Ecco, credo che lui ci sia caduto dentro da piccolo, stile Obelix, fidatevi. Teach starnutisce? Arriva una bestia invincibile della vecchia era. E che ca… ehm, perdindirindina.

Ma tremate, tremate.

Perchè lui non è fesso, Teach ha sempre un piano, sa esattamente cosa deve fare. Il Mero Mero funziona su due emozioni, amore e lussuria, il pirata è un figo per noi: ma è brutto come la fame. Si basa sull’innamorarsi, punto e basta. Ho letto di persone eh, ma lui potrebbe amplificareh la paurah. Ho riso più del dovuto, francamente. Scherzi a parte, rispetto le idee e le opinioni di tutti. Ma lo dice Oda tramite Boa: si basa sull’avvenenza fisica, i prestigi attuati da un possessore non possono essere sciolti da quello successivo. Tutta l’etimologia del frutto si basa sul cadere innamorati.

Oda è capacissimo di cambiare i sacri testi eh, che ne so: se lo usa una persona brutta, ma brutta brutta, esiste la funzione feromone che tte fà sembrà belll. Ne sarei deluso però, penso che Teach abbia in mente qualcosa di infernale. Sua la capacità di assorbire poteri, peccato per Catarina, la Kitsune con quel frutto… aprirebbe i cancelli degli inferi.

Fenomenologia delle aporie

Vegapunk-boy. Sono bastati i Serafini per farlo passare come scienziato pazzo, nazi-imbruttitore di masse.

La fenomenologia è la natura intrinseca del 1059, ricordate che un bravo scrittore ha sempre una Aringa Rossa in tasca (per approfondire, recuperate l’analisi del 1052, se gradite). E Oda è un grande scrittore. Che sia buono, che sia malvagio, poco importa: l’attenzione su di lui è decuplicata, quale mossa migliore che farci dubitare di lui?

No posso postulare sul niente, ma posso ricordare

  • da bambino voleva fornire energia elettrica gratuita alla sua cittadina, quando non ci riuscì, pianse
  • esaudisce la richiesta di Kuma, richiesta che aiuterà dei pirati

Vegapunk è un genio ribelle (ooocchio), gli unici elementi noti lo dipingono come persona gentile. La volete sentire una cosa buffa? Descrivendo i Serafini, qualcuno disse: essi sono l’immagine imperfetta della verità dipinta attraversa il cuore del suo creatore.

Il trono, è quello di Im-sama, no? Ma chi è il creatore dei Serafini?

Io lo terrei a mente.

Silvers è un personaggio incredibile, straordinario, ma troppo vecchio per contrastare Teach, che dal suo canto… in un raffinato sfoggio di aristocrazia pensa: perché rischiare? Ma chi tte sè schioppa.

Su Rocky port e Egghead non mi pronuncio, non ci sono veramente elementi per farlo ma: anche qui è curioso. Come il fatto che vecchi incidenti e uova abbiano radici profonde nella cosmogonia di One Piece.

Coincidenze (nella mia mente vedo Oda vestito da Bianconiglio)

La s.p.a.d.a. di Damocle

Si avvicina un terremoto emotivo? Arriva una tempesta. Perché rapire Kobi? Perché questo sequestro?

Rispondiamo così, come fai a fidarti di un ex-marine? Gli fai ammazzare un altro marine.

Se così fosse, il 1059 è la punta dell’iceberg.

One piece sta diventando una sinfonia, piena di stop and go, stacchi, incroci inaspettati e mutazioni imprevedibili, richiami ancestrali, camaleontici, con un direttore forte d’inventiva tale da riplasmarli continuamente.

Il 1059 ne è la minisuite.

Nella mia ossessione del cerchio perfetto vi lascio con un consiglio, genti. Non sforzatevi di sapere tutto immediatamente, di ottenere risposte, non rovinatevi il viaggio. Riflettete su una cosa semplice

‘Tutto ciò che sentiamo è un’opinione, non un fatto. Tutto ciò che vediamo è una prospettiva, non la verità.’

— Marco Aurelio

Cenere

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